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Alessia e Livia, per la prima volta parla la mamma

di Francesca Capriati - 13.07.2011 Scrivici

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Irina Lucidi, la mamma delle gemelline scomparse, parla per la prima volta sulle pagine del settimanale OGGI

Un'intervista fiume, fatta nella sua casa St. Sulpice, in Svizzera, nella quale Irina Lucidi, la mamma di Alessia e Livia, le gemelline delle quali non si sa più nulla dal 30 gennaio scorso, racconta il suo dramma e ricostruisce i dettagli di una crisi coiniugale che è sfociata in tragedia.

Ricostruiamo la vicenda. Alessia e Livia scomparvero  il 30 gennaio, quando il padre, Matthias Schepp le portò con sè in un folle, ultimo viaggio dalla Svizzera all'Italia, passando per la Corsica. Lui si è gettato sotto un treno la notte del 3 febbraio nella stazione di Cerignola, in provincia di Bari, non prima di aver spedito alla ex-moglie una lettera drammatica nella quale le diceva che non avrebbe mai più rivisto le sue bambine. Delle piccole, da allora, nessuna traccia.


Fino ad oggi questa mamma coraggiosa e dignitosa si è esposta solo per lanciare appelli accorati, disperati, in un'altalena continua di terrore e speranza.

Oggi, per la prima volta, racconta la sua quotidianità al settimanale OGGI: "Anche quando vado a letto, quando sono sola, non sono sola. Stringo i loro pupazzetti, Casimir il coniglietto e Matilde la pecorella e le sento tutte e due.  sono qui, dentro di me. Le sento ridere . Le sento allegre. Perché sono personcine molto allegre, piene di vita. Non riesco ad associarle a qualcosa di brutto", dice piangendo.
E tutte noi che siamo mamme, che stringiamo la notte i nostri bambini augurando per loro solo cose belle possiamo immaginare cosa significhi svegliarsi ogni giorno senza avere idea di dove sia nostro figlio, di come stia, se sia morto, se abbia sofferto.
 
Sono passati sei mesi da quando le sorelline non vivono più a casa con la mamma. Sei mesi senza Livia e Alessia. "Ci sono momenti di disperazione, momenti di speranza. Poi quel vuoto. Ormai ci sono abituata. E tante volte dal vuoto sento salire voci, risate, strilli", spiega Irina.

Ma come si è arrivati ad una

rottura coniugale

così insanabile e terrificante da spingere Mathias a vendicarsi della ex-moglie colpendo le sue stesse figlie? Irina racconta di un uomo autoritario, ossessionato dalle

regole

, che non tollerava la minima trasgressione alle sue fissazioni: "

la sera era uno dei momenti peggiori. Non si poteva fare mai niente perché c’era lui che irreggimentava tutto e tutti. Si doveva mangiare alle 7 e non dopo, poi lavarsi, mettersi in pigiama, guardare un po’ di Tv, andare a letto, raccontare una storia e per le nove spegnere la luce. E guai a trasgredir

e", racconta.

Irina ripercorre anni di matrimonio spesso difficile, con il coinvolgimento di amici e parenti nel tentativo di mediare, con il ricorso più di una volta alla terapia di coppia e alla fine con una rottura inevitabile.

Dopo la

separazione

le bambine sembravano più serene e il papà poteva vederle quando voleva. Irina ricorda di avergli concesso di portarle a Natale per tre settimane ai Caraibi. Ma la situazione è precipitata a gennaio. La sera della scomparsa Irina ricorda di essere tornata  a casa  e di essere stata accolta da un silenzio irreale. Le bambine e il papà non c'erano, lui aveva lasciato un testamento con scritto che nel caso in cui le piccole fossero morte i suoi beni andavano ai fratelli.

"A mezzanotte ho cominciato ad aver paura", dice Irina che non ha dubbi: "

voleva colpire me. Io per lui non esistevo, ma quando ha capito che non sarei tornata, ha concepito per me questa punizione estrema. Adesso voglio scoprire come lo ha fatto. Come ha potuto farlo. Un giorno, spero presto, lo scopriremo

…"

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