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Antidepressivi e sigarette: più cardiopatie nel feto

di Redazione PianetaMamma - 20.03.2009 Scrivici

Il fumo unito all'azione dei farmaci assunti dalla madre fa incrementare di 5 volte le probabilità per il bambino di sviluppare patologie cardiache e malformazioni

Il

fumo

unito all'azione dei farmaci assunti dalla madre fa incrementare di 5 volte le probabilità per il bambino di sviluppare patologie cardiache e malformazioni.

I Centri di Teratologia di Padova, di Gerusalemme e di Berlino, che si occupano di fornire consulenze alle donne che seguono delle terapie di vario tipo durante la gravidanza per scongiurare rischi fetali ad esse connessi, hanno condotto una ricerca per valutare gli effetti negativi che alcuni tipi di sostanze assunte dalle gestanti potrebbero causare nel feto.

Lo studio, pubblicato sul 'British Journal of Clinical Pharmacology', ha preso in esame  un campione costituito da 724 donne che, durante la gestazione, avevano assunto dei farmaci antidepressivi a base di fluoxetina o paroxetina.

Queste sostanze, secondo i ricercatori,

avrebbero fatto aumentare di 3-4 volte il rischio per il feto di sviluppare in seguito patologie cardiache e malformazioni del cuore

rispetto ad un gruppo di controllo di madri che non avevano assunto antidepressivi.

Nei casi in cui, in aggiunta ai farmaci antidepressivi, la madre aveva fumato almeno 10 sigarette al giorno nei nove mesi di gravidanza, le prospettive per il feto sono addirittura peggiorate: gli effetti dannosi del fumo, uniti all'azione dei farmaci, avrebbero fatto incrementare di 5 volte le probabilità per il bambino di sviluppare cardiopatie.

Per queste ragioni gli esperti hanno spiegato

quanto importante sia smettere di fumare e ridurre, per quanto possibile, l'assunzione di antidepressivi

contenenti fluoxetina o paroxetina per tutto il periodo dello 'stato interessante'. Quando l'azione degli antidepressivi si rivela necessaria per il benessere della madre, le raccomandazioni dei medici si focalizzano soprattutto sull'interruzione immediata dell'uso delle sigarette che, come palesato dalla ricerca, finirebbero per interagire irrimediabilmente con i farmaci  mettendo a rischio la salute del nascituro

Lucia D’Addezio

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