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Mamme più vecchie: per molte primo figlio dopo i 35 anni

di Emanuela Cerri - 09.02.2010 Scrivici

Da una ricerca è emerso che il 34% italiane concepisce il primo figlio dopo i 35 anni. Il 6% invece diventa mamma per la prima volta a 40 anni e oltre

Nel 2005 si parlava di mamme vecchie ma ci riferiva ai 30 anni come età media per partorire il primo figlio, oggi si riparla dell'Italia come un paese di mamme vecchie ma l'età si è spostata ancora più avanti.

Da una ricerca degli ordinari di ginecologia e ostetricia degli atenei romani, a convegno per la 32ma Giornata per la vita, è emerso che il 34% italiane concepisce il primo figlio dopo i 35 anni. Il 6% invece diventa mamma per la prima volta a 40 anni e oltre.

Di pari passo con questa tendenza,

aumentano anche le coppie infertili,

50mila ogni anno anche perchè non si fa attenzione alla prevenzione per la salute dell'apparato riproduttivo.

"L'età media della prima gravidanza si è spostata in avanti per problemi di ordine economico legati sia alla precarietà del lavoro, sia alle difficoltà di conciliare famiglia e carriera

- spiega Roberto Angioli, ordinario di ginecologia e ostetricia dell'Università Campus Bio-Medico di Roma -

anche se il tasso di natalità, dopo aver toccato i minimi storici, sta riprendendo, sulla spinta anche delle donne immigrate".

E' necessario però, sostengono gli esperti,

"che le forze politiche si impegnino maggiormente nel sostegno delle famiglie, dei nuclei numerosi o di quelli in condizioni di disagio economico, ponendo particolare attenzione verso le madri dei gruppi etnici immigrati, che talvolta hanno maggiore difficoltà nel far rispettare i propri diritti".

La donna, sintetizza Angioli,

"deve essere sostenuta a 360 gradi, non solo nei mesi a ridosso del parto".

Secondo gli esperti, accanto a politiche più attente alle necessità delle madri dopo che i figli sono nati, bisognerebbe puntare anche sulla

prevenzione della sterilità attraverso "l'educazione delle giovani generazioni".

Non basta, infatti,

"demandare alla scuola l'educazione sessuale

- sottolinea Donatella Caserta, ordinario di Scienze ginecologiche, Perinatologia e Puericultura dell'Università La Sapienza -

perché in molti casi comportamenti corretti e diagnosi precoci di malattie come l'endometriosi permetterebbero di evitare l'infertilità da adulti"

. E si potrebbe iniziare, conclude,

"dai consultori, visto che meno di un terzo di quelli esistenti

- nel Lazio, ad esempio, solo 46 su 164 -

hanno sezioni espressamente dedicate ai ragazzi".

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