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Una bambola al posto di un bambino

di Francesca Capriati - 14.07.2011 Scrivici

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Un'azienda americana produce una bambola Reborn destinata chiaramente alle donne che non possono avere figli o che ne hanno perso uno

Vi sarà capitato di vedere sulle pagine di qualche rivista la pubblicità delle bambole morbide, così simili ai neonati veri, con le pieghette e gli occhietti gonfi, e di aver pensato: "come sono brutte!".
In realtà queste bambole, chiamate Reborn (ri-nato) hanno un scopo ben preciso, anche se forse fino ad ora era malcelato: i destinatari di questo tipo di bambole non sono i bambini, ma gli adulti. Qualche volta ad acquistarle sono dei collezionisti, ma il più delle volte gli acquirenti sono le donne che vorrebbero stringere un neonato vero e ripiegano su una bambola che gli assomiglia.


Un'azienda americana ha deciso di dirlo chiaramente: ha realizzato una bambola in vinile che ha in tutto e per tutto l'aspetto di un neonato e ha pubblicizzato chiaramente che questa bambola è direttamente destinata a donne che non possono avere figli e che desiderano stringere tra le braccia un neonato.

La bambola si chiama Reborn Baby Doll e costa la bellezza di 12mila dollari, un prezzo che non è proprio alla portata di tutti ma che può non essere un problema per chi soffre di una mancanza talmente ossessiva e lacerante da riuscire a colmarla solo stringendo al petto una bambola.

Sfruttare i sentimenti per un puro business, purtroppo, non è una novità ma qui si rischia di andare oltre. Sul sito dell'azienda si legge che la bambola è destinata anche alle mamme che hanno perso un figlio e che hanno bisogno di coccolare e abbracciare un surrogato di bambino.


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