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Spesa per l'istruzione in Italia: ultimi in Europa

di Redazione PianetaMamma - 14.11.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I dati OCSE rivelano che l'Italia è agli ultimi posti per fondi destinati all'istruzione

Spesa per l'istruzione in Italia

Solo Grecia e alcuni Paesi dell'Europa dell'Est spendono meno di noi in istruzione. Il dato viene rimarcato da diversi report condotti a livello comunitario che evidenziano come l'Italia si collochi al terzultimo posto della classifica dei Paesi che investono più risorse finanziarie nell'istruzione (dalle scuole dell'infanzia fino alle Università). Dal 2011 il nostro Paese staziona in modo stabile nella parte più bassa della classifica e nel 2016 era quintultima di tutti e 28 Paesi dell'Unione.

Un allarme evidente emerge soprattutto dall'ultimo Rapporto dell'OCSE Education at a glance 2018: tra i dati leggiamo che si è registrata negli ultimi anni una crescente e sensibile diminuzione delle risorse destinate all'istruzione (con la maggiore contrazione verificatisi a cavallo della crisi economica del periodo 2009-2012). Ma vediamo più nel dettaglio.

I dati europei

La media UE della spesa destinata all'istruzione è di 4,7% del PIL. I Paesi che destinano la maggiore quantità di risorse finanziare in questo settore sono Francia (5,4%)e Regno Unito (4,7%).

Come dicevamo la maggiore riduzione della spesa destinata all'istruzione è legata al periodo di crisi tra il 2009 e il 2012 quando i fondi sono scesi da  72 miliardi annui a 65,4. Secondo le stime dell'OCSE dopo il 2012 si è registrato un incremento della disponibilità di fondi destinati alla scuola e all'Università in relazione al numero di studenti, tuttavia è comunque un incremento inferiore rispetto agli altri Paesi europei come Germania o Francia.

In linea generale gli esperti europei sottolineano che negli ultimi anni la spesa destinata all'istruzione è calata un po' dappertutto (tranne che in Germania) perché le risorse sono state dirottate verso altri settori pubblici, come quelli legati alla protezione sociale o alla sanità, tuttavia l'Italia resta sempre agli ultimi posti della classifica.

In Italia la spesa pubblica per l'istruzione nel 2015 è stata di 67,4 miliardi di euro (pari al 4,1% del Pil e all’8,1% della spesa pubblica): valori decisamente inferiori se guardiamo ai nostri partner europei.

  • Germania rispettivamente 4,5 e 10,3,
  • Francia 5,5, e 9,7,
  • Inghilterra 5,7 e 13,1,
  • Spagna 4,2 e 9,5.

In fondo alla classifica europea solo la Grecia e alcuni dei paesi dell’Est spendono meno dell'Italia.

Cosa significa

Gli economisti e gli analisti precisano che questo dato relativo alla spesa per l'istruzione da solo non basta a definire la qualità dell'istruzione e del sistema educativo di un Paese, tuttavia è indubbio che c'è da riflettere sullo scarso interesse che le istituzioni hanno verso le nuove generazioni, la formazione dei giovani e in linea generale sulle prospettive di sviluppo e crescita dell'intero paese.

Su cosa si risparmia di più? Innanzitutto sugli insegnanti: sono diminuiti dell’11% circa con gli stupendi bloccati, anche se questi numeri andrebbero aggiornati dopo i cambiamenti e le assunzioni della riforma della Buona Scuola.

Quindi il rapporto tra alunni e insegnanti è inferiore rispetto agli altri Paesi europei e lo è anche il numero di ore di servizio.

Lo stato degli edifici scolastici

Alla luce dei cambiamenti climatici in atto e delle sempre più frequenti “allerte meteo” uno dei nodi centrali del dibattito resta anche e sempre quello della sicurezza degli edifici scolastici. Anche qui si investe ancora poco: l’ultimo rapporto nazionale sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva mostra che un edificio scolastico su due ha ricevuto il collaudo statico, meno di uno su dieci ha subito delle migliorie dal punto di vista sismico e in media ogni quattro giorni si verificherebbe un crollo.

Il costo dell'istruzione

Il nostro Paese garantisce il diritto allo studio: le scuole sono pubbliche e gratuite ma le rette universitarie sono ancora tropo alte. Secondo l'ultimo rapporto dell'Anvur l’Italia è il terzo Paese in Europa per rette universitaria più alte (sopra ci sono Inghilterra e Paesi Bassi) e solo uno studente su cinque riesce ad accedere ad una borsa di studio. Nel dettaglio la spesa universitaria annua sarebbe di 11,257 euro, ai quali vanno aggiunti i costi per le università fuori sede e altre spese accessorie.

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