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Neonati molto prematuri: è giusto rianimarli?

di Emanuela _Cerri - 05.02.2008 Scrivici

E' polemica sulle cure da prestare a un neonato estremamente prematuro ma vitale.

Una delle notizie più dibattute in questi giorni riguarda un tema che non può non toccare la sensibilità di chi è già mamma ma anche di chi si appresta a diventarlo a breve. Si discute animatamente a proposito delle cure da prestare a un neonato estremamente prematuro ma vitale. I neonatologi delle cliniche universitarie romane hanno redatto un documento nel quale si parla

"di trattarlo come qualsiasi persona in condizione di rischio e assisterlo adeguatamente"

indipendentemente dall'età gestazionale.

Tale affermazione divide. E non divide solo i medici ma tutta l'opinione pubblica. Applicare la rianimazione a un neonato al di sotto della 24esima settimana, affermano i contrari, potrebbe passare per accanimento terapeutico.

Prima della 24sima settimana di vita, la potenzialità di risposta positiva del feto risulta nella quasi totalità delle volte inefficace. Sicuramente,

dopo la 22esima settimana, esiste l'ipotesi che il feto sia vitale, ovvero abbia una capacità autonoma di respirare, tuttavia se sopravvive potrebbe riportare gravi deficit e in questo caso la rianimazione sarebbe solo un tentativo disperato contro l'ineluttabilità delle cose.

Voler rianimare un feto di 22 settimane cos'è allora? Un porsi a tutti i costi al di sopra di un disegno naturale ben definito o una conquista della scienza che può portare nella maggior parte dei casi risultati insperati?

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