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"L'oceano quando non ci sei" di Mark Lowery

"L'oceano quando non ci sei", la Recensione del libro di Mark Lowery. Il racconto di una vacanza di due fratelli, che si trasforma in un'avventura. Un romanzo divertente e commovente dove si parla della Sindrome di Asperger attraverso una prospettiva mai banale

"L'oceano quando non ci sei", la Recensione 

Alla fine è sempre un viaggio. Nel cinema come nella letteratura. E naturalmente nella vita. È con l'nizio di un viaggio che cominciano anche le storie più belle. Quelle fatte di crescita e scoperte. E poi ancora di presa di coscienza, di amicizia e di vita. Dei ragazzini, dei genitori ignari e un viaggio da intraprendere sono in fondo i pochi – essenziali – elementi che servono per trasformare una buona storia in una storia indimenticabile. Estiva sopratutto. Storie che ti fanno venire voglia di prendere in spalla uno zaino e metterti a camminare. Per trovare te stesso e per scoprire davvero chi è che sta viaggiando accanto a te.

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Perché storie del genere si concludono sempre allo stesso modo: chi ha viaggiato con te, non uscirà più dalla tua vita. Mai più. Se penso a "L'oceano quando non ci sei" di Mark Lowery penso a Stand by me di Stephen King (penso al racconto che in realtà si chiama Il corpo e non al film), penso ai Goonies o al più recente Stranger Things. Penso a quanto sarebbe bello tornare indietro di una ventina d'anni per rivivere un'avventura di questo tipo. Magari piccola (se vista da un adulto) come prendere un treno o accamparsi una notte fuori. Così piccola da inserirsi però negli ingranaggi di una vita, e poter cambiare per sempre un percorso. Un destino, qualcosa che poi si racconterà per sempre.

Che quando sarai tu genitore i tuoi figli non vorranno più ascoltarti parlare di quella volta che. Quello di Lowery è un romanzo divertente, delicato, commovente: una storia che tocca nel profondo, un viaggio in treno di due fratelli che si trasforma in un’avventura imprevedibile come del resto è la vita stessa. Ci sono viaggi che non si dimenticano, momenti che restano scolpiti nel cuore. Come l’ultima vacanza che Martin e il fratellino Charlie (i due protagonisti) hanno trascorso in un minuscolo paese sulle coste della Cornovaglia.

Sinossi

Era estate e ogni giorno i due bambini andavano al porto per cercare un delfino che con l’alta marea si spingeva nelle acque cristalline della baia. Sono passati molti mesi da allora, ma Martin e Charlie sono pronti a tutto pur di rivedere quel delfino, i suoi salti, le sue capriole. Anche a scappare di casa un sabato mattina e a percorrere quasi mille chilometri, tra avventure, fughe rocambolesche, grandi che ti guardano sospettosi, hooligans ubriachi che vogliono darti una lezione, poliziotti che prima ti salvano e poi ti osservano per capire dove stai andando e se - soprattutto – hai avvisato i tuoi genitori. Martin è il fratello maggiore e adora il piccolo Charlie affetto da sindrome di Asperger.

Il romanzo offre anche un quadro al tempo stesso poetico e originale in cui la patologia viene spiegata attraverso la prospettiva mai banale (o clinica) del fratello maggiore che sente su di sé il peso della responsabilità di prendersi cura del fratellino più piccolo, ma al tempo stesso la voglia di vivere la sua vita e di far vivere l'infanzia che si merita anche al piccolo Charlie. Come tutte le storie caratterizzate da un viaggio (e torniamo sempre a questo tema) il tragitto non sarà soltanto geografico, ma anche interno e introspettivo. Per entrambi i protagonisti. Viaggiare significa scoprirsi e scoprire. E anche per i due protagonisti di "L'oceano quando non ci sei" è arrivato il momento di farlo. È un libro dolce e amaro che alla fine lascia una sensazione bella. Voler essere migliori, con sé stessi e col mondo che ci circonda. E in un periodo storico in cui il mondo che ci circonda sembra solo respingere e non accogliere più, non è così scontato. Per niente.

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