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Sonno dei teenager disturbato dall'uso di droghe e dello smartphone "notturno"

di In collaborazione con Adnkronos Salute - 02.10.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Secondo una recente ricerca, condotta su studenti delle scuole superiori, il ritmo sonno-veglia di una percentuale molto alta di teenager milanesi sarebbe alterato dall'uso di droghe e dello smartphone durante la notte

Sonno dei teenager disturbato da uso di droghe e smartphone notturno

 Notti agitate per colpa di droghe e smartphone. Il sonno dei teenager milanesi è finito sotto la lente degli psichiatri in una ricerca condotta su studenti delle scuole superiori cittadine (14-18 anni) dal team di Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute mentale dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco, che ne ha parlato a Milano in occasione del 3° Congresso nazionale di Fondazione Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

L'obiettivo dello studio sugli adolescenti era di "comprenderne le abitudini, soprattutto le dipendenze da sostanze e comportamentali, in relazione alla loro salute mentale", spiega lo specialista. E' così emerso che "la totalità del campione ha uno smartphone e il 56% lo usa anche di notte; il 37% ha usato almeno una volta sostanze illecite, e la percentuale di chi si è ubriacato almeno una volta negli ultimi 6 mesi tocca il 40%".

Ma il dato che lo psichiatra tiene a sottolineare è lo stretto legame fra qualità del riposo e disturbi mentali: 

Tutti i ragazzi del campione con problemi di salute mentale - precisa infatti Mencacci - avevano un ritmo sonno-veglia alterato, evidenziando come il sonno sia il nodo cruciale fra comportamenti disfunzionali e dimensioni psicopatologiche dei ragazzi". Presentando il meeting meneghino, Onda ha diffuso i risultati di un'indagine Elma Research-Aon su un campione di italiani dai 18 ai 35 anni.

Tra le dipendenze più frequenti il fumo è il più diffuso (54%), seguito dalla dipendenza da social network (19%), che supera quella da alcol (10%). Questi comportamenti - avverte dunque lo psichiatra - possono facilmente radicarsi durante l'adolescenza, insinuarsi 'fra le lenzuola' e distruggere il sonno aprendo le porte a disturbi mentali.

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