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A Bologna 23 bambini no vax esclusi da materne e nidi comunali

di Monica De Chirico - 12.10.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
L'ammnistrazione comunale di Bologna, dopo aver tentato di tutto, ha comunicato l'esclusione di 23 bambini no vax da nidi e scuola d'infanzia comunali

A Bologna sono stati esclusi da nidi e materne 23 bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie. E' quanto è stato deciso dal comune prima dell'avvio del nuovo anno scolastico. In questo modo potrà entrare chi era in lista di attesa in una delle strutture che accoglieva i bambini che non sono stati vaccinati.

Come leggiamo sul Corriere di Bologna, il Comune ha avvisato le famiglie prima della decadenza definitiva. Tuttavia se l'anno scorso i bambini frequentavano nonostante non fossero in regola, quest'anno non si sono presentati proprio.

Vista la difficoltà della ripresa scolastica con una pandemia ancora in corso, l'amministrazione comunale non ha concessso
altro tempo. Hanno il diritto di frequentare nidi e materne comunali solo i bambini in regola con le vaccinazioni obbligatorie
o che dimostrano di aver intrapreso un percorso serio per farlo.

Come sottolinea l'assessora alla Scuola Susanna Zaccaria il numero delle esclusioni è contenuto, visto che su circa 9.000 bamibni  iscritti ai servizi comunali sono solo 23 in totale quelli che hanno perso il loro posto.

Bisogna sottolineare che l'amministrazione ha più volte invitato le famiglie a mettersi in regole, e dato l'opportunità di
prendere diversi appuntamenti all'Ausl. Ma quest'anno,  ancora più degli anni passati, non è possibile permettersi di mettere a rischio la salute di bambini, insegnanti e tutto il personale scolastico.

A Rimini rinunciano in 30 alla scuola

Sempre in Emilia Romagna ci sono città, come Rimini in cui alcune famiglie hanno deciso di non mandare i propri figli
a scuola e hanno scelto per loro un percorso di studi a casa. Alcuni lo fanno per necessità, come i bambini affetti da
malattie e forme gravi di immunodepressione, altri per scelta, come i no vax. Si tratta, come dichiara l'assessore alla scuola
del Comune di Rimini, Mattia Morolli, di poco più dello 0,12% delle famiglie.

L'Homeschooling è una forma di istruzione parentale o famigliare impartita a casa dai genitori o con il supporto di un tutor.
Si tratta di un diritto garantito dallo Stato. Basta inviare una comunicazione scritta alla direzione didattica di competenza ogni anno per l'anno successivo segnalando i nomi dei bambini che non si presenteranno a scuola. Il genitore deve allegare inoltre l'autocertificazione attestante le capacità tecniche e le possibilità economiche della famiglia.

Lo Stato, tuttavia, può fare dei controlli in caso di dubbi sull'assolvimento dell'obbligo scolastico, o se la famiglia sfugge a qualsiasi
contatto.

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