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Abbandonati tre bambini in pizzeria: si cercano i genitori

di Emanuela Cerri - 23.04.2009 Scrivici

Emerge una storia orribile dietro l'abbandono di tre bambini - una bimba di quattro anni e due maschietti, uno di sei anni e l'altro di sette mesi - in una pizzeria di Aosta. Continuano le ricerche della coppia, i bambini affidati ai servizi sociali

Emerge una storia orribile di violenza e degrado dietro

l'abbandono di tre bambini

- una bimba di quattro anni e due maschietti, uno di sei anni e l'altro di sette mesi - in una pizzeria di Aosta. La madre, Caterina Remhof, 26 anni, e il compagno di 24, Sascha Schmidt, proveniente da Finnentrop in Germania,

sono scomparsi

, o meglio si sono allontanati di loro spontanea volontà dalla pizzeria dove stavano cenando,

senza documenti e senza soldi.

Il padre naturale dei piccoli, che che non era quello con la mamma in quel momento, sta scontando una condanna a due anni e otto mesi di carcere per lesioni mortali ai danni di una quarta figlia morta a causa dei suoi maltrattamenti a sole sette settimane

(una condanna di meno di tre anni per aver maltrattato a morte una neonata, ci chiediamo?).

In quella circostanza il tribunale n

on aveva ritenuto necessario togliere la custodia degli altri due figli all'uomo e alla moglie.

Stavolta, però, pare che le autorità tedesche abbiano deciso di darsi una mossa

togliendo alla madre la potestà sui tre figli per "comportamento irresponsabile".

Una

difficile situazione economica e trascorsi di droga

parrebbero i motivi dello sconsiderato abbandono.

"Una famiglia come tante, sono arrivati probabilmente a piedi, i bambini erano bagnati, e li abbiamo fatti accomodare nel tavolo vicino alla porta, l'ultimo disponibile"

raccontano

i proprietari della pizzeria di Aosta dove la famiglia è arrivata la sera di domenica. Poi, dopo aver mangiato due pizze e diviso due piatti di spaghetti con i bambini, i due si sono alzati, lasciando i bambini al tavolo, senza pagare il conto.

"Prima si è allontanata la donna

-

continua il ristoratore

-

ho pensato fosse uscita a fumare. Poi l'uomo è uscita a cercarla, mentre i bambini sono rimasti tranquilli al tavolo: il più grande voleva parlare, giocare, sembrava ci raccontasse filastrocche. Una cliente ha chiamato un'amica che conosceva il tedesco e abbiamo cercato di capire cosa stesse succedendo: il ragazzino più grande ci diceva che, forse, la mamma era andata in bagno e non sapeva come tornare".

"I bambini giocavano, ma gli adulti non hanno quasi parlato

- continua -

la donna sapeva qualche parola di italiano, ma al tavolo aveva lo sguardo fisso, perso nel vuoto".

Si sono allontanati a piedi, forse in stato confusionale dato che la loro auto l'hanno lasciata a poche centinaia di metri dal ristorante, senza benzina: sporca, maleodorante, piena di fazzoletti sporchi e pacchetti vuoti di sigarette, abbandonati tra i sedili e un seggiolino per bambini.

Le forze dell'ordine stanno cercando ovunque, pensando anche ad un possibile tentativo di suicidio: lungo i corsi d'acqua, vicino ai burroni, ovunque due persone a piedi siano potute arrivare in quasi tre giorni. I bambini, dopo una prima visita pediatrica

sono accolti in una struttura protetta

in attesa che il tribunale dei minori di Torino decida di affidarli alla nonna materna. I due sono stati iscritti nel registro degli indagati:

per entrambi l'accusa è di abbandono di persone incapaci, in questo caso di minori

.

Dai racconti di chi si sta prendendo cura dei tre piccoli emergono le personalità di tre bambini

educatissimi, silenziosi, forse rassegnati,

abituati probabilmente a lunghe attese e al non ricevere troppe cure. Non piangono, non chiedono aiuto, dicono che probabilmente la loro mamma si è persa, aspettano.

Ora sono ospitati in un luogo sicuro ed accogliente ad Aosta, non avevano nulla con loro, nemmeno un biberon o un giocattolo, nemmeno un vestito più pesante la loro madre ha lasciato loro per affrontare il freddo di Aosta. Fortunatamente non hanno nemmeno segni di violenze, nemmeno un livido.

Sempre dalle parole del proprietario della pizzeria:

"Erano tranquillissimi, il piccolino se ne stava buono nel suo seggiolino, i grandi mangiavano la pizza senza parlare e abbiamo visto che il maschietto raccoglieva un pupazzo caduto a un altro bimbo vicino di tavola e glielo ridava. Siamo abituati alle urla, invece loro erano silenziosi. Quando siamo andati a prenderli perché la mamma e l'altro signore mancavano da troppo tempo ci siamo accorti che erano tutti bagnati per la pioggia presa arrivando qui, abbiamo recuperato da casa dei vestiti e li abbiamo cambiati tutti e tre. Poverini, neppure il pannolino avevano, niente di niente, solo calzoni e qualche maglietta...".

Fonte:

La Repubblica.it

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