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Lampedusa: 400 bambini scomparsi e gli sbarchi continuano

di Francesca Capriati - 29.03.2011 Scrivici

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Piero Grasso e Terres des Hommes denunciano: centinaia di bambini scomparsi. E le donne lampedusane "adottano" un bimbo nato al largo delle coste

A Lampedusa continuano ad arrivare barconi carichi di migranti provenienti dell’Africa settentrionale. Si calcola che solo nella giornata di ieri siano arrivate quasi duemila persone.
Gli abitanti dell’isola sono in rivolta: temono per l’assedio degli immigrati, ma anche per le condizioni abitative e igieniche dell’isola. Il Ministero della Salute ha inviato i suoi ispettori per verificare le condizioni igienico-sanitarie dell’isola ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa sapere che non sono state segnalate infezioni particolari e che non è in atto alcun allarme sanitario.

Emergenza nell’emergenza è la questione dei minori. Secondo quanto riferito dal procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, a Lampedusa sono sbarcati e scomparsi quasi 400 bambini. Grasso ha denunciato che alcuni bambini sbarcati a

Lampedusa sono stati trovati con dei bigliettini in mano con su scritto un numero di telefono di una persona cui far riferimento, probabilmente collegata a qualche organizzazione criminale.

A fare eco alle parole di Piero Grasso è anche Ong Terres des Hommes che in una nota riferisce  che si calcola che ci siano “270 minori, di età compresa tra i 10 e i 17 anni, che soggiornano accalcati nel Museo Archeologico di Lampedusa, sono praticamente abbandonati a sè stessi''. La portavoce della ONG, Federica Giannotta, ha denunciato che i bambini vivono in  una situazione di estrema promiscuità e in condizioni igieniche precarie che vanno essere immediatamente risolte: “riteniamo inammissibile che bambini e ragazzini già costretti a migrare e spesso a fuggire per salvare la propria vita, non trovino un rifugio sicuro e adeguata protezione in un Paese che si e' sempre detto attento alla tutela dell'infanzia, anche in quanto firmatario della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia”.

In questo quadro così allarmante una luce c’è ed è ciò che accaduto un paio di giorni fa proprio a Lampedusa. Le donne dell’isola hanno fatto a gara per soccorrere, aiutare e adottare idealmente un bambino nato a largo dell’isola. La mamma lo ha chiamato Yeab Saba (dono di Dio), ma le donne lampedusane lo hanno ribattezzato Angelo e quando hanno saputo che su un barcone al largo delle coste stava per venire alla luce un bambino sono accorse con un carico di coperte, tutine e altri oggetti utili.
La mamma e il piccolo sono stati soccorsi e visitati nel poliambulatorio dell’isola. Si tratta di un evento storico per Lampedusa dove da anni non nasce un bambino, visto che le donne sono costrette, per partorire, a trasferirsi a Palermo o a Trapani a causa dell’assenza di un presidio ospedaliero.

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