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Procurarsi l'aborto coi farmaci per l'ulcera: muore donna a Roma

di Redazione PianetaMamma - 03.12.2009 Scrivici

Una donna di 40 anni, aiutata dalla figlia ventiduenne, ha ingerito un'elevata dose di farmaci contro l'ulcera, con lo scopo di abortire. Dopo una crisi respiratorio acuta è morta all'ospedale

Leggiamo questa notizia sconvolgente

, che si aggiunge al dramma della piaga dell'aborto fai-da-te ancora così praticato alle soglie del 2010 per povertà, ignoranza, paura, e incoscienza, perchè non si pensa che usando farmaci a casaccio, che magari non hanno fatto male ad un'altra donna, su di noi possono essere letali, come è successo a roma la settimana scorsa.

Dramma della povertà e della miseria nel campo nomadi di via della Martora a Roma. Una donna di 40 anni, incinta di 7 settimane, è morta dopo aver ingerito una quantità eccessiva di pasticche di un farmaco

registrato e prescritto per la prevenzione di ulcere gastriche.

Questo farmaco è tristemente molto diffuso tra le ragazze più giovani e le straniere perché provoca contrazioni all’utero, quindi un

aborto spontaneo.

Dà buone possibilità di abortire prima delle nove settimane senza destare sospetti, lo si compra in farmacia, spesso senza ricetta,

anche se andrebbe venduto su prescrizione medica ma sappiamo come vanno queste cose, no?

L’allarme era già scattato tempo fa all’interno degli ospedali, dove sempre più donne straniere e ragazzine arrivano al Pronto Soccorso accusando forti dolori addominali ed emorragie che causano aborti spontanei.

Continuiamo a dibattere sulla

pillola abortiva

e mentre non si sa quale strada prendere, tante donne disperate o semplicemente impaurite, o anche consapevoli di ciò che fanno ma incoscenti, si danno al fai da te come si faceva una volta inserendosi un ferro da calza in vagina o peggio!

La povera donna, soccorsa in un primo momento presso  l'ospedale Sandro Pertini, a causa di

complicanze sopraggiunte di tipo respiratorio e cardiovascolare

è stata successivamente trasportata al Cristo Re, dove è deceduta la scorsa notte.

Gli agenti della polizia di Stato hanno avviato immediatamente le indagini per individuare chi potesse aver prescritto e successivamente somministrato il farmaco alla straniera.

Nella giornata di ieri personale del Commissariato San Basilio ha

denunciato in stato di libertà la 22enne figlia della deceduta, per violazione della normativa riguardante l'interruzione volontaria della gravidanza

. Infatti sarebbe lei la sospettata numero uno per aver aiutato la madre ad ingerire il medicinale.

All'interno della "baracca" abitata dalla famiglia delle donne, i poliziotti hanno trovato parte di un "blister" che è stato recuperato dagli agenti e che verrà analizzato da personale di Polizia Scientifica al fine di verificarne la corrispondenza con il farmaco ingerito dalla straniera.

Le indagini dei poliziotti però non si fermano qui. Sono infatti in corso serrate investigazioni finalizzate

all'individuazione del medico che ha prescritto il farmaco e di chi effettivamente ne fosse il destinatario

«Mia madre ha 10 figli non è che poteva pensare pure a questo»

ha detto agli agenti la figlia di Maria. La giovane, a sua volta madre di un bimbo di pochi mesi,

denunciata in base alle legge 194, rischia una pena da 3 a 7 anni.

«È sconvolgente

- dichiara Filiberto Zaratti, assessore all'Ambiente della Regione -

che ancora oggi accadano episodi di questo tipo. Per questi farmaci, il cui principio attivo provoca l'interruzione di gravidanza sebbene siano commercializzati con altro scopo, prosegue Zaratti, esiste addirittura un mercato clandestino. Nonostante tutto, la commissione sanità di palazzo Madama da pochi giorni ha approvato un documento sulla pillola abortiva Ru486 che ne impedisce la commercializzazione».

Fonte:

Roma today

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