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Pesce nello svezzamento: quando iniziare e quale scegliere per i bambini

di Francesca Capriati - 16.07.2021 Scrivici

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Pesce svezzamento: quando proporre il pesce ai neonati, in che quantità e che tipi di pesce scegliere. Ricette e consigli per introdurre il pesce nella dieta

Pesce svezzamento

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita e di conseguenza l'introduzione di alimenti diversi dal latte (svezzamento) solo dopo i 6 mesi. Ma i genitori sono spesso incerti su quali cibi solidi introdurre e quando iniziare e i dubbi riguardano soprattutto cibi più particolare, come il pesce. Vediamo, quindi, quando introdurre il pesce nello svezzamento e quali tipi di pesce scegliere.

In questo articolo

Quando introdurre il pesce nello svezzamento

In linea generale, il lattante a sei mesi è pronto a ricevere cibi solidi. A differenza di qualche anno fa, non esistono più modalità, schemi e menù definiti per iniziare il divezzamento e ci sono diversi modelli alimentari che possono portare a soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino.

I cibi vanno offerti con il cucchiaino, senza forzare il bambino, consentendogli eventualmente di toccare cibo nel piatto e mangiare con le mani. Possiamo, quindi, introdurre il pesce nella dieta a partire dai 6-7 mesi.

Allergie al pesce nei bambini

Le più recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che non ha più senso rimandare l'introduzione dei cibi allergizzanti perché non ridurrebbe il rischio che il bambino sviluppi un'allergia a tale alimento. Gli studi hanno anche suggerito che l'età del bambino alla prima esposizione verso l'alimento (a patto che avvenga dopo i quatto mesi di vita) non ne modifica il successivo rischio globale a 10 anni di età.

In ogni caso, soprattutto nel bambino che ha una predisposizione allergica familiare, è bene introdurre un alimento alla volta per osservare la reazione del suo organismo. I segni di una possibile allergia al pesce (i più allergizzanti sono trota, sogliola, merluzzo) sono:

  • Gonfiore del viso
  • eruzioni cutanee
  • Problemi di respirazione
  • Vomito e diarrea

Perché il pesce fa bene ai bambini

Il pesce è un alimento fondamentale nella dieta dei bambini. Tra i suoi benefici nutrizionali:

  • apporta proteine nobili a elevato valore biologico;
  • rappresenta una buona fonte di sali minerali, come ferro, fosforo, iodio, selenio e calcio e di vitamine (A, D, PP, B1 e B2);
  • apporta grassi polinsaturi di qualità, soprattutto gli acidi grassi Omega 3 che aiutano lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della funzionalità visiva.

Per quanto riguarda i grassi, 2-3 porzioni di pesce grasso (pesce azzurro, trota, salmone) alla settimana consentono di raggiungere le assunzioni raccomandate (EFSA) di grassi n-3 a lunga catena (250 mg giornalieri, di cui almeno 100 di DHA).

I rischi del mercurio

Il mercurio è una sostanza naturale che si trova negli esseri viventi e nel nostro ambiente. Non è dannoso in dosi molto piccole, ma l'industrializzazione e altri fattori del cambiamento climatico stanno causando l'inquinamento delle acque. L'inquinamento dell'acqua, a sua volta, fa aumentare i livelli di mercurio nei pesci, in particolare nei pesci predatori più grandi che mangiano pesci più piccoli, aumentando così i loro livelli di mercurio.

È meglio, quindi, evitare questi pesci o mangiarli in quantità piccole e non frequentemente. I pesci da proporre ai bambini con queste limitazioni sono, ad esempio:

  • tonno
  • pesce spada.

I pesci a basso contenuto di mercurio includono:

  • Merluzzo
  • Platessa
  • Trota d'acqua dolce
  • Salmone
  • Alici.

Come preparare il pesce nello svezzamento

Possiamo innanzitutto aggiungere e l'omogenizzato di pesce alla pappa che prepariamo abitualmente, unendo quindi pesce, farina o pastina, un cucchiaio di passato di verdura. Ma possiamo anche preparare il pesce noi stesse, scegliendo quello fresco o surgelato (che ci assicura che sia senza spine) e proponendolo a piccoli pezzetti accompagnato da carotine o patate cotte al vapore a pezzetti.

Ricordiamo che al giorno d'oggi i pediatri propongono una modalità di introduzione ai cibi solidi del tutto diversa rispetto a qualche anno fa: il bambino va fatto sedere nel seggiolone alla tavola insieme al resto della famiglia e va incoraggiato a mangiare con le mani, ad assaggiare in maniera autonoma ciò che c'è nel piatto. L'importante è proporgli cibi sani e variegati, di diverse consistenze.

Fonti

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