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Dispersione scolastica: numeri, cause e interventi

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La dispersione scolastica resta un fenomeno allarmante: i numeri più recenti, le cause e le proposte di intervento

Dispersione scolastica

Il fenomeno della dispersione scolastica in Italia assume contorni allarmanti e non può più essere sottovalutato, anzi è necessario intervenire prontamente sia a livello sociale che politico. Gli ultimi preoccupanti dati sono emersi da un'analisi di TuttoScuola che ha evidenziato come, nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, l'Italia sia ancora afflitto dal problema dell'abbandono scolastico da parte dei giovanissimi.

Dispersione scolastica in Italia

Secondo il rapporto TuttoScuola, dei 590mila adolescenti che in questi giorni stanno iniziando le scuole superiori almeno 130mila non arriveranno al diploma perché interromperanno gli studi prima dell'esame di maturità. Molti vivono nelle regioni del profondo Sud, altri in quelle del profondo Nord industrializzato dove le famiglie e la società spingono i giovani ad andare a lavorare molto presto.

Ma guardiamo anche all'ultimo report pubblicato dal Ministero dell'Istruzione relativo all’anno scolastico 2015/2016, che mostra che 14.258 ragazze e ragazzi, pari allo 0,8% di coloro che frequentavano la scuola secondaria di I grado, hanno abbandonato gli studi in corso d’anno o nel passaggio fra un anno e l’altro e che i maschi abbandonano più delle femmine. La dispersione scolastica colpisce in modo più netto i cittadini stranieri rispetto agli italiani: per loro la dispersione è al 3,3%.

Di certo se si leggono i dati degli anni passati molto si è fatto, e con ottimi risultati, per contrastare la dispersione scolastica: nel 2018 hanno abbandonato la scuola 151mila ragazzi, il 24,7 per cento del totale, contro il 36,7 del 2000. Ma resta il fatto che, soprattutto tra un ciclo e l'altro e soprattutto tra i ragazzini che vivono in contesti sociale e familiari difficili o che hanno difficoltà a scuola, il tasso di abbandono sia sempre elevato. 

Inoltre il MIUR sottolinea come l’analisi della dispersione scolastica nel passaggio tra cicli abbia evidenziato un consistente spostamento di alunni dal sistema scolastico classico verso percorsi di formazione professionale regionale e di apprendistato alternativi al canale dell’istruzione.

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Dispersione scolastica nelle diverse regioni italiane

Il dossier diffuso recentemente mostra che le regioni dove si registra il più alto tasso di abbandono scolastico sono:

  • Sardegna (33%),
  • Campania (29,2%),
  • regioni del Nord Ovest (25%),
  • Lazio (21,3%)
  • ultima nella classifica l'Umbria (16,1%).

Secondo il Ministero dell'Istruzione al Sud la propensione all’abbandono è maggiore, con l’1%.

Tra le regioni con maggiore dispersione ci sono

  • Sicilia con l’1,3%,
  • Calabria, Campania e Lazio con l’1%.

La percentuale più bassa si evidenzia in Emilia Romagna e nelle Marche con lo 0,5%.

Dispersione scolastica in Europa

I dati italiani cozzano con quelli che si registrano in altre parti del mondo e d'Europa. Paesi come il Giappone o la Norvegia hanno un tasso di dispersione a 18 anni praticamente pari allo zero.

L’indicatore utilizzato per quantificare il fenomeno della dispersione scolastica in Europa è quello degli early leaving from education and training (ELET) con cui si prende a riferimento la quota dei giovani tra i 18 e i 24 anni d’età con al più il titolo di scuola secondaria di I grado o una qualifica di durata non superiore ai 2 anni e non più in formazione. Tra gli obiettivi del Piano strategico Europe 2020 c’è anche quello di portare il tasso di abbandono scolastico al 10%.

Se guardiamo ai numeri rilevati da Eurostat nel 2016 la percentuale di giovani europei tra 18 e 24 anni che ha lasciato gli studi è stata dell’11,5%. L'Italia con il suo 14,2% è al quinto  posto.

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Dispersione scolastica, come intervenire

Istituzioni, scuola e famiglie dovrebbero unirsi per assicurare ai giovanissimi un'istruzione di qualità. Per evitare che gli adolescenti abbandonino anche prima del termine della scuola dell'obbligo, quindi della scuola superiore di I grado, bisognerebbe impegnarsi su più fronti:

  • associazioni e volontari, come i Maestri di strada, sono già attivi in territori difficili per recuperare i ragazzi che non sono più tornati a scuola, per aiutarli nel recupero, per fare da ponte anche tra la scuola e la famiglia,
  • la scuola dovrebbe diventare più appetibile, interessante, al passo con i tempi;
  • le aziende possono fare la loro parte insieme alle istituzioni per far capire che una buona istruzione è il miglior lasciapassare per un lavoro remunerativo e gratificante. Da un’indagine condotta da JOINTLY-Il welfare condiviso su 4500 ragazzi, ad esempio, è emerso che un corretto orientamento è utilissimo per far aumentare in 1 ragazzo su 3 la fiducia nel ‘Sistema Paese’ e le proprie consapevolezze.

Cause dell'abbandono scolastico

Diverse le possibili cause dell'abbandono scolastico:

  • cause familiari: spesso crescere in un contesto familiare disagiato e in condizioni economiche precarie spinge i giovanissimi a voler andare a lavorare prima possibile, rischiando anche di finire nelle maglie della criminalità organizzata;
  • fattori sociali: nelle regioni del Nord Ovest spesso si abbandonano i banchi per andare a lavorare prima possibile nelle fabbriche e nelle industrie;
  • difficoltà scolastiche: secondo il MIUR, se si analizza il fenomeno distinguendo tra alunni in regola e alunni in ritardo scolastico, si nota come la percentuale sia nettamente più elevata per quest’ultima categoria. La percentuale degli alunni che hanno abbandonato nel passaggio tra cicli si è attestata all’8,3% per coloro che sono in ritardo, e allo 0,8% per quelli in regola.

Dispersione nel 2017

A settembre 2017 l'Eurostat ha pubblicato il suo ultimo rapporto sulla dispersione scolastica dal quale emerge che l'Italia è al quinto posto in Europa per numero di “early school leavers”: giovani 18-24enni con il solo titolo di scuola media. Il tasso di abbandoni è sceso sotto il 14% ma è ancora lontano dall’obiettivo del 10 per cento fissato dall’Europa per il 2020.

Ancora forte il divario tra Nord e Sud: in Veneto il tasso di dispersione non supera l’8%, mentre in Sicilia e Sardegna resta al 24%.

L’età più critica di abbandono è quella del primo biennio delle superiori.

Normativa per la dispersione scolastica

Cosa dice la legge in merito al reato di abbandono scolastico? A regolamentare la questione è la Legge 1859/1962 che recita:

Ha adempiuto all'obbligo scolastico l'alunno che abbia conseguito il diploma di licenza della scuola media; chi non l'abbia conseguito è prosciolto dall'obbligo se, al compimento del quindicesimo anno di età, dimostri di aver osservato per almeno otto anni le norme sull'obbligo scolastico. In caso di inadempienza si applicano le sanzioni previste dalle vigenti disposizioni per gli adempimenti all'obbligo dell'istruzione elementare

Ciò vuol dire che non c'è obbligo di frequentare fino alla terza media ma di fare almeno otto anni di scuola e a 15 anni in questo caso si potrà anche abbandonare. Inoltre la suddetta legge è stata modificata nel comma 8, che prevedeva il reato penale in caso di omissione da parte dei genitori, per i quali è prevista una multa di soli 30 euro.

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