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I consigli di Save the Children per prevenire i maltrattamenti a scuola

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Le notizie riguardanti le volenze a scuola perpetrate dalle maestre lasciano sempre sbigottiti: ecco i consigli di Save the Children per prevenire i maltrattamenti a scuola

I consigli di Save the Children per prevenire i maltrattamenti a scuola

Un altro episodio di maltrattamenti e violenze a scuola da parte delle maestre è emerso a Vercelli, dove sono state arrestate 3 maestre dell'asilo con la terribile accusa di aver maltrattato bambini dai 3 ai 5 anni: insulti, trascinamenti a terra, punizioni ed umiliazioni, strattoni e urla che hanno contribuito a creare all'interno dell'asilo un clima di autentico terrore. A denunciare la situazione è stata qualche mese fa una mamma e una sorella maggiore di due delle piccole vittime: l'installazione delle telecamere ha permesso di accertare 52 episodi di maltrattamenti, venti dei quali di particolare gravità.

C'è sempre grande sconcerto di fronte a notizie come questa: noi genitori pensiamo che a scuola i nostri bambini siano protetti, siano al sicuro ed è assolutamente inaccettabile assistere a episodi di questo genere. A commentare la notizia è anche Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, che spiega:

Torniamo a richiamare la necessità di rendere vincolante, in tutti i servizi educativi pubblici, privati e convenzionati rivolti ai bambini 0-6 anni, un sistema di prevenzione e tutela in grado di proteggere i bambini e le bambine da abusi, maltrattamenti e ogni condotta inappropriata. In particolare, tra le misure preventive da assumere, chiediamo di adottare un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e di organizzare gli ambienti educativi, all’interno o all’esterno delle strutture, al fine di impedire, a tutela dei bambini e degli stessi operatori, situazioni di isolamento

E con l’obiettivo di fornire alle strutture educative uno strumento utile per prevenire condotte inappropriate, abusi e maltrattamenti contro i minori, Save the Children ha  recentemente divulgato un Manuale per la formazione sul Sistema di tutela delle bambine e dei bambini da condotte inappropriate, abuso e maltrattamento all’interno degli asili nido realizzato in collaborazione con alcuni servizi educativi.

Come si legge nel manuale: esporre una bambina o un bambino a qualsiasi forma di abuso, maltrattamento, comportamento pregiudizievole, disagio o carenza grave può avere effetti devastanti sulla sua salute psico-fisica e incidere negativamente sulle sue potenzialità di crescita e di sviluppo. L’asilo nido deve essere un luogo in cui ogni bambina/bambino veda rispettati i suoi diritti e in cui si senta sicura/o e protetta/o da qualsiasi rischio di essere esposta/o a situazioni anche solo potenzialmente lesive
La base degli strumenti offerti da Save The children è la Genitorialità positiva che permette di creare un ambiente positivo e di rispondere a tutte le questioni legate alla gestione delle dinamiche/situazioni conflittuali del vivere insieme (in ambiente scolastico e/o familiare) in modo costruttivo e senza fare ricorso ad azioni umilianti, degradanti o lesive.

L’ansia nei bambini: un richiamo da non sottovalutare

Il modello dell’Educazione e della Genitorialità Positiva si fonda su quattro principi fondamentali:

  1. Individuare gli obiettivi educativi a lungo termine: nelle situazioni di stress e tensione è meglio concentrarsi su obiettivi a lungo termine che a breve. Se ben gestite le situazioni di stress diventano opportunità per dare ai bambini insegnamenti preziosi
  2. Far sentire il proprio sostegno e fornire punti di riferimento ai bambini in ogni interazione con loro: la motivazione ad impegnarsi e ad apprendere aumenta se l’adulto sostiene il bambino, lo rispetta e lo comprende. Dare sostegno vuole dire dare protezione fisica ed emotiva. Il sostegno offre al bambino la motivazione ad impegnarsi, ad apprendere dai suoi errori ed a fare meglio. In un’atmosfera di sostegno, il bambino si sente al sicuro anche se commette errori; si fida degli adulti di riferimento e diventa sempre più sicuro di sé, motivato ad impegnarsi.
  3. Comprendere cosa pensano e cosa provano i bambini in diverse situazioni: se guardiamo il mondo con gli occhi di un bambino di 1 anno, 5 o 13 anni possiamo meglio comprendere il suo comportamento, poiché è dettato dalla sua visione del mondo in quella particolare fase del suo sviluppo.
  4. Assumere un approccio che mira alla risoluzione dei problemi piuttosto che ad un approccio punitivo: un approccio positivo e costruttivo ai problemi offre la possibilità di trasformare situazioni critiche in preziose occasioni di crescita. Si realizza cercando di comprendere le motivazioni del comportamento, identificando la fase di sviluppo in cui si trova il bambino e le sue caratteristiche individuali.

Il manuale è disponibile sul sito dell’Organizzazione

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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