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Nuovo DPCM: cosa cambia per i bambini, dallo sport alla scuola

di Francesca Capriati - 16.10.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Nuovo DPCM, cosa cambia per i bambini: dall'uso delle mascherine alle feste in casa, dalle gite scolastiche allo sport, ecco tutte le novità fino a novembre

Nuovo DPCM, cosa cambia per i bambini

E' stato firmato nella notte il nuovo DPCM che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni. Cosa cambia e quali sono le nuove restrizioni previste al fine di contenere la diffusione dei contagi da COVID-19? Quali sono le misure che interessano le famiglie e i nostri bambini? Vediamo nel dettaglio le principali novità.

Uso delle mascherine

Il DPCM dice che:

è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande

Inoltre – cosa molto importante – viene fortemente raccomandato di indossare la mascherina anche in casa nel caso in cui ci fossero presenti persone non conviventi.

Naturalmente le eccezioni all'uso obbligatorio della mascherina riguardano i bambini con meno di 6 anni, chi fa attività sportiva e nel caso di patologie che sono incompatibili con il suo utilizzo.

Cosa cambia per i bambini? 

Nella vita pratica dobbiamo immaginare di limitare moltissimo i contatti stretti con persone non conviventi. Un nuovo amichetto a giocare casa? Meglio rimandare.

Feste

Le discoteche sono ancora chiuse, sono vietate feste in luoghi chiusi e all'aperto. Le feste per i matrimoni sono consentite con un massimo di 30 partecipanti nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. Inoltre attenzione perché nelle case private è raccomandato evitare di fare feste che prevedano la partecipazione di più di 6 persone non conviventi.

Cosa cambia per i bambini? Se, ad esempio, si avvicina la data del compleanno di certo non è il caso di organizzare una grande festa in ludoteca e nemmeno di festeggiare il compleanno invitando tutta la classe.

Sport

C'è stato molto fermento nelle ultime ore anche per quanto riguardava le attività sportive, si vociferava uno stop a tutti gli sport di contatto - quindi calcio, basket, pallavolo etc... - ma in realtà il divieto riguarda gli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Quindi chiariamo:

Possono continuare a lavorare:

le società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi

Quindi al momento nessuno stop alla scuola di calcetto o basket riconosciute dal CONI, ad esempio, mentre non si potrà organizzare la partita di calcetto tra amici.

Scuola ed attività extrascolastiche

Nel decreto si legge che:

Sono sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, nonché le attività di tirocinio

Nonostante le voci che circolavano fino a ieri sera, nel decreto non c'è alcun riferimento alla didattica a distanza obbligatoria per le scuole superiori quindi i ragazzi continueranno a fare scuola in presenza, purché si rispettino i protocolli in materia di mascherina e distanziamento e parta subito il procedimento in caso di casi sospetti di COVID.

Resta comunque la possibilità di avviare la DAD complementare per le classi che saranno in isolamento oppure se la scuola debba organizzare turni e rotazioni per la didattica in presenza.

Cosa cambia per i nostri bambini? 

I nostri bambini sono tornati in classe entusiasti e desiderosi di riprendere la scuola e le loro abitudini dopo tanti mesi di stop. In classe stanno distanziati, indossano le mascherine, non possono avere quei contatti con i compagni o le maestre ai quali erano abituati. Di sicuro, al momento, come dicono anche i miei figli, la scuola è meno coinvolgente e più noiosa. Tornano stanchi e vivono con gioia ed energia il momento in cui le maestre si organizzano per farli uscire in cortile a correre un po'.

Quindi la possibilità di fare una visita guidata all'aperto o in un museo era senza dubbio una delle cose che vivevano con interesse e curiosità. Invece pare che tutte queste attività extrascolastiche si fermeranno. E non possiamo non pensare, con rammarico e un po' di tristezza, a quante cose i nostri bambini, soprattutto quelli più piccoli, stiano perdendo di questi anni di scuola che non torneranno più. Come sempre molto sta in mano ai dirigenti: le gite fuori la scuola sono vietate, ma si può sempre adoperarsi per sfruttare gli spazi all'aperto che ci sono nelle scuole, i cortili, i terrazzi, per consentire ai bambini di uscire dalla classe e fare laboratori e attività più coinvolgenti.

Il pensiero va anche ai giovani che non potranno più godere dei viaggi di studio, gemellaggi e attività didattiche fuori sede. Di certo questa situazione così difficile a livello anche europeo pone dei limiti alla formazione e al futuro dei nostri ragazzi: una generazione di liceali per i quali la scuola rischia di essere confinata entro i limiti della didattica a distanza, dietro un monitor, senza gli scambi culturali e sociali che alimentano la linfa vitale della formazione personale.

Cosa accade nelle Regioni

Il Ministero dell'Istruzione ha condotto un monitoraggio, fino al 10 ottobre, con la collaborazione dei dirigenti scolastici per capire quale sia l'andamento dell'epidemia all'interno delle scuole: i dati, condivisi con l'Istituto superiore di Sanità, mostrano che gli alunni risultati positivi alla Sars-Cov2 sono 5.793, mentre i docenti sono 1.020 (0,133% del totale), tra il personale non docente si registrano invece 283 casi (0,139% del totale). In conclusione lo 0,080% degli studenti sono stati contagiati da coronavirus dalla riapertura delle scuole. 

Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), ha dichiarato:

I dati odierni confermano che la trasmissione del virus a scuola è limitata rispetto a quella che avviene in comunità, perciò è ancor più importante monitorare e rispettare le regole anche al di fuori del mondo scolastico

Eppure non si smette di invocare la chiusura delle scuole come misura principale per contenere l'epidemia. Tralasciando i rischi connessi ad un trasporto pubblico al'80% - che si traduce in metro e autobus pieni - alla movida o agli assembramenti incontrollati, il problema per molti resta la scuola.

E così, a dispetto dei dati e delle direttive del Ministero dell'istruzione, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha disposto dalla sera alla mattina la chiusura delle scuole fino a fine ottobre. I genitori scendono in piazza a manifestare davanti alla Regione, i ricorsi, le petizioni online e le critiche si susseguono uno dopo l'altro sui social, sulle chat chiamando a raccolta i genitori che vedono mortificare, ignorare e sottomettere ancora una volta i loro figli.

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