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Gelmini neo mamma e i "privilegi del congedo di maternità"

di Redazione PianetaMamma - 06.05.2010 Scrivici

Il ministro Gelmini, mamma da poco, è tornata a lavorare da casa a pochi giorni dal parto, considerando il congedo di maternità un privilegio piuttosto che un diritto sancito per legge

20080610_gelmini_2Sulle pagine web del Corriere della Sera si può leggere una interessante intervista concessa ad “Io donna” dalla neo mamma  Mariastella Gelmini

, Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca.

La Ministra

ha partorito da poco

ed adesso affronta la sua maternità senza perdere di vista l’importanza del delicato ruolo istituzionale che ricopre.

È già pronta a rimettersi in gioco.

Anzi, a quanto traspare dall’articolo di “Io donna”, la Gelmini, con grande senso del dovere, si adopera per seguire il suo lavoro anche adesso.

La Ministra concede l‘intervita nella sua casa di Padenghe sul Garda, la sala dove il giornalista viene fatto accomodare funge anche da ufficio. È lo stesso intervistatore a sottolinearlo nel suo articolo: "la sala, dove la Gelmini concede a Io donna la prima intervista da quando è nata Emma Wanda, non ha nulla di berlusconiano; ricorda piuttosto certi salotti dei dirigenti leghisti brianzoli, pareti rosa con finte boisserie, mobili decisamente in stile. Qui Mariastella ha anche l’ufficio, fax, computer. Si muove con gentilezza, è gentile con i dirigenti che la chiamano da Roma (“

ogni tanto raggiungono il lago per le firme”

dice), è piena d’energia, racconta che

interrompe il lavoro solo per allattare Emma.

Mentre parliamo la tiene in braccio, ancora un po’ impacciata:

“Sarò a Roma con lei a partire dalla fine del mese, torneremo nei fine settimana con il Frecciarossa“.

Parla del suo lavoro la Ministra, ma anche della sua maternità. In poche battute la Gelmini chiarisce la sua decisa intenzione di conciliare il ruolo di mamma con il Ministero.

Questi i passaggi dell’intervista in cui la neomamma, rispondendo al giornalista, esprime la sua opinione sul rapporto tra lavoro e maternità:

"Subito in pista, come Ilaria D’amico su La7. Ha seguito le polemiche per le sue dichiarazioni sul fatto di potersi permettere un rientro così rapido, a differenza di altre donne meno fortunate?
La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte.
Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa. Lo giudico un privilegio".

Un privilegio? Non è un diritto?

"Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici".

Il lettore non può non avvertire nelle parole della Gelmini un vero e proprio amore per il suo lavoro , per quanto delicato ed impegnativo sia.  Ed alle lettrici più attente non sfuggirà che la Ministra è, come ogni mamma lavoratrice, pienamente consapevole dei sacrifici e delle difficoltà che la attendono.

Una cosa, però, è certa:

i lavori non sono tutti uguali e non tutti sono agevolmente conciliabili con il ruolo di madre.

Quando una donna è chiamata dalla vita ad accudire la sua creatura, per farlo serenamente e senza rinunciare alla sua occupazione,

dovrebbe avere un lavoro quanto meno flessibile e ben remunerato.

Ma queste condizioni non rappresentano la normalità, esse sono, piuttosto, dei privilegi di cui in pochissime possono godere.

Molte donne normali per poter rientrare a lavoro devono innanzitutto fronteggiare

il problema materiale della “collocazione” del bambino

. In molte fanno ricorso ai nonni, ma è bene tener presente che l’affidamento dei figli ai preziosissimi nonni non dipende sempre e solo da ragioni di fiducia, spesso è indispensabile per cause strettamente e squisitamente economiche.

Infatti in un Italia provata dalla crisi del lavoro e dell’economia gli stipendi non sempre riescono a soddisfare tutte le esigenze di una famiglia. E se il nido o l’asilo divengono una irrinunciabile necessità,

quando non possono essere pubblici, sono sicuramente tra le più care voci del bilancio familiare.

Questo peso economico può diventare seriamente gravoso e, sommato alle altre esigenze monetizzabili della famiglia, può indurre la donna a rinunciare al suo lavoro.

Stando ai risultati di una ricerca di Manageritalia basata su dati Istat e Isfol,

il 27% delle donne italiane lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio.

La legge riconosce il diritto della donna a vivere una maternità felice ed a costruire un ambiente sereno intorno al piccolo; riconosce, altresì, il diritto del bambino a ricevere le cure e l’affetto materno con dedizione e costanza. È sulla base di questi presupposti che il legislatore ha costruito le tutele alla maternità.

Prima fra tutte la maternità obbligatoria.

La maternità obbligatoria rientra nella categoria dei diritti-doveri, come tale è irrinunciabile.

Rappresenta anche un dovere, e non solo un diritto, perché soddisfa,

accanto alle esigenze della donna, pure quelle del bimbo.

Grazie alla legge che regolamenta la maternità obbligatoria

la lavoratrice dipendente ha a disposizione 5 mesi da dedicare in parte alla sua gravidanza, quando volge al termine e perciò stesso si fa fisicamente assai impegnativa, ed in parte al suo piccolo

che nei primissimi mesi di vita avrà un naturale rapporto simbiotico con la mamma.

La maternità obbligatoria è fruibile in due forme diverse, tra le quali la donna sceglierà quella che meglio si addice alle sue esigenze.

La gestante potrà decidere di astenersi dal lavoro:

- per i 2 mesi precedenti alla data presunta del parto sino ai 3 mesi successivi alla nascita del bimbo,

oppure

- per 1 mese precedente alla data presunta del parto sino ai 4 mesi successivi alla nascita del bimbo

Dott.ssa Federica Federico 

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