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Intervista a Claudia: mamma blogger de 'La casa nella prateria'

di Redazione PianetaMamma - 04.06.2009 Scrivici

Nel mondo delle mamme blogger troviamo anche Claudia nella sua 'Casa nella prateria', un blog coloratissimo e pieno di idee per mamme e bambini e foto coloratissime. Claudia ha un marito, tre figli e vive nella campagna francese. Le abbiamo ho rivolto alcune domande

Nel mondo delle mamme blogger troviamo anche Claudia nella sua

'Casa nella prateria'

, un blog coloratissimo e pieno di idee per mamme e bambini e foto coloratissime. Claudia ha un marito, tre figli e vive nella campagna francese. Le abbiamo ho rivolto alcune domande.

Ciao Claudia! Anzitutto grazie mille per aver accettato di rispondere ad alcune domande. Come riesci a conciliare il tuo lavoro con quello di mamma, che come ben sappiamo è uno dei mestieri più difficili?

Non credevo che avrei potuto dire una cosa del genere ma… devo ringraziare Leonardo e Gloria, i miei figli, che mi hanno insegnato a dormire pochissimo. E’ spesso nelle ore rubate al sonno che riesco a lavorare, a creare, a scrivere. Per quanto riguarda la gestione della casa,

portarli nella fascia o nel mei tai

mi ha sempre permesso di avere “quattro mani” per occuparmi di tutto il resto.

Qual è stata la principale motivazione che ti ha spinto a diventare anche una mamma blogger?

A dire il vero non ho mai scelto di diventare

una mamma blogger

. Ho creato

“La Casa nella Prateria”

nel  momento in cui

abbiamo deciso di mollare tutto e trasferirci in campagna. Da Torino ad Annecy

. Ci stavamo lasciando alle spalle un sacco di esperienze negative ma anche tante persone care. Ho creato il blog proprio per mantenere aggiornati i nostri amici e parenti. Per condividere fotografie e aneddoti. Perché potessero veder crescere i bambini, anche a distanza. Inizialmente si trattava di un blog privato. L’ ho poi reso pubblico per facilitare l’accesso a nonne e zie che non avevano molta dimestichezza con internet.

Non conoscevo la cosiddetta blogosfera. Non avevo mai visitato altri blog e sono rimasta molto sorpresa quando ho iniziato a ricevere commenti da persone estranee. Curiosando nei loro profili (più che altro per cercare di capire chi fossero e cosa ci facessero lì) ho scoperto i loro blog. Ho iniziato a seguirne alcuni e ad avere un pubblico fedele. Senza essermene accorta ero diventata una mamma blogger.

Vivi in Francia. Quali sono le principali differenze che hai trovato rispetto all’Italia?

Adoro l’Italia e mi manca tantissimo, ma devo ammettere che la vita qui è più semplice. Ci sono molti aiuti, non solo economici, per le famiglie. Inoltre tutto ciò che è pubblica amministrazione è molto più veloce ed efficace. Anche per quanto riguarda la gravidanza il personale ospedaliero è attento non solo alle necessità, ma anche ai desideri e allo stato d’animo della futura mamma. Ci sono ostetriche e puericultrici pronte ad intervenire (

anche a domicilio

) in caso di difficoltà, sia durante la gravidanza che dopo il parto. E il percorso iniziato con il corso pre-parto si porta avanti dopo la nascita del bambino con

la rieducazione perineale (sistematica)

e con altre attività spesso proposte dalle ostetriche, come il

massaggio del neonato

o la sofrologia.

“La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino finché non è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dare fastidio” Questa è una frase di Maria Montessori che ho letto nel tuo blog. Cosa pensi dell’educazione che viene impartita ai bambini? Cosa funziona e cosa invece andrebbe cambiato?

La mia è una posizione un po’ particolare. Sono infatti una paladina della

scuola familiare

. O meglio, della non-scuola (unschooling). Sono fermamente convinta che i bambini imparino molto di più dalla vita di tutti i giorni che rinchiusi in luoghi preposti esclusivamente all’apprendimento, divisi per fasce di età, e con qualcuno che decide cosa devono imparare e entro quando. Sono convinta che per un bambino sia più importante conoscere gli insetti e le piante che stanno nel suo giardino o nel parco vicino a casa piuttosto che i dinosauri. Ho abbastanza fiducia nella loro innata curiosità per essere certa che, con la guida di un adulto,

imparerebbero tutto ciò di cui hanno bisogno “sul campo”

, seguendo i propri ritmi e le proprie inclinazioni. Nel caso avessi avuto bisogno di una conferma in merito, mio figlio Leonardo quest’anno ha imparato a leggere e a scrivere da solo, nonostante noi abbiamo scelto espressamente di non proporgli questo tipo di apprendimento prima dei sei anni.

Osservando i miei figli e guardando il mondo attraverso i loro occhi, ho imparato cose che la scuola non avrebbe mai potuto darmi.

In Italia la chiamano “scuola dell’obbligo”. Questa definizione porta la maggior parte delle persone a credere di non avere scelta. Che mandare i propri figli a scuola sia obbligatorio. Ma non è affatto così. Secondo la legge italiana, sono i genitori a dover garantire l’istruzione dei figli. Nel caso questi non siano in grado di farlo, interviene lo Stato, attraverso le scuole appunto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Un libro, un anno in giro per il mondo con la mia famiglia, e magari un altro figlio…

In bocca al lupo, Claudia!

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Martina Braganti

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