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Scuola del 2020 e tecnologia, a che punto siamo? Un report fa luce sulla situazione

di Elena Cioppi - 23.11.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Scuola e tecnologia, a che punto siamo? Dopo più di 10 mesi di didattica a distanza, come sta rispondendo la scuola e il personale all'emergenza?

Fare il punto sulla situaziona scuola e tecnologia, a diversi mesi dall'inizio della pandemia di Coronavirus che ha imposto uno stop su più fronti compreso quello scolastico, è doveroso. Tra congedo per figli in quarantena, smartworking e didattica a distanza, genitori e figli hanno dovuto il rapporto tra Covid-19 e bambini si è cristallizzato anche in una nuova fruzione della didattica. Ma la tecnologia che supporta questa DAD si è evoluta con i nuovi bisogni degli studenti? Un report Promethean, azienda che si occupa di implementare soluzioni tecnologiche in ambito scolastico, viene in supporto per rispondere a questa domanda. Lo studio si chiama "Report sul rapporto tra tecnologia e scuola in Italia 2020/2021" e mette in luce i risultati di un'indagine per fare il punto della situazione. Ecco i risultati.

Scuola e tecnologia, a che punto siamo e dove stiamo andando

Cominciamo col dire che la situazione scuola e tecnologia in tempi di pandemia è molto stratificata. Non cambia solo da regione a regione, da comune a comune, ma si deve entrare nel merito del singolo istituto per verificarne lo status. Certo, esistono delle Linee Guida Scuola emanate dal Governo che sono molto generali e che hanno mostrato, dal giorno di riapertura della scuola in presenza, molti limiti. Il report di Promethean vuole accendere i riflettori sul momento storico che stiamo vivendo, soprattutto in relazione ai mesi di marzo e aprile 2020, i più duri della pandemia considerato "l'effetto sorpresa" delle chiusure. Ecco cosa ha scoperto intervistando 1.500 educatori con ruoli diversi, tra cui dirigenti scolastici, insegnanti, amministratori IT e della comunicazione, stratificati su tutti gli ordini scolastici, dalla scuola materna all'università.

Sono stati identificate 5 aree in cui la tecnologia educativa è fondamentale per gli studenti di ogni grado:

  • Obiettivi strategici: il 94% dei Dirigenti Scolastici intervistati ha detto di voler aggiornare le tecnologie scolastiche del suo istituto
  • Formazione del personale: il 61% ritiene che il personale debba ricevere formazione in merito alle possibilità tecnologiche
  • Budget: il 97% dei Dirigenti sostiene che il budget disponibile è una delle voci più importanti per mettere a punto un piano strategico di tecnologia scolastica
  • Uso della tecnologia: il 77% degli insegnanti è d'accordo sul fatto che supportare la tecnologia con formazione e budget aiuta il personale docente
  • Futuro della tecnologia: l'86% degli intervistati ritiene che anche in futuro si farà largo uso della tecnologia a scuola

Sulla formazione del personale scolastico

Tra i dati più interessanti del report ci sono quelli relativi alla formazione del personale scolastico, al centro di una rivoluzione a base di DAD a cui non si erano preparati. Se è vero che il 61% degli intervistati ritiene che la formazione al personale sia necessaria, è anche realistico pensare che non tutti gli insegnanti coinvolti in questo nuovo sistema didattico abbiano le competenze per metterle in pratica. E infatti, dai dati raccolti da Promethean emerge che questa necessità è più forte nei dirigenti scolastici che non negli insegnanti (della percentuale totale, il 91% sono opinioni di DS e il 57% di insegnanti). Alcuni insegnanti hanno anche confermato di non aver ricevuto alcuna formazione sulla tecnologia, una percentuale molto più alta dei dirigenti scolastici che hanno affermato la stessa cosa (21% VS 10%).

Inoltre, degli insegnanti che hanno accesso alla tecnologia ma che non la usano durante la propria lezione il 24% dice di non avere le competenze necessarie; il 19% invece dice di non avere tempo per approfondire e trarne il massimo vantaggio.

Uso delle tecnologie

Un altro grosso problema è legato alle infrastrutture. Gli insegnanti possono fare la differenza, così come i dirigenti scolastici o i budget, ma se mancano le fondamenta allora è molto difficile procedere in modo sereno. Secondo il report di Promethean, il 48% degli intervistati che ha accesso alla tecnologia senza usarla durante le lezioni sostiene di farlo perché gli strumenti non sempre funzionano e che spesso rappresentano più un problema che un vantaggio. E anche se in pochi (meno dell'1% pensa che questo modo di studiare, apprendere e insegnare sia solo un trend momentaneo) sostengono che non ci sia bisogno di approfondire e migliorare, dal report emerge che il futuro della scuola passa già da ora per la sua disponibilità tecnologica. Ma non solo: la maggioranza è concorde nel voler dare questa impronta all'istituzione scolastica, con tutti i limiti che, nei mesi della seconda ondata e di didattica a distanza attivata all'occorrenza (o al 100% dei casi, come è già per le scuole dalla seconda media in poi, per le scuole superiori e le università nella media delle regioni), si sono resi evidenti e devono essere risolti.

La proposta per le famiglie nel Ricovery Plan

Il progetto del Mise punterà a uniformare anche la situazione delle famiglie italiane, che, da marzo 2020 in poi, hanno cercato di uniformarsi rispetto alla tecnologia per permettere ai figli di studiare (e di portare avanti lo smartworking). In molti casi però questo sforzo non è stato sufficiente. Il Ministro per lo Sviluppo Economico Patuanelli ha firmato dei decreti che includono 600 milioni per lo sviluppo del progetto Banda Ultralarga. A Repubblica il Ministro ha detto che "tutti devono poter aver accesso alle nuove tecnologie e per raggiungere questo fondamentale obiettivo siamo impegnati a favorire e accelerare gli investimenti in digitalizzazione e diffusione della banda ultralarga, indicandole tra le priorità dell'Italia nell'ambito del Recovery Plan". Un modo per agevolare non solo le scuole, ma anche le famiglie, in questo difficile processo verso la modernizzazione digitale applicata alla scuola.

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