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Cibi semiliquidi per bambini piccoli: quando iniziare e quali scegliere

di Simona Bianchi - 09.11.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Intorno ai 6 mesi si possono introdurre nella dieta del neonato cibi semiliquidi per bambini piccoli. Quando cominciare lo svezzamento, pappe e cosa prediligere

Cibi semiliquidi per bambini piccoli

Nei primi mesi di vita, il neonato trova tutto il nutrimento di cui ha bisogno nel latte materno. Crescendo, questo alimento non è più in grado di soddisfare da solo il fabbisogno del piccolo che avrà necessità di sempre maggiori quantità di zinco, ferro, vitamine liposolubili e altri micronutrienti. Per questo motivo, al latte, andranno alternati altri cibi. Inizialmente i piatti da preparare dovranno essere semiliquidi per fare in modo che il bambino possa ingoiarli facilmente. Il lattante, infatti, è ancora privo di denti e non ancora predisposto alla masticazione.

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Cibi semiliquidi: quando iniziare lo svezzamento

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita, con l'introduzione di alimenti diversi dal latte solo dopo questo periodo. In alcuni casi, però, seguendo il parere del pediatra di riferimento, lo svezzamento può essere iniziato dopo i 4 mesi e, in ogni caso, mai dopo la 26esima settimana di vita. Quando il bambino inizia a mostrarsi ancora affamato dopo l'allattamento, entusiasta alla visione o all'odore dei cibi diversi dal latte e incuriosito nel provare alimenti "nuovi", è segno che probabilmente è pronto per cominciare un'alimentazione complementare. I primi cibi da proporre inizialmente devono essere in formato semiliquido. Questi fanno acquisire al bambino nuove esperienze sensoriali nelle quali è compreso l'apprendimento del gusto. In questa fase è importante rispettare i desideri del piccolo senza forzarlo nella scelta o nella quantità di cibo da assumere.

Cos'è lo svezzamento

Lo svezzamento, o divezzamento, è una tappa fondamentale nello sviluppo del bambino e rappresenta il passaggio da un'alimentazione esclusivamente a base di latte materno a quella mista, caratterizzata dall'assunzione di altri liquidi e solidi. L'Oms e l'Unicef consigliano di non anticipare l'inizio dell'alimentazione complementare prima dei 5-6 mesi, momento in cui sotto diversi punti di vista, fisiologia gastrointestinale, maturazione immunitaria, sviluppo psicomotorio, il bambino è pronto all'introduzione di alimenti diversi dal latte materno.

Quali alimenti prediligono i bambini

I neonati preferiscono gusti dolci, mentre sono meno attratti dai sapori piccanti, amari e acidi. Questo dipende da un fattore genetico che porta il bambino a cercare alimenti che gli garantiscano l'introduzione di sostanze ricche di energia, solitamente zuccheri, e di evitare sostanze tossiche, generalmente dal sapore acido e amaro. La sperimentazione di cibi semiliquidi è una tappa fondamentale per lo sviluppo del proprio figlio che stimola lo sviluppo del linguaggio, riduce il rischio di disturbi alimentari e favorisce l'accettazione di alimenti sani.

I primi pasti da far assaggiare al neonato devono avere una consistenza morbida, per esempio sono ideali come primi cibi le pappe cremose con una buona fonte di carboidrati, sali minerali, proteine e calorie, successivamente anche omogeneizzati e purea di frutta.

Cibi semiliquidi: come introdurli nella dieta

Dai 4/6 mesi è possibile proporre al bambino di mangiare alimenti diversi dal latte. Come segnala il Ministero della Salute, in questa fase bisogna ricordare di:

  • Offrire, oltre al latte, anche acqua naturale per dissetare, evitando bevande zuccherate
  • Proporre un alimento nuovo per volta
  • Usare verdure fresche e di stagione
  • Proporre frutta tra i pasti
  • Non usare zucchero e miele sino al primo anno di età
  • Non aggiungere sale alle preparazioni sino al primo anno di vita

Si può iniziare sostituendo uno dei pasti giornalieri di latte del piccolo con un piatto semiliquido come semolini di grano o multicereali e brodi vegetali. Quindi il neonato consumerà 3/4 piatti a base di latte e uno semisolido. Dai sette mesi si può aggiungere un secondo pasto semiliquido con l'introduzione nelle pappe di formaggi liquidi e carne.

Le prime pappe da preparare

La prima vera pappa deve avere una quota di carboidrati, una di proteine e una di grassi. Per esempio può essere ideale una preparazione a base di crema di riso o farina di mais e tapioca, liofilizzati o omogeneizzati di carne o pesce oppure alimenti freschi e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Si tratta di un piatto unico composto da diversi ingredienti facilmente digeribili per il bimbo. Una pappa nutrizionalmente completa può essere composta da:

  • Brodo vegetale: preparato con 300 cc di acqua a cui aggiungere patata, carota e zucchina tagliate a dadini, senza sale né dado. Iniziare da una porzione di 150-180 cc
  • Farine di cereali: è bene iniziare con farine di mais, riso, tapioca (che sono facili da digerire perché prive di glutine). La quantità di riferimento è pari al 10 % del brodo vegetale, inizialmente circa 3-4 cucchiai di farina
  • Carne: a 6-7 mesi il bambino non è ancora in grado di assimilare le fibre complesse della carne. È consigliabile quindi utilizzare omogeneizzati e liofilizzati. Iniziare dalla carne bianca (pollo, coniglio, tacchino e agnello), con una quantità di 10 g di liofilizzato oppure di 40 g di omogeneizzato oppure di 20-25 g di carne fresca
  • Olio d'oliva extravergine: un cucchiaino, circa 5 grammi, è utile come fonte di grassi essenziali

E importante non aggiungere mai agli alimenti sale e zucchero per abituare i piccoli a gusti poco salati e poco dolci, riducendo così il rischio di obesità e malattie cardiovascolari.

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