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Giugno: per gli insegnanti è tempo di saluti

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La lettera della maestra e pedagogista Chiara Mancarella ai suoi alunni di quinta della scuola primaria. Un bellissimo messaggio che dimostra come certi legami vadano al di là di un semplice orario scolastico

Lettera di fine anno di una maestra ai suoi alunni

Giugno, per il mondo della scuola, rappresenta uno dei mesi più importanti. Le cose da fare sono veramente tante: scrutini da decidere, riunioni, verbali e relazioni da scrivere fanno solo da cornice al vero valore di questo mese. Chiudere un anno scolastico porta dietro mesi di comprensioni, voti, incoraggiamenti, qualche volta un rimprovero, colloqui con i genitori, laboratori, ma soprattutto la gioia e la responsabilità di aver condiviso giorni importanti con coloro che hai considerato i “tuoi” bambini e ragazzi.

Certo, le difficoltà, come in ogni lavoro, non mancano. Continui ripensamenti sulla didattica, sulla metodologia utilizzata, sull’ essere consapevoli che si sta procedendo bene, ma se è vero che questo mestiere viene considerato come una sorta di missione, a questa missione bisogna metterci prima di tutto il cuore e arrivare a giugno con la certezza di aver seminato bene.

Come deve essere un buon insegnante

Senza togliere niente agli altri gradi di istituzione, il ciclo della scuola elementare rappresenta per un bambino un periodo fondamentale della sua vita. Inizia a prendere confidenza con le sue capacità e i suoi limiti. Vive una fase di prima autonomia dai genitori e il corpo docente ha la responsabilità di accompagnare nella crescita personale e degli apprendimenti bambini di sei anni che si apprestano a diventare preadolescenti di dieci.

Uno dei successi che fa sì per cui è possibile stabilire un rapporto speciale con gli alunni è creare all’interno della classe un clima collaborativo sereno e disponibile. Non si può pretendere una visione della scuola primaria come una sorta di piccola caserma in cui si pretende una disciplina ferrea ed un certo distacco da parte dei docenti. Per i bambini è importante che arrivino la mattina a scuola trovando la maestra o il maestro con il sorriso sulle labbra e la disponibilità ad accogliere non solo quanto è stato appreso ma anche i dubbi e le perplessità che la loro giovane vita comporta.

Non si chiede ai maestri di essere pedagogisti o psicologi, ma interessarsi agli hobby e ai problemi degli alunni li aiuterà sicuramente ad avere una visione globale di chi hanno davanti. Un alunno non è un numero, un voto sul registro, non si può pensare di considerare i bambini o i ragazzi in base a quanto studiano e apprendono. Purtroppo non tutti la pensano allo stesso modo e le conseguenze si denotano anche nel rapporto docente-alunno-genitori.

Lettera della maestra ai suoi alunni

Da insegnante ho regalato ai miei alunni di quinta della scuola primaria la lettera che riporto perché certi legami vanno al di là di un semplice orario scolastico. Certa che tanti miei colleghi hanno fatto altrettanto con i loro alunni ho piacere a condividerla anche con chi è solito pensare che gli insegnanti solo agevolati per le tante ferie estive (che smentisco categoricamente) o svolgono un lavoro facile e divertente.

Essere insegnante, per quanto mi riguarda, è sì uno dei mestieri più belli del mondo che richiede impegno e sacrifici, ma l'affetto che ti regalano i bambini l’ultimo giorno di scuola, gli abbracci stretti che vorrebbero essere infiniti o quelle lacrime mischiate alle tue raccontano molto di più di un semplice contratto lavorativo. Buone vacanze a tutti i colleghi insegnanti pronti a ricominciare a settembre con la stessa grande passione che rende il nostro mestiere davvero unico e bellissimo.

Miei cari ragazzi, preferisco scrivervi perché a voce, molto probabilmente, farei fatica a trattenere le lacrime e dirvi quello che ho dentro. Ricordo perfettamente quel 18 settembre quando arrivai in classe. Avevo addosso i vostri occhi e sicuramente qualcuno avrà pensato: “E questa mo’ chi è?!” Mentre memorizzavo i vostri nomi abbiamo iniziato a conoscerci, a rompere il ghiaccio e ad entrare in confidenza e sintonia… senza mai oltrepassare quell’invisibile muro sottile che ci divide: voi gli alunni ed io l’insegnante.

È orribile, lo so, ma necessario. La scuola ormai è giunta al termine, abbiamo condiviso momenti importanti, alcuni seri, altri decisamente fuori dal normale. Qualcuno potrebbe dire che un insegnante dovrebbe impartire nella classe rigore e disciplina, sapete cosa vi dico? Sono contenta di non essere quel qualcuno. Ormai mi conoscete, è questo il mio modo di fare scuola e non lo cambierò per nulla al mondo. Far stare bene gli alunni, la vostra serenità per me viene prima di tutto e se le lezioni avvengono con un pizzico di follia…che male c’è? Purché non si perda mai la serietà della disciplina insegnata. Adesso, godetevi le vacanze, avete lavorato tanto e ve le meritate. Poi, con calma, penserete a questa nuova avventura che vi aspetta, ma tranquilli perché le medie non sono così terribili…ve lo dico per esperienza! Fate il vostro dovere sempre, studiate non per gli altri, per i vostri genitori o gli insegnanti, ma per voi stessi. Siate delle mente aperte alla conoscenza. Abbiate sempre il desiderio di sapere e conoscere la realtà intorno a voi. Coltivate il vostro talento e fate di tutto per realizzare i vostri sogni. Non permettete a nessuno di ostacolarvi il cammino e non lasciate che qualcuno decida per voi. Ricordate di emergere sempre, di essere un passo davanti agli altri, ma fatelo nell’onestà e nella correttezza che vi contraddistingue. E quando la vita lo richiederà, solo allora, sarà necessario quel passo indietro perché l’umiltà ripaga sempre.

Tante volte vi ho detto che credo in voi e nelle vostre capacità. Può essere una frase fatta, ma non è così. Non è la quantità di tempo che rende speciale un rapporto, ma la qualità e un anno è bastato per farvi entrare nel mio cuore. Siete ragazzi speciali, tutti voi, e so che mi mancherete veramente tanto. Per quanto mi riguarda, spero che negli anni ricorderete questa maestra di Lecce con la passione nero-azzurra, così come io, a distanza di ventisei anni, ho ancora un bellissimo ricordo del mio maestro e custodisco gelosamente la sua lettera di saluto. Abbraccio ognuno di voi e sappiate di poter sempre contare sul mio bene…perché è grande e sincero! Con affetto infinito la vostra maestra

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