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Bimbo malformato a causa della toxoplasmosi

di Redazione PianetaMamma - 23.10.2009 Scrivici

Viviana Palmeri, 31 anni, tre figli, è una donna distrutta. Al terzo mese di gravidanza ha contratto la toxoplasmosi, una delle malattie più temute per una donna incinta. Il piccolo Marco, nato il 29 aprile del 2005, è idrocefalo, cieco, è stato operato sei volte alla testa, non cammina...

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Viviamo nell'angoscia, sappiamo che Marco prima o poi se ne andrà. A 4 anni sembra un bimbo di un anno e mezzo, pesa undici chili, mangia latte e semolino".

Viviana Palmeri, 31 anni di Palermo, tre figli, è una donna distrutta

. «

Non nascondo che la farei finita»,

abbandona la testa tra le mani mentre racconta il suo dramma. Al terzo mese di gravidanza ha

contratto la toxoplasmosi

, una delle malattie più temute per una donna incinta. Il piccolo Marco, nato il 29 aprile del 2005, è

idrocefalo

, cieco, è stato operato sei volte alla testa, non cammina.

Dopo la nascita il calvario, tra prese in giro, ricoveri e finte speranze. Viviana e Sandro Bruno, il marito, sono in causa con il loro ginecologo, Vincenzo Minnella, dell'Imi.

Chiedono ai giudici di sapere se il ginecologo sia responsabile professionalmente

di quanto accaduto e in che misura cure adeguate avrebbero ridotto i danni della toxoplasmosi sul bimbo.

«Io ho svolto gli esami regolarmente, a ogni visita. E ho sempre consegnato al mio ginecologo i risultati. Lui

- è la ricostruzione di Viviana -

si è accorto che avevo preso la toxoplasmosi a marzo, con un buco di due mesi. Il toxo test aveva dato già esito positivo a gennaio. A febbraio ci ha fatto saltare il test. A marzo, quando i valori degli anticorpi Igg erano ormai saliti da 198 a 300, si è stupito che avessi la malattia. E mi ha dato prima la cura più blanda, l´antibiotico che si prescrive all´inizio. Il mese successivo, era il settimo, mi ha comunicato che il bimbo era idrocefalo».

Viviana, già mamma di un bambino, sapeva che bisognava sottoporsi al toxo test, così come alla sfilza di altre analisi richieste in gravidanza. Ma non si era mai preoccupata più di tanto.

«È compito del ginecologo informare e mettere in allarme una donna incinta sui rischi. Del resto

- dice Viviana -

avevamo deciso di affidarci a un ginecologo privato, che pagavamo. Eravamo certi di essere in buone mani. L´ho scoperto dopo che per lavare bene l´insalata si poteva usare l´amuchina. E poi, tra i cibi della dieta, mi aveva consigliato il prosciutto crudo. Oggi, dopo la nostra vicenda, nell´opuscolo per le gestanti si spiega come lavare le verdure e quali i cibi crudi da evitare».

Il ginecologo sotto accusa ribatte che la gestante non gli sottopose mai gli esami delle analisi sulla toxoplasmosi. Nessuna responsabilità, dunque, da parte sua.

Come finirà quest storia?

Noi auguriamo alla coppia di fare giustzia, qualora la responsabilità sia del medico e ricordiamo a tutte le donne in attesa di effettuare sempre con regolarità gli esami prescritti in gravidanza e di attenersi alle norma anti toxo che potete leggere qui

https://www.pianetamamma.it/gravidanza/toxoplasmosi.html

Fonte:

http://espresso.repubblica.it/

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