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Da dove nasce la conoscenza?

di Redazione PianetaMamma - 12.07.2012 Scrivici

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Da dove nasce la conoscenza? Parliamone con i bambini

di Jessica Cancila

Molto probabilmente sarà accaduto anche a voi qualcosa di simile. La supplente entra in una classe di studenti liceali con alcune fotocopie di storia. In una foto, si vede una statua e la didascalia dice “Amazzone ferita. Autore Policleto”.

Una delle ragazze sfogliando il libro di testo, vede la stessa statua, ma la didascalia la attribuisce ad un altro autore: “Amazzone ferita. Autore Fidia”

In classe si scatenano discussione e turbamento: un po' per fare confusione, un po' per turbamento vero. Com'è possibile? Come può accadere che un libro 'sbagli'? Chi avrà ragione? Quale autorità ne uscirà vincitrice: il libro del professore o la fotocopia della supplente?

L'insegnante prova a spiegare che l'attribuzione non è certa, va a verificare su un testo universitario dove si trova conferma dell'incertezza (come anche su Wikipedia). I ragazzi e le ragazze rimangono con il sospetto, con il dubbio, che in tutta questa faccenda ci sia qualcosa di losco.E forse non hanno torto.


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Qualcosa di losco c'è ed è il fatto che, fino a questo pasticcio della statua di Non-si-sa-chi, sono stati abituati a pensare alle conoscenze come a prodotti finiti, cibi pronti da consumare per strada, senza chiedersi: da dove vengono le informazioni, di chi è questa idea, chi ha fatto questa scoperta, come si è arrivati a questa conoscenza?

In molti casi, le conoscenze vengono veicolate ai bambini e alle bambine, e poi ai ragazzi, senza spiegarne le origini e i processi. In questo modo, la conoscenza che loro acquisiscono è dogmatica in due sensi: perchè è fatta di nozioni imparate a memoria e perchè si impara ad accettare l'autorità del libro o dell'insegnante, senza appropriarsi dei mezzi e dei processi del conoscere. Tutto il problema della statua infatti, in un primo momento, si era limitato per gli studenti ad una battaglia tra chi aveva torto o ragione. Raramente, gli alunni sono stimolati a pensare che esistono battaglie diverse da quelle di aver torto o ragione, come ad esempio, la ricerca contro le malattie o l'inquinamento, che deve essere in grado di cercare soluzioni efficaci, accettando le correzioni e il contributo di tutti.

Per l'educazione del futuro (LEGGI), è importante accogliere la sfida di aiutare i ragazzi e le ragazze a conoscere come funziona la conoscenza, a sapere dove trovare le informazioni, a confrontarle, a leggere tra le righe, a capire l'evoluzione delle idee. Ad accettare gli errori e a sapere che sono spesso inevitabili. Non è un percorso facile, ma si può cominciare con qualcosa di facile.


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Riflessioni sull'educazione del futuro



Per riflettere con i bambini e le bambine sul “conoscere la conoscenza”:

1- mettiamo sempre in evidenza le nostre fonti di conoscenza (Ho letto stamani su questo quotidiano... Ho sentito dire che... Da piccolo mi hanno detto che....);

2- suggeriamo modalità di gioco collaborativo e non competitivo (Alcuni esempi in questo libro)

3- sfruttiamo ogni occasione per andare al di là delle conoscenze o scoperte in sè, chiedendosi, con i bambini, come si è arrivati ad una data scoperta, quando e perchè;

4- partecipiamo o organizziamo con le scuole eventi alla scoperta della scienza (un esempio molto interessante qui )

5- leggiamo con i bambini le biografie dei personaggi della storia e della scienza (ad esempio, in inglese si trovano online biografie per bambini ). 

Ho suggerito

cinque semplici modalità,

adattabili alle diverse età. Chi vuole contribuire lasci il proprio commento o un link utile alla discussione!

Ci ritroviamo il prossimo giovedì

, per proseguire insieme la discussione su “I sette saperi necessari all'educazione del futuro” (Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001), Edgar Morin, testo redatto nell’ambito del “Programma internazionale dell’educazione” dell'Unesco (

LEGGI

)).


A giovedì prossimo con un nuovo articolo

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