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Escherichia coli: i consigli per difendersi

di Francesca Capriati - 17.06.2011 Scrivici

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Sette bambini intossicati in Francia da un hamburger contaminato. Ecco come difendersi dal temibile batterio Escherichia coli

Si aggrava il bilancio delle vittime dell’Escherichia coli nella regione di Lille, nel nord della FranciFrancia. Si contano al momento sette bambini intossicati (di cui uno in gravi condizioni) dopo aver mangiato degli hamburger Steak Hache's 100% carne di bovino surgelata dell'azienda francese SEB venduti nei supermercati Lidll.
I bambini sono stati ricoverati in ospedale con una gastroenterite emorragica e tre di essi con i sintomi della sindrome emolitica uremica (Seu), una malattia direttamente provocata dal batterio dell’Escherichia coli.

L’azienda ha ritirato il prodotto dal mercato e ha chiesto ai consumatori di riportare indietro la carne acquistata. Secondo le prime analisi il ceppo del temibile batterio che sta colpendo in Francia non è lo stesso che ha colpito nel scorse settimane in Germania (e che proveniva con molta probabilità da germogli di legumi).



Ma come possiamo difenderci dal batterio killer? Gli esperti ricordano che in Italia non c’è al momento alcun pericolo. Non sono stati segnalati casi di intossicazione e la carne italiana è sicura, precisa il Ministero della Salute. Tuttavia è bene seguire qualche regola per trattare con cura i cibi e ridurre il rischio di contaminazione.

Ecco i consigli dei pediatri della SIPPS
- lavarsi bene le mani con detergenti idonei prima di toccare i cibi;
- prestare attenzione all'acquisto degli alimenti, preferendo quelli con etichettatura e soggetti ai controlli sanitari;
- proteggere i cibi da mosche o da altri insetti, coprendo gli alimenti o chiudendoli in contenitori;
- consumare latte pastorizzato o trattato ad alte temperature e cibi ben cotti, soprattutto nel caso di pesce, carne, latte e uova;
- lavare molto bene la verdura e sbucciare la frutta;
- bere solo acqua sicuramente potabile.
- eliminare subito i pannolini sporchi di feci e lavare a temperature superiori a 65° gli indumenti e la biancheria contaminata con le feci, usando anche disinfettanti
- non usare gli antibiotici senza una precisa prescrizione del pediatra perché  in caso di enteriti emorragiche il rischio di Sindrome uremico-emolitico aumenta di 17 volte.


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