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Scuola - Famiglia: una sinergia non sempre perfetta

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Relazione Scuola - Famiglia: come è cambiata nel tempo? Quali sono i problemi e come si può migliorare il rapporto di collaborazione tra i genitori e gli insegnanti per garantire ai bambini un percorso scolastico soddisfacente

Relazione Scuola - Famiglia

Fatti di cronaca portano spesso a pensare alla relazione Scuola-Famiglia. Chi lavora nel mondo della scuola, e più precisamente chi insegna, prima ancora di occuparsi dell’istruzione della classe e di portare a termine i programmi ministeriali dovrebbe instaurare un clima di fiducia e rispetto soprattutto con le famiglie.

In passato nei confronti dei docenti vigeva una sorta di “Ipse dixit” che per tradurlo nella forma scolastica potrebbe essere attribuito a tutti gli insegnanti che svolgevano con profonda dedizione una determinata materia, o materie, ricevendo enorme stima e, a volte, soggezione, da parte delle famiglie. Ma per dirla ancora in maniera più semplice: quello che diceva l’insegnante era giusto e guai a contraddirlo! Tanti sono, infatti, i racconti che riportano i nostri nonni al tempo della loro carriera scolastica. Il maestro così come il suo operato non veniva assolutamente messo in discussione. Un po' come avviene oggi. No eh?

Rapporto tra insegnante e genitori

Oggigiorno si assiste ad una sorta di decadenza della figura educativa del docente, fortunatamente però non si può generalizzare, ma la mancanza di rispetto in alcune scuole è stata accompagnata da vergognosi fatti di cronaca. In realtà ciò che viene criticato non è tanto l’aspetto educativo o il metodo di insegnamento, quanto i rapporti personali che si vengono a creare tra insegnanti e genitori o tra docenti e alunni.

Iniziamo con il dire che rispetto a sessanta, settant’ anni fa è cambiato di gran lunga l’assetto familiare. Sono tanti gli studenti che provengono da famiglie allargate o mono-genitoriali. Le classi, inoltre, sono sempre più numerose e variegate culturalmente. I diversi cambiamenti a cui siamo quotidianamente portati a vivere se da un lato rappresentano motivo di apertura mentale dall’ altro, tuttavia, chi sta dietro la cattedra ha il delicato compito di intervenire laddove la famiglia viene a mancare, educativamente parlando.

Spesso, infatti, i docenti devono fare i conti con realtà che gli alunni vivono in casa, come situazioni familiari molto particolari e un intervento di troppo da parte dell’insegnante potrebbe suscitare un certo fastidio da parte dei genitori. Altre volte, invece, una famiglia “perfetta” con un figlio “perfetto” non accetta di buon occhio un’interrogazione andata male o un voto inferiore alle loro aspettative.

Il docente? È un pubblico ufficiale

A sentire i telegiornali sembra che gli episodi di violenza nei confronti dei docenti siano aumentati non solo da parte dei genitori ma anche degli alunni stessi. Questo tipo di vicende sono molto note anche ai vari social che immancabilmente riportano video di docenti picchiati o insultati. Non è questa la sede per affrontare un'altra gravissima mancanza di rispetto nei confronti stavolta degli alunni da parte degli insegnanti poiché meriterebbe molta più attenzione visto il delicato argomento. Qui ci limiteremo, invece, a comprendere e trovare delle possibili soluzioni per porre fine ad eventi di grossa maleducazione (perché di questo si tratta) nei confronti di un pubblico ufficiale.

Per correttezza di fonte riporto quanto citato nell’art.357 del c.p. comma 1 che riporta testualmente quanto segue, utile per chiarire a chi ancora pare non lo sappia che: “Agli effetti della legge penale sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Quindi tutti coloro che svolgono un lavoro nella Pubblica Amministrazione sono considerati “pubblici ufficiali” e l’offesa arrecata loro è perseguibile penalmente anche con la reclusione. L’ art. 341 bis del codice penale precisa, inoltre, che “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone offende l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”.

Questa posizione, di pubblico ufficiale, appunto, sembra non valere nella pratica per quanto riguarda i docenti poiché alcuni alunni, soprattutto di scuola secondaria, e genitori si prendono la briga, aggiungerei con una certa sfacciataggine, di poter offendere o nel peggiore dei casi aggredire fisicamente gli insegnanti passandola liscia.

L’errore principale è la mancanza di rispetto e la grande maleducazione che vive intorno ai nostri ragazzi. Se in famiglia si respira questo tipo di aria dove tutti i componenti fanno come gli pare e il rispetto delle regole e dell’autorità genitoriale viene meno è molto probabile che un simile vissuto si ripercuota nei luoghi e negli adulti più vicino ai ragazzi, in primis la scuola. Ma questo è solo uno dei motivi.

I genitori di oggi se da un lato troppo assenti nell’educazione dei figli, dall’altro non mancano quelli che farebbero di tutto pur di vedere l’adorato figlio tra i migliori della classe. Quest’ ultimi sono i genitori che rifiutano in maniera categorica un’insufficienza, un rimprovero di troppo o un “otto” alla verifica piuttosto che il solito “dieci”. Non sono in grado di accettare una delusione perché abituati a vivere oggi nel mondo della falsa percezione dove tutto dev’essere bello e perfetto.

Cosa fare

Sicuramente a livello educativo-didattico ciò che conta è che l’alunno svolga al meglio e serenamente un percorso scolastico soddisfacente. Il bambino può vivere serenamente questo percorso, però, nel momento in cui tra scuola e famiglia ci sia collaborazione e fiducia reciproca. Questa sinergia dovrebbe iniziare sin dalla primissima scolarizzazione del bambino, parliamo di nido e scuola dell’infanzia, e terminare nell’ ultimo anno delle scuole superiori, periodo che solitamente i genitori si interessano sempre meno al figlio in quanto studente, salvo rari casi che vedono genitori e professori impegnati nei colloqui.

Far crescere gli studenti nella consapevolezza che le due agenzie educative più importanti viaggino sugli stessi binari della fiducia e dell’armonia è fondamentale per permettere all’alunno di comprendere che i buoni risultati si ottengono con la collaborazione e il venirsi incontro. Quando ciò non è possibile credo fortemente che all’ interno delle scuole dovrebbero esserci professionisti che attraverso sportelli di aiuto diano il loro prezioso contributo in situazioni di evidente disagio

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