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Le 10 regole d'oro per incoraggiare i bambini nello studio

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Come incoraggiare i bambini a studiare? Ecco 10 consigli da mettere in pratica subito

Come incoraggiare i bambini a studiare

Come mamme, abbiamo un ruolo molto importante nel far sì che il nostro bambino abbia una buona disposizione verso lo studio. Non solo: mettendolo nelle condizioni di svolgere i suoi compiti al meglio, glieli renderemo più semplici e quindi graditi. È vero che molti bambini sono piuttosto insofferenti nei confronti dello studio, quando non della scuola in generale. E da mamme ci sentiamo in dovere di intervenire, ma spesso i nostri sforzi in questo senso, sebbene animati dalle migliori intenzioni, si traducono in liti e capricci che rendono il momento del compiti ancor più teso. Vi ritrovate in questa descrizione? Non siete certo le sole. Ecco quindi qualche consiglio utile che vi potrà aiutare su come incoraggiare i bambini a studiare.

  • #1 Perché fare i compiti?

In primo luogo, è bene definire gli obiettivi… ma non con il bambino, bensì con noi stesse. Perché il bambino dovrebbe impegnarsi nello studio? Non certo per un generico senso del dovere o per avere buoni voti. La scuola è un diritto, non un dovere. È una chance per imparare e contemporaneamente scoprire l’immenso piacere dell'apprendimento. I libri sono amici, raccontano cose interessanti e finora sconosciute. Poi certo, ci sono le preferenze personali, le materie più o meno gradite, ma in generale è questa attitudine positiva che dobbiamo trasmettere, più che il dovere di impegnarsi.

Fare i compiti con i bambini: ma perchè?
  • #2 Come possiamo aiutarlo nello studio?

Molti genitori aiutano i bambini a fare i compiti e questo è oggetto di grande dibattito tra mamme. In linea di massima, dovrebbero farlo solo se la cosa è effettivamente produttiva. NON è produttiva se il bambino sarebbe in grado di cavarsela da solo, seppur faticando un poco. NON è produttiva se lo si fa con tono antipatico e scocciato. Se ritenete che il vostro bambino debba fare i compiti da solo, ci sono tuttavia molti altri modi per aiutarlo e sostenerlo.

  • #3 Organizzare il tempo dei libri

Ricordate quando il vostro bambino era neonato, e avere una routine regolare lo faceva sentire più calmo e al sicuro? Beh, non è una regola da buttare via, o almeno non del tutto, ora che è cresciuto. Bisogna cercare di capire qual è, per la nostra famiglia, il momento migliore per fare i compiti. Non può essere in un frangente in cui il bambino è stanco, o affamato, o entrambi, per cui per molte di noi, e soprattutto per chi lavora fuori casa, l’unico modo è che li faccia o li completi dopo cena. Sappiamo che non è il massimo, quindi sta a noi organizzarci in modo da cenare presto e sempre allo stesso orario, consentendogli così di godere della necessaria tranquillità.

  • #4 Due indispensabili: dizionario ed enciclopedia

Quando il bambino si interessa di un argomento in particolare, deve avere gli strumenti giusti per poterlo approfondire. Dizionari ed enciclopedie non sono fatti per restare su una mensola a prendere polvere. Qui potrà imparare ogni giorno una nuova e interessante parola, saperne di più su una certa zona geografica o un animale, e via dicendo.

  • #5 Il suo lavoro merita di essere rispettato da tutta la famiglia

Abbiamo già parlato in altri articoli di come organizzare l'ambiente perfetto per i compiti: che sia ordinato, dotato di tutto il necessario, in un ambiente tranquillo. Ma durante il suo studio mostriamoci rispettosi: evitiamo di tenere tv o radio troppo alte, di schiamazzare al cellulare, di interromperlo in continuazione. Così non rischieremo che la continua perdita di concentrazione provochi in lui frustrazione e di conseguenza un sentimento negativo verso lo studio.

  • #6 Tenersi aggiornate sul programma

Abbiamo già tante cose da fare, certo… ma per quelle davvero importanti il tempo lo si trova. E questa la è. Se ci terremo sempre aggiornate su quello che sta studiando, potremo fare molto per incoraggiarlo a vedere lo studio non come un dovere, ma come un’opportunità. Ad esempio portandolo a vedere un museo di storia naturale se sta studiando i fossili, o uno di scienza. Mostriamogli il più possibile la versione in carne ed ossa di ciò che raccontano sussidiari e manuali. Trasmettiamo ai nostri figli l’entusiasmo verso il sapere e la conoscenza, la cultura, una ricchezza inestimabile che nessuno mai ci potrà togliere e che ci permette di diventare persone migliori.

  • #7 Lo studio inizia sui banchi di scuola

Per rendere più sereno il lavoro a casa, è fondamentale anche che il bambino abbia il giusto atteggiamento in classe. Suggeriamogli di prendere appunti, di evidenziare le parole chiave di ciò che legge. Aiutiamolo a trovare il modo di organizzare le sue note, anche in modo simpatico, ma sempre funzionale. Tornato a casa, chiediamogli cosa ha studiato, ma non come fosse un’interrogazione, bensì una conversazione “tra grandi”. Ripetere la lezione, o parte di essa, “a caldo”, lo aiuterà a memorizzare.

  • #8 Studiare non significa memorizzare

Un metodo di studio ripetitivo e mnemonico non farà che annoiare il bambino e spingerlo ad avere una cattiva disposizione verso la scuola. Invece è bene spingerlo a porsi domande e in generale a pensare in modo critico. Dobbiamo accertarci che stia veramente comprendendo ciò che sta imparando. Solo in questo modo potrà appassionarvisi.

  • #9 Studiare in compagnia

Un’altra idea per far sì che il momento dei compiti non diventi il peggiore della giornata è provare a vedere se c’è un compagno di classe con cui lo si possa condividere. Ovviamente a patto che la cosa sia produttiva. In questo modo, è possibile alternarsi con gli altri genitori, anche solo una volta alla settimana. Ma studiare insieme può essere proprio quello che ci vuole: i bambini possono darsi una mano a vicenda sulle materie su cui sono più forti. L’importante è controllare che il tempo dei compiti non si trasformi in tempo di gioco… perlomeno finché non hanno finito ;-)

  • #10 Non permettiamo che il bambino sia preoccupato per la scuola

Non è facile, ma bisogna affrontare le situazioni critiche con calma. L’obbiettivo è invogliarlo a studiare, il pericolo è renderlo ansioso, quasi impaurito dalla scuola o peggio ossessionato dal successo. Bisogna studiare per la conoscenza, non per i voti.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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