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Jacopo: morto a 11 mesi dimenticato in auto dal padre

di Emanuela Cerri - 27.05.2011 Scrivici

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Dopo Elena, morta in auto dimenticata dal padre a Teramo, Jacopo ha trovato la morte a Perugia nello stesso, terribile modo. Il Telefono azzurro lancia l'allarme sugli abbandoni

Pochi giorni fa la tragedia immensa di Elena, morta a Teramo. Vi avevamo parlato qui della terribile vicenda di quella bimba morta in auto dove l'aveva lasciata il padre dimenticatosi di averla nel sedile posteriore.

E' di oggi, e pare impossibile, dopo l'altra tragedia a pochi giorni di distanza, la notizia di un'altra morte atroce di un bambino di 11 mesi a Perugia.

Undici mesi, anche questo povero angioletto, morto perchè abbandonato in macchina dai genitori.
Stavolta, a perdere la vita, Jacopo, dimenticato nell'auto dai genitori a Passignano sul Trasimento (Perugia).

Inutili sono stati i soccorsi del personale medico del 118, dopo il malore accusato dal bimbo. L'auto nella quale si trovava, era ferma all'interno del parcheggio del club velico di Passignano.

I genitori del bambino, dopo la sua morte, sono stati portati all'ospedale di Perugia in stato di choc.

Noi non riusciamo a farcene una ragione.. veramente..

E' stato indagato per omicidio colposo il padre del bambino che, ancora sotto choc, non è stato ancora sentito dai carabinieri.

«Non ci sono giustificazioni per la violenza sui bambini, e non si può scaricare sui minori, sui neonati, il proprio stress. In Italia sono frequenti i casi di abbandono dei bimbi, spesso lasciati soli in auto davanti al supermarket o sotto l'ufficio; per questi caso di abbandono, tantopiù se con conseguenze fatali, servono sanzioni forti, come togliere la potestà genitoriale». A dirlo è il presidente di Telefono Azzurro, nonchè ordinario di neuropsichiatria infantile all'Università di Modena-Reggio Emilia, Ernesto Caffo. «La trascuratezza di molti adulti - continua Caffo - è pesante: i bambini vengono lasciati anche a casa da soli, spesso con i fuochi accesi in cucina, o con la finestra dei balconi non bloccata. E la cronaca frequentemente registra morti di bambini tra le mura domestiche.

Talvolta la vita degli adulti è piena di cose da fare. Quando l'adulto è 'autocentratò dimentica le cose meno importanti, e per alcuni adulti i bambini non sono così importanti. È questo un segnale di allarme che va colto».

Caffo non è d'accordo con la tesi della psicologa Graziottin che vi avevamo illustrato qui.

«Io non sono d'accordo con questo buonismo: questi genitori di bimbi trovati morti in auto vanno sanzionati. Va sospesa la potestà, e poi valutare se possono o non essere capi famiglia. Dobbiamo sì aiutarli, ma deve esser chiaro che non è possibile abbandonare un bambino. E tutti noi dobbiamo attivarci per aiutare bambini trascurati, perchè per alcuni genitori non è facile rivestire questo ruolo. Talvolta il padre

- continua Caffo -

porta il bebè all'asilo o dai nonni come un oggetto, lo mette dietro sul sedile, e non ne ha cura. A volte si ha persino più cura per il proprio animale da compagnia, o per un oggetto. In generale poi, i genitori fanno i taxisti dei loro piccoli tra un impegno e l'altro, e il trasporto del bebè diventa una routine, e da qui la trascuratezza genitoriale». «Non è naturale essere genitori, richiede pazienza e impegno»

conclude il neuropsichiatra, nel sottolineare che «se una persona è stressata, si ferma, e non scarica sui figli con violenze dirette o indirette che rimangono ingiustificabili».

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