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Bambini in vacanza da soli

di Redazione PianetaMamma - 18.06.2009 Scrivici

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Bambini in vacanza da soli insieme ai loro coetanei accompagnati da personale specializzato. A che età? E queste esperienze servono a crescere?

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e con essa anche molte preoccupazioni per i genitori.

Finita la scuola con i suoi ritmi e le sue regole permetteva ai genitori di organizzarsi e la vita dei figli era scandita da impegni precisi.

I bambini al termine dell'anno scolastico devono far fronte a molte ore di tempo libero che spesso suscitano nei genitori una certa ansia.

I genitori devono pensare a come occupare il tempo libero dei loro figli, in concreto chi si occupa di loro e in che cosa impegnarli in alternativa alla scuola. Le

vacanze con tutta la famiglia

di solito sono brevi e non coprano tutto il periodo estivo di sicuro. Molti genitori

fanno riferimento ai nonni

ma anche questi a volte sono insufficienti perché si tratta sempre di adulti.

Il rapporto con i coetanei, invece, è di fondamentale importanza per diversi motivi: permette di confrontarsi in un contesto più libero costituito dalle vacanze, di sperimentare abilità e attività nuove, di poter giocare in gruppo.

Oggi

sono scomparsi i cortili

dove i bimbi giocavano per ore con gli amici del palazzo o del quartiere. Si è diffusa la vacanza organizzata con la presenza di adulti per garantire delle condizioni di sicurezza e non solo di divertimento.

La scelta del tipo di vacanza da proporre al proprio figlio è legata a diversi fattori: innanzitutto l'età e le caratteristiche fisiche e psichiche del bimbo, il costo del soggiorno, i servizi offerti.

In molte città le proposte arrivano dal comune che offre diverse

attività estive gratuite o a basso costo

. Poi ci sono le

vacanze residenziali

al mare,

in montagna

organizzate da associazioni culturali, religiose, da gruppi laici. A queste si aggiungono e sono molto di moda le

vacanze studio

: si soggiorna all'estero per apprendere la lingua straniera del paese ospitante, per fare attività naturalistiche oppure per apprendere un nuovo sport (vela, equitazione, sci estivo ecc).

Questi tipi di vacanze richiedono un allontanamento fisico dalla propria famiglia e città.

E'

un'esperienza di distacco utile a partire dalla scuola elementare

perché permette ai bambini di fare un'esperienza di vita da soli, di mettersi in gioco senza la protezione dei genitori, di tollerare la nostalgia di casa e di rapportarsi con gli altri assumendosi delle responsabilità. Sono esperienze che di sicuro rafforzano la fiducia in sé e nelle proprie capacità di far fronte al mondo esterno. Anche i genitori possono apprendere a tollerare il distacco temporaneo dai figli nella consapevolezza che

non li stanno abbandonando

ma si tratta di un processo di crescita reciproca che trasforma il legame genitore-figlio. Il legame genitore figlio con gli anni evolve naturalmente e nel tempo assume aspetti diversi e non necessita sempre della costante vicinanza fisica.

Ciò che conta è la vicinanza emotiva e psicologica:

telefonare tutte le sere il proprio piccolo per sapere come ha trascorso la giornata permette ad entrambi ossia sia il genitore che il figlio di mantenere una vicinanza emotiva così essenziale per la crescita serena dei bambini!

Dott.ssa Giuliana Apreda
psicologa psicoterapeuta

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