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Stop ai compiti a casa: cosa prevede il progetto MODI del MIUR

di Francesca Capriati - 23.01.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Due scuole a Milano cambiano completamente la didattica e dicono stop ai compiti a casa: cos'è il programma MODI del Ministero dell'Istruzione

Stop ai compiti a casa

Il movimento Basta Compiti prende sempre più piede e sono nate, sulla scia delle richeste da parte di genitori e studenti di ridurre il carico di compiti scolastici da fare a casa e durante le vacanze, diversi progetti sperimentali che stanno cominciando a portare i primi risultati. In particolare in una scuola primaria di Milano si sta sperimentando il programma ministeriale MODI che non solo riduce, anzi azzera, i compiti a casa, ma mira a riorganizzare completamente l'orario scolastico al fine di non dover più assegnare compiti a casa ai bambini.

Il Programma MODI

Acronimo di Migliorare l’organizzazione didattica, il programma proposto dal Ministero della Istruzione e adottato da diverse scuole, ha come finalità principale non tanto quella di eliminare i compiti a casa, quanto quella di migliorare l’organizzazione didattica, in particolare la gestione concordata dei tempi di apprendimento, e la personalizzazione delle metodologie che favorisce l’inclusione.

Il progetto prevede che le discipline, collegate in ambiti, possono essere trattate con tempi di apprendimento più distesi, mescolando e alternando attività teoriche e attività pratiche. In questo modo si tende a superare la “parcellizzazione dei saperi” e il susseguirsi di interventi e materie che rischiano di essere scollegati fra loro.

Raffaele Ciambrone, Direttore tecnico della Direzione generale per lo studente del MIUR, che segue e promuove il MODI sul territorio nazionale, spiega che nel nostro Paese i bambini passano molte ore a scuola (fino a 1287 all'anno col tempo pieno, contro le 700 della Finlandia) eppure i risultati in termini di alfabetizzazione e dispersione scolastica non rendono giustizia a tutto il tempo speso sui banchi.

Da qui è nata la volontà di poporre un cambiamento nella didattica che modificasse la suddivisione del lavoro tra gli insegnanti per arrivare ad una vera e propria alternanza dei cicli didattici. L'obiettivo del progetto, quindi, è quello di eliminare del tutto la frammentazione tra le varie discipline, che non solo provoca una dispersione oraria durante la giornata, ma non aiuta gli alunni a consolidare quanto appreso e li carica di eccessivo stress e ansia da prestazione. Una sorta di full immersion in una sola disciplina che consente agli insegnanti di alternare attività teoriche e pratiche e ai bambini di assimilare al meglio le informazioni e metabolizzarle in modo più profondo.

Niente compiti a casa

Ma in concreto cosa accade nelle classi che hanno aderito al progetto MODI? Molti giornali hanno raccontato in questi giorni l'esperienza dell'Istituto Ciresola di viale Brianza a Milano che ha introdotto una nuova organizzazione scolastica in due classi delle elementari.

Questi i principali cambiamenti:

  • Non si alternano le diverse materie (umanistiche e scientifiche) ora dopo ora nella stessa giornata, ma si dedica un'intera settimana a quelle umanistiche, italiano, storia e geografia, e quella successiva alla matematica.
  • Le insegnanti lavorano insieme senza dividersi in maniera netta le materie: durante la settimana delle materie umanistiche, quindi, di mattina l'insegnante di riferimento impegnerà gli allievi nella teoria, di pomeriggio, invece, l'altra insegnante favorirà il consolidamento della teoria appresa la mattina proponendo laboratori, attività pratiche e più ludiche.
  • Non ci sono i tradizionali banchi, ma gli alunni sono seduti ad isola a gruppi di 4/5 e a volte si siedono sui tappeti, con le insegnanti in mezzo a loro per ridurre il più possibile il divario tra docente e allievi.
  • Infine non vengono assegnati compiti a casa, né durante la settimana, né nel fine settimana e nemmeno durante le vacanze: i bambini vengono solo invitati a rivedere quanto svolto in classe durante la settimana o a leggere un libro (con buona pace di quei genitori che mal sopportano i compiti a casa e che sempre più spesso li considerano un impegno loro e non dei bambini)

Sul quotidiano Il Giorno, la maestra Caterina Cassese, impegnata in questa sperimentazione insieme alla collega Roberta Neglia, ha spiegato:

Se la lezione del mattino verte sulle vocali e le consonanti, dopo pranzo si spiegherà il concetto con attività più pratiche: illustrando le lettere in palestra, con il linguaggio cinestesico, ossia rappresentando le lettere con il corpo, oppure inventando una storia per ognuna, con uno spettacolo teatrale, o, ancora, ‘fabbricando’ i segni nel laboratorio di ceramica. Nella settimana successiva al mattino toccherà alle lezioni di matematica e scienze, i cui concetti verranno affrontati nel pomeriggio sempre in ottica trasversale ed ‘esperienziale’

I risultati

Ma quali sono risultati? I bambini sono preparati? Le maestre milanesi assicurano di sì: non ci sono ritardi nel programma e i bambini sono felici di lavorare sia in maniera individuale che di gruppo e sono molto più indipendenti.

Lo conferma anche il Centro studi e ricerche dell'Università Cattolica che sta monitorando l'andamento del progetto e dichiara che i numeri sono positivi.

Come spiega Ciambrone, nel tempo si è creata una vera e propria Rete MODI in Italia e oggi sono 390 le classi in cui viene seguita questa nuova didattica, che coinvolge ottomila studenti e 600 docenti.

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