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Cosa fare quando i bambini fanno incubi di frequente

di Elena Berti - 02.02.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Perché mio figlio fa gli incubi: pavor notturno, risvegli continui, età a cui sono più frequenti e cosa fare non fare quando il bambino si sveglia.

Perché mio figlio fa gli incubi

Quando finalmente si ricomincia a dormire, le notti si allungano, l'addormentamento è rapido, ecco che arriva una novità: il bambino si risveglia di continuo. Spesso è dovuto ai brutti sogni, e la domanda che tanti genitori si fanno è: perché mio figlio fa gli incubi?

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Cosa sono gli incubi

Gli incubi sono sogni spaventosi che solitamente prendono forma durante la fase REM, quella in cui il cervello è più attivo, e sono facilmente riconoscibili perché quando colpiscono un bambino questo ha di solito manifestazioni piuttosto evidenti. Urla, lamenti, pianti e risvegli improvvisi con corse nel lettone di mamma e papà e difficoltà a riaddormentarsi sono solo alcuni dei modi con cui i piccoli reagiscono agli incubi, che se ripetuti possono compromettere la qualità del sonno di tutta la famiglia. 

Perché i bambini fanno gli incubi

Come succede più o meno per gli adulti, gli incubi sono proiezioni delle paure, inconsce o anche manifeste, o la riproduzione di qualcosa che si è vissuto. Non è raro che i bambini facciano incubi dopo aver visto un film che li ha turbati, o in seguito a un evento che li ha sconvolti, ma possono essere legati anche a cose più "banali": il personaggio di un libro, la paura di separarsi dai genitori, il famoso mostro sotto il letto e altro ancora. 

Quel che è certo è che quando un bambino fa un incubo, non bisogna minimizzare assolutamente. Mai controllare se sotto il letto c'è un mostro (altrimenti potrebbero credere che il rischio è reale), ma semmai ascoltare il racconto e rassicurare con frasi reali e consolatorie.

A che età iniziano e finiscono gli incubi

Gli incubi dei bambini, che sono più frequenti e anche più intensi di quelli degli adulti, iniziano generalmente intorno ai 2-3 anni, per poi proseguire fino agli 11-12, quindi fino all'adolescenza. Solitamente però non durano per tutta l'infanzia, ma sopravvengono in periodi particolari: o per uno stress o un trauma vissuto, o per altre questioni che possono essere individuate. 

Il pavor notturno

Diverso dagli incubi è il pavor notturno, un vero e proprio terrore che non si limita a spaventare il bambino. Il terrore notturno si manifesta infatti come un parziale risveglio dal sonno, in cui il piccolo è in preda al panico, trema, suda, non sa cosa fare. È una condizione non legata a fattori esterni ma frequente nei bambini in età prescolare, non è prevedibile ed è irregolare. Quando avviene è importante NON INTERVENIRE, avete capito bene: se vostro figlio si alza all'improvviso dal letto, grida, suda, ma non sembra presente a se stesso non spaventatevi e fate semplicemente in modo che si tranquillizzi parlandogli, magari riaccompagnandolo a letto, ma senza forzarlo, perché potreste spaventarlo davvero.

Il bambino affetto da pavor notturno è simile a un sonnambulo, infatti questa condizione rientra nelle parasonnie: anche se è piuttosto impressionante, non è pericoloso, a patto che il bambino non si metta in pericolo. 

Cosa fare per evitare gli incubi

Gli incubi sono eventi normali, più frequenti nei bambini che negli adulti e negli adolescenti, e possono dipendere da eventi esterni che turbano il bambino in maniera più o meno seria. 

Una delle cose migliori da fare è istituire una routine della nanna e restare accanto a vostro figlio, magari leggendo insieme delle belle storie rasserenanti, piene di colori e pensieri positivi. Se il bambino ha delle paure, può essere utile parlarne durante la giornata, in modo da rassicurarlo in un momento in cui è tranquillo. Nel momento in cui ha l'incubo, portate pazienza e certa di distrarlo con bei pensieri. 

Gli incubi dei bambini sono frequenti, ma poi passano: cercate di rassicurare i vostri figli e ne avranno sempre meno.

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