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Malori a scuola: docenti non preparati e lasciati soli

di In collaborazione con Adnkronos Salute - 17.10.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Secondo la Federazione Italiana dei medici pediatri (Fimp) gli insegnant sono spesso lasciati soli e non sanno come intervenire se un bambino accusa un malore

Malori a scuola, docenti non preparati

Gli insegnanti "sono lasciati soli nella gestione delle emergenze sanitarie, e nella maggior parte dei casi mancano competenze specifiche. In più del 60% dei casi, i docenti non sanno come intervenire se un bambino accusa un malore". Questa, in sintesi, l’accusa della Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp): "Facciamo nostre le preoccupazioni degli insegnanti e di quei genitori che hanno figli con patologie croniche, ad esempio l’epilessia o il diabete - afferma Antonio D'Avino, vice presidente Fimp e segretario Fimp Napoli - Genitori che ormai vivono le ore della scuola con ansia e con la paura di ricevere una telefonata".

Anche in situazioni banali, come nel caso di semplici convulsioni febbrili, basta non farsi prendere dal panico. Per queste ed altre situazioni sarebbe fondamentale codificare delle procedure di intervento - suggerisce D'Avino.

Per questa ragione la Fimp Napoli ha richiesto e avviato da tempo percorsi di collaborazione con il mondo della scuola. "Nel 2009 - ricorda Raffaella de Franchis, vicesegretaria Fimp Napoli- dalla proficua collaborazione Fimp Napoli-Miur Campania, nacque un vademecum sulle certificazioni mediche in ambito scolastico, ancora oggi molto utilizzato, e che ha rappresentato una preziosa guida sia per i pediatri di famiglia sia per i dirigenti scolastici. Oggi sarebbe necessaria una nuova collaborazione, con l’obiettivo di definire una regolamentazione concordata e sostenibile per la gestione di emergenze mediche in ambito scolastico".

Gli attori di questo percorso condiviso - aggiunge la pediatra - dovrebbero essere le famiglie, la scuola ed il pediatra di famiglia. Il razionale dovrebbe essere l’adozione di comportamenti uniformi in tutte le realtà scolastiche. La somministrazione dei farmaci in queste situazioni acute, pur dovendo derivare da specifiche autorizzazioni fornite dal pediatra, non richiede il possesso di cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né l’esercizio della discrezionalità tecnica da parte dell’adulto. Quello che serve sono opportuni, adeguati e specifici corsi di formazione per gli insegnanti, proprio per garantire una standardizzazione di intervento, rendendoli consapevoli anche dei criteri e dei tempi in base ai quali ci si deve rivolgere al servizio di emergenza

"Conoscere le diverse tipologie di epilessia, quali posizioni di sicurezza far assumere all’alunno, quale eventuale intervento farmacologico, indicato dal pediatra di famiglia, attuare e anche cosa non fare per peggiorare la situazione, sono tutti aspetti che dovrebbero far parte del bagaglio culturale degli insegnanti, per far sì che la crescita psico-relazionale dell’alunno risulti adeguata e supportata dalla fiducia e serenità delle famiglie", conclude Raffaella de Franchis.

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