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Come calmare un neonato che piange di notte: arriva un nuovo metodo

di Francesca Capriati - 25.10.2022 Scrivici

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Come calmare un neonato che piange di notte: un nuovo metodo scientifico per calmare il neonato che piange disperato durante il sonno

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Come calmare un neonato che piange di notte

Il bambino si sveglia, piange improvvisamente e sembra che nulla riesca a calmarlo. E' un evento abbastanza comune nelle case dove c'è un neonato e può mettere a dura prova i genitori. Tutti noi abbiamo testato vari metodi per calmare un neonato che piange di notte, e alla fine forse siamo riusciti a trovare quello efficace per nostro figlio (oppure no), ma a questo punto varrebbe la pena di provare anche l'ultima tecnica presentata sulla rivista scientifica Current Biology messa a punto da Kumi Kuroda, del Riken Center for Brain Science di Saitama, in Giappone. Vediamo quale sarebbe questa vera e propria formula per far smettere di piangere un neonato.

Secondo la ricerca, circa il 20%-30% dei bambini piange eccessivamente e ha un sonno difficile senza una ragione apparente: ciò provoca grande stress nei genitori e può anche aumentare il rischio di maltrattamenti. E', quindi, importante capire come riuscire a calmare il pianto del bambino e usare un metodo validato per far riaddormentare il neonato serenamente, garantendo un sonno di qualità a tutta la famiglia.

Il metodo messo a punto dallo scienziato nipponico si divide in 4 fasi:

  1. Quando il bambino piange prenderlo in braccio;
  2. camminare tenendolo in braccio per cinque minuti: questo sembra favorire il sonno dei bambini che piangono anche durante il giorno;
  3. sedersi con il bambino in braccio e tenerlo così per un periodo tra 5 e 8 minuti;
  4. riporlo nel lettino.

Metterlo nel lettino da 5 a 8 minuti dopo l'inizio del sonno, secondo il ricercatore, tende a prevenire il risveglio del bambino.

Metodo per far riaddomentare i bambini - Current Biology

Metodo per far riaddomentare i bambini - Current Biology

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Perché il pianto si calma?

Il team, nel quale c'era anche Gianluca Esposito, professore di Psicologia Clinica e Responsabile dell'Affiliative Behavior and Physiology Lab del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell'Università di Trento, ha scoperto che quando la madre camminava mentre teneva il bimbo in braccio, il pianto si calmava e la frequenza cardiaca rallentava entro 30 secondi.

Un effetto calmante simile si verificava quando i bambini venivano collocati in un lettino a dondolo, ma non quando la madre teneva il bambino seduto o lo metteva nel lettino.

Ciò suggerisce che il movimento abbia effetti calmanti, soprattutto se se dura per almeno cinque minuti: tutti i bambini hanno smesso di piangere e quasi la metà di loro si è addormentata. Ma quando le madri hanno cercato di mettere a letto i bambini assonnati, più di un terzo di loro è tornato in allerta entro 20 secondi; se i bambini dormivano per un periodo più lungo prima di essere sdraiati, al contrario, avevano meno probabilità di svegliarsi.

Un metodo di emergenza

Come precisano gli scienziati non si tratta di un metodo a lungo termine - abbiamo tantissime tecniche a nostra disposizione per far addormentare i bambini e abituarli a dormire ininterrottamente - ma di una soluzione immediata per il bambino che si risveglia nella notte e ha una crisi di pianto notturna.

Questo studio fornisce una prova del concetto che il "portare i bambini in braccio" riduce in modo significativo il pianto - e potenzialmente promuove il sonno - e propone, quindi, un protocollo comportamentale: "5 minuti di trasporto, da 5 a 8 minuti seduti prima di coricarsi".

Per una presa sicura, il genitore deve attaccare al proprio corpo il corpo del neonato e sostenere la sua testa. La camminata di cinque minuti dovrebbe essere fatta su un pavimento piatto e libero e ad un ritmo costante, preferibilmente senza arresti o svolte brusche.

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