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Tempo pieno in tutte le scuole primarie: sì o no?

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Il Ministro Di Maio annuncia che d'ora in poi in tutte le scuole primarie italiane ci sarà il tempo pieno per far in modo che i bambini siano seguiti di più ed aumentare i posti di lavoro

Tempo pieno alla scuola primaria

Nei giorni scorsi il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato che "d'ora in poi" in tutte le scuole primarie italiane ci sarà il tempo pieno. Al momento si tratta di un emendamento alla legge di bilancio presentato da 14 deputati del Movimento 5 Stelle, approvato dalla commissione Cultura, che però deve ancora essere sottoposto all'iter legislativo per diventare esecutivo.

L'obiettivo del Ministro è di estendere il tempo pieno a tutte le scuole d'Italia, per far in modo che i bambini vengano più seguiti e per aumentare i posti di lavoro tra gli insegnanti.

Queste le parole del Ministro:

Grazie ai nostri parlamentari della Commissione Istruzione della Camera, è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio molto importante per la scuola e per i nostri figli. Un emendamento che dice che d’ora in poi, in tutte le scuole elementari italiane ci sarà il tempo pieno. Significa che i bambini potranno stare più tempo a scuola, potranno avere un percorso di istruzione più lungo, che gli consenta di stare più con gli insegnanti e di approfondire ancora di più le materie, e allo stesso tempo permetterà ai genitori che lavorano tutto il giorno di sapere che anche il pomeriggio il loro figlio o la loro figlia starà a scuola con gli insegnanti, avrà un percorso formativo ancora più ricco.

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Ed aggiunge:

Questo gli consentirà anche di gestire l’altra metà della giornata, che molto spesso è una metà della giornata in cui si pagano baby-sitter, oppure si lasciano i figli dai nonni, insomma si trova sempre un modo per riuscire a mettere insieme famiglia e lavoro, ma è un modo sempre più difficile. Il tempo pieno a scuola è una misura di welfare sociale ed è una misura importante per gli insegnanti, perché si sbloccano 2.000 nuovi posti di lavoro nella scuola e di questi circa il 30% sarà in mobilità.

Tempo pieno: la situazione attuale

Attualmente, quando si effettuano le iscrizioni alla scuola primaria, si può esprimere la preferenza sul numero di ore (24, 27, 30 o 40). Ci sono scuole dove le richieste arrivano solo per il tempo pieno, perché magari i genitori lavorano a tempo pieno. Ma in molte scuole al contrario si preferisce il tempo ridotto o il modulo (con 2 rientri a settimana) oppure c'è solo questa possibilità. In quest'ultima soluzione i bambini frequentano le lezioni solo la mattina ed il pomeriggio sono a casa. Per molti questa è la soluzione ideale perché far stare i bambini 8 ore al giorno a scuola sarebbe troppo impegnativo. Ma per molti genitori quella del tempo pieno è una scelta obbligata.

In tutta Italia solo il 34,8% dei bambini iscritti alla scuola primaria fa il tempo pieno, mentre il 65,2% ha l’orario ridotto. Le differenze maggiori ci sono tra le scuole del nord e sud Italia e tra le scuole delle grandi città e quelle della provincia o dei piccoli paesi. Nel nord Italia e nelle grandi città i bambini che frequentano il tempo pieno sono di più rispetto a quelli che vivono nel sud Italia o nei piccoli paesi. In Sicilia, ad esempio, solo il 7,8% delle scuole fa il tempo pieno.

Il tempo pieno viene quindi considerato un "modello didattico operativo avanzato". Quindi non sarebbe solo una scelta obbligata per tutti quei genitori che lavorano tutto il giorno e che non hanno aiuti per tenere i bambini il pomeriggio. Ma è veramente così?

Tra le mamme, ad esempio, sono molte quelle che, potendo scegliere, preferirebbero far frequentare ai figli il tempo ridotto. Anche tra le insegnanti ci sono maestre che sostengono che sia meglio il tempo ridotto, perché i bambini col tempo pieno si stancano troppo. Voi che ne pensate?

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