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Difficoltà scolastiche: DSA o malessere?

di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitor - 17.11.2021 Scrivici

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Difficoltà scolastiche: cause. L'Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus prova a indagare sulle difficoltà scolastiche: DSA o malessere?

Difficoltà scolastiche: cause

Sempre più di frequente i genitori si trovano di fronte a variegate difficoltà scolastiche dei propri figli, non sapendo come muoversi e quali strategie attuare per affrontare e comprendere il loro disagio. Attualmente la scuola presta particolare attenzione e sensibilità nei confronti dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), ma quali sono le possibili cause delle difficoltà scolastiche?

Cosa sono i DSA

I DSA sono dei disturbi del neuro-sviluppo riguardanti le abilità scolastiche che si esprimono in difficoltà di lettura (dislessia), scrittura (disortografia e disgrafia) e calcolo (discalculia) e si presentano, solitamente, durante i primi anni di scolarizzazione, portando i bambini a manifestare problematiche nelle abilità strumentali, nonché in quelle che dovrebbero essere automatizzate con l'avvio della scuola primaria, come la capacità di leggere, scrivere o far di conto. La legislazione sui DSA permette di far luce sulla situazione di questi bambini, per molto tempo trascurati e ritenuti "pigri" o "meno intelligenti", favorendo piani didattici personalizzati (PDP) che consentano loro di vivere l'esperienza scolastica in maniera quanto più serena possibile.

L'ausilio di misure compensative e dispensative accompagna, inoltre, il loro percorso scolastico e si inserisce in un orizzonte di scuola inclusiva e supportiva, attenta alle diversità e pronta a favorire un apprendimento efficace per tutti. Nonostante ciò, l'esorbitante aumento, negli ultimi anni, di diagnosi di disturbi specifici dell'apprendimento fa interrogare sull'uso dell'etichetta diagnostica come potenziale utile contenitore del disagio infantile che spesso, però, rimanda ad altro e non solo, quindi, ad una difficoltà scolastica.

E' davvero un DSA?

La scarsa individualizzazione dell'apprendimento e, dunque, la poca attenzione rivolta al singolo e al suo vissuto emotivo e relazionale, che talvolta si incontra inevitabilmente in classi numerose, rischia di far perdere di vista tutto il contorno del bambino come, ad esempio, la necessità per lui/lei di essere visto/a, ascoltato/a.

Inoltre, capita che alcune richieste dei genitori nei confronti dei figli, rivolte alla necessità che essi siano sempre "bravi", adeguati ad elevate aspettative e ambizioni, li portino a trasformare questo peso in scarso rendimento scolastico e mancanza di interesse per le proposte didattiche. Non bisogna anche dimenticare che la competizione all'interno della classe, la paura dell'interrogazione e della valutazione possono portare i giovani studenti a perdere interesse e manifestare un disagio che, in certi casi, rimanda a più di un malessere puramente didattico e che può essere esplorato ponendo enfasi sul vissuto degli studenti stessi.

Dunque, sarebbe opportuno focalizzarsi sul "come" i bambini si approcciano all'apprendimento, piuttosto che unicamente sul "cosa" risulta carente e deficitario, stando attenti alle loro esigenze e interrogandosi sulla natura delle loro difficoltà. Queste ultime non devono essere necessariamente etichettate ma, piuttosto, si può cercare di comprendere le peculiari caratteristiche dei giovani anche alla luce della posizione che assumono nei contesti relazionali che costellano la loro vita. Talvolta, infatti, le problematiche scolastiche non sono altro che un sintomo di qualcosa di più profondo, sul quale sarebbe utile interrogarsi.Risulta quindi essenziale sostenere e promuovere le potenzialità di ogni bambino, riconoscendone il valore e le peculiarità.

I genitori si possono porre come supporto e come guida, evitando eccessive pressioni e aspettative ma favorendo la possibilità che il figlio si senta libero di orientare il suo interesse verso ciò che lo incuriosisce, facendo certamente i conti con le sue difficoltà e i suoi limiti, senza che questi però rappresentino necessariamente delle barriere e delle rigide etichette. Non sottovalutando le effettive difficoltà scolastiche, le mamme e i papà, nel loro fondamentale ruolo di guida, possono aiutare bambini e ragazzi ad interfacciarsi sia con i confini sia con le opportunità, usufruendo del prezioso dialogo con la scuola.

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