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Relazioni con – senso: i cinque sensi nello svezzamento

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L'associazione Pollicino Onlus ci spiega come lo svezzamento può essere un'esperienza sensoriale per mamma e bimbo e come vivere serenamente questa fase di passaggio

Cinque sensi dello svezzamento

La relazione tra madre e bambino comincia a svilupparsi già prima del parto e si forma tramite la percezione delle sensazioni all'interno della pancia della mamma. Prima della nascita, il bambino avrà modo di sviluppare già i cinque sensi fondamentali per la sopravvivenza; ad esempio il primo senso che si sviluppa all’interno dell’utero è il tatto, attraverso il contatto con la pancia della mamma. Con la nascita il bambino ha la possibilità di entrare in contatto con la madre sia fisicamente che con il “luogo materno”,  cioè con la mente, le emozioni, il calore del corpo, la stretta dell’abbraccio, lo sguardo e le parole della mamma.

Il corpo della mamma diventa un punto di riferimento per il bambino attraverso l'abbraccio intimo e la stretta relazione di cura, che fornisce una buona relazione di “holding”. Attraverso questa relazione positiva, il bambino avrà la possibilità di nutrirsi non solo con il latte ma anche di un “cibo” particolare che nutre il cuore e lo fa sentire amato, desiderato e rassicurato.

Come abbiamo anticipato, il primo contatto reale tra la madre e il bambino avviene con il parto e qui entra in gioco l’udito; infatti ciò che sente nell’immediato la neo-mamma è il pianto del neonato e lo percepisce come segno di vita, di salute e prima forma di comunicazione.

Il bambino appena nato piange perchè la prima aria che respira è un’aria nuova, alla quale non è abituato, che gli provoca dolore e fastidio che può essere placato unicamente attraverso la stimolazione del senso del tatto; è infatti proprio grazie al contatto pelle–a–pelle con la mamma che il piccolo riesce a trovare tranquillità, contenimento e sicurezza, accolto nel suo abbraccio fonte di calore.

In questo momento della vita, le cose più importanti nel rapporto madre figlio sono gli sguardi reciproci ricchi di stupore, curiosità e affetto. Inizialmente le espressioni che vengono identificate più facilmente dai bambini sono i sorrisi che proteggono e veicolano sentimenti positivi, permettendo al bambino di sentirsi a suo agio, di essere sereno e di provare sensazioni di benessere.  A loro volta però i sorrisi dei bambini veicolano dei significati anche per la madre, che a sua volta sorride al piccolo, gli parla affettuosamente e lo culla. Lo sguardo reciproco madre-bambino è di fondamentale importanza per lo sviluppo del mondo interno del piccolo e per la costituzione della relazione d’attaccamento.

Il neonato durante l’allattamento è in grado di percepire e riconoscere l’odore materno e, grazie allo sguardo e all’intimo contatto con la mamma, riesce a percepire il suo amore e la sua devozione anche durante il pasto. Si può assistere così ad un nutrimento speciale che va oltre il semplice bisogno della sete o della fame e che riguarda un desiderio che comprende tutti i sensi corporei dando una risposta al desiderio del bambino di essere desiderato e che va a “nutrire il cuore”.

Il valore dell'allattamento nella relazione madre-bambino

La dimensione sensoriale dello svezzamento

Questo speciale nutrimento continua anche nella seconda fase della vita del bambino piccolo: la fase dello svezzamento. Il contatto tra i corpi della madre e del bambino, lo sguardo reciproco, gli odori, il tono della voce che nell’allattamento avevano una valenza, si modificano ed evolvono. Lo svezzamento è la prima tappa fondamentale dello sviluppo psicologico e della maturazione nella prima infanzia, tramite la progressione di piccole conquiste.

Il cambiamento che avviene in questa fase riguarda la disponibilità, sia della madre che del bambino, ad operare una rinuncia e ad affrontare una separazione fisica e mentale, un'evoluzione che concerne i corpi di entrambi e la loro sfera affettiva. La separazione psicologica che il bambino deve affrontare tra i 4 e gli 8 mesi porta ad una consapevolezza di un proprio statuto differente e provoca curiosità, ma anche timori e paure.

Anche per la madre lo svezzamento costituisce un passaggio denso di mutamenti, in quanto entrano in gioco sia la crescita e lo sviluppo del bambino sia il delinearsi di un'iniziale forma di autonomia dalla mamma e della mamma dal proprio bambino. Lo svezzamento è il processo che avvicina il bambino alla realtà; così, imparando a tollerare l’attesa e la frustrazione, realizza che la mamma è "altro da sé" e prende atto che la propria soddisfazione dipende dalla presenza di un altro, diverso da sé.

La “madre buona”, quindi, non è il prolungamento del suo corpo ma “l’altro” da cui dipende la sua soddisfazione. Il compito della mamma sarà di fornire uno “spazio di esitazione” in cui il bambino troverà piena libertà e sarà incoraggiato ad evolvere e a trovare la sua autonomia e fiducia nel resto del mondo.

Solamente a partire da questa fiducia di base il bambino potrà tollerare le frustrazioni e sopportare la distanza temporale tra la manifestazione dello stato di bisogno ed il momento della sua soddisfazione. Il passaggio dall'abbraccio materno dell'allattamento alla posizione frontale cambia il modo di alimentarsi del bambino, grazie anche all'offerta del cucchiaino, che diventa così più rituale e meno intimo e aiuta il bambino ad entrare nella convivialità dei pasti e a raggiungere una maggiore autonomia nei confronti della madre e nell'atto alimentare.

Il cambiamento che avviene nella dimensione comunicativa, nei vocalizzi e negli sguardi che il bambino scambia con l'altro, arricchiscono e rendono più esplicito  il dialogo tra chi offre e chi riceve. Sia la madre che il bambino quindi, come già sottolineato in precedenza, devono essere  pronti a rinunciare al piacere fusionale dell'allattamento.

I bambini riescono ad affrontare serenamente lo svezzamento quando non sono costretti ad attuare un distacco drastico dalla madre o quando non si sentono soffocati dalle troppe attenzioni o invasi dalla preoccupazione genitoriale; devono essere rispettate in primis le esigenze del bambino  in modo da riuscire a ricavare un nuovo piacere per tollerare la rinuncia al seno e superare la diffidenza verso i cibi nuovi.

Consigli sullo svezzamento

Soprattutto durante questa fase una figura fondamentale è quella del padre che, tramite i suoi stimoli positivi e di appoggio alla madre, può favorire una miglior autonomizzazione del bambino e promuove positivamente l'uscita del piccolo dalla simbiosi materna. Tramite l’alimentazione il bambino può esprimere un disagio che deve essere compreso e interrogato per fornire al bambino una piccola traduzione rispetto a ciò che sta cercando di veicolare. In questa fase il piccolo vive momenti di ribellione e manifesta sentimenti di aggressività. E’ necessario che la madre accetti i moti aggressivi del proprio bambino e che tolleri i suoi sentimenti negativi, incoraggiandolo e sostenendolo.

L'esperienza dello svezzamento potrebbe portare con sé alcune difficoltà e preoccupazioni importanti come ad esempio, la tristezza nel privarsi della speciale intimità con il proprio bambino che l’allattamento garantiva, la fatica nel tollerare di essere la causa della frustrazione del proprio figlio o la delusione di non riuscire a svezzarlo come si vorrebbe. Per affrontare questi possibili disagi, che arrecano preoccupazioni e ansie nelle mamme, possono costituire un valido punto di riferimento le figure del pediatra e dello psicologo: la disponibilità a rassicurare e a fornire informazioni sul tempo di ciascun bambino può promuovere nella madre un’evoluzione positiva nell’elaborazione di questo delicato momento.

È fondamentale, infine, sottolineare che i bambini si nutrono dell’importante e unico sostegno del desiderio: le mamme, dunque, devono riuscire a sostituire l’esigenza di “sentirsi indispensabili” con la possibilità di “essere disponibili”.

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