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Danilo, cacciato dal campo estivo, perchè Down

di Monica De Chirico - 17.06.2014 Scrivici

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Danilo è un bambino affetto da sindrome di Down, rifiutato da un centro estivo di Roma. Il padre Andrea Mantovani lancia un'iniziativa in rete per dare voce a chi vive esperienze di discriminazione

SINDROME DI DOWN, DISCRIMINAZIONI - Andrea Mantovani, il padre di Danilo un bambino con sindrome di Down, accusa il gestore del centro estivo Ottavia di via delle Canossiane, a Roma, di aver rifiutato il figlio.

Danilo ha nove anni, tifa per la Roma, ama la favola di Peter Pan e i vigili del fuoco e quando accompagna la mamma a fare la spesa fa amicizia con tutti. Danilo gioca, corre e si diverte come gli altri bambini. Il padre Andrea e la moglie lo hanno portato al centro estivo rivolto a bambini dai 4 ai 13 anni e hanno avvertito che il figlio è affetto dalla sindrome di Down, ma che è gestibile, anche se ci vuole un pò più di impegno e attenzione. Anche l'anno scorso ha frequentato un centro estivo senza problemi.

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Tuttavia quando i genitori sono andati a prendere Danilo, il titolare avrebbe detto loro che Danilo non poteva frequentare la struttura perchè difficile da gestire e non c'era il personale adatto. Andrea, il padre, si è quindi proposto di pagare a parte un assistente, un tutor, ma la risposta è stata sempre negativa. Il titolare avrebbe avanzato le sue paure: gli altri bambini potrebbero lamentarsi di Danilo e i genitori potrebbero portare via i propri figli.

Come leggiamo su Il Corriere il titolare non avrebbe contraddetto il racconto di Andrea ma avrebbe precisato che il problema è la mancanza di operatori e che da parte loro non c'è nessuna volontà di discriminare il bambino.

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Andrea avrebbe quindi lanciato un'iniziativa in rete "Ho lanciato un’iniziativa: pubblichiamo le foto dei nostri bambini, visto che qualcuno ancora crede che possano essere pericolosi". Sul web inoltre non è mancata la solidarietà di quanti hanno letto il racconto di Danilo e le accuse allo staff del centro estivo romano. Sirio Leoncini, coordinatore della scuola di nuoto della polisportiva Delta avrebbe detto: "Quello di insegnare le discipline sportive è un mestiere delicato e poliedrico, capace di adattarsi a ogni circostanza e integrare situazioni non sempre uguali. Per questo, da padre e insegnante, prego gentilmente questi millantatori di farsi da parte e lasciare lavorare le persone qualificate. Non è un bambino Down a creare problemi, ma la disorganizzazione e l’incompetenza. Io ho avuto modo e piacere di conoscere Danilo: un bambino meraviglioso e pieno di gioia e vitalità che da più di due anni nuota nella nostra struttura e non ha mai creato alcun tipo di problemi e difficoltà né agli istruttori né agli altri ragazzi".

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Andrea il padre di Danilo, su Facebook ha inoltre chiesto a chi ha vissuto e sta vivendo esperienze simili di discriminazione di raccontarle. "Mi rivolgo a tutti coloro che hanno subito una qualche forma di ingiustizia, un’esperienza analoga che vi ha turbato, deluso, a scuola, nel lavoro, nello svago. Potete scrivere anche in privato, con la certezza che daremo seguito alla cosa. L’unione fa la forza"

Fonte Credits| Il Corriere

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