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Bocciatura: la difficile decisione di un insegnante

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Come spiegare una bocciatura a uno studente e alla sua famiglia? La pedagogista ci parla di questo argomento delicato con l'aiuto di una Professoressa di Liceo Classico

Bocciatura

Si sono conclusi da poco gli esami di terza media e presto finiranno anche quelli di maturità. Se da un lato ci sono gli studenti che con profitto hanno portato a termine l’intero anno scolastico dall’ altro ci sono alunni che hanno zoppicato e tra uno scarso rendimento o le troppe assenze sono costretti a ripetere l’anno. In poche parole: bocciati!

Dare una spiegazione a questa scelta didattica da un punto di vista pedagogico e da insegnante non è così semplice. In questi giorni mi sono imbattuta spesso su argomentazioni riguardanti proprio la bocciatura in vari gruppi social. Colleghi che esasperati dal comportamento e dal rendimento di un alunno hanno ritenuto opportuno fargli ripetere l’anno ricevendo complimenti e acclamazioni (esagerate) da altri docenti. Insegnanti, invece, che andando oltre l’apparenza dura, quasi da strafottente, del ragazzo hanno provato a capire e giustificare quel determinato atteggiamento.

I bambini non sono un voto in pagella

E i genitori? Per un genitore vedere l’insuccesso del proprio figlio o della propria figlia non è mai una bella notizia. Ci sono mille aspettative su questi ragazzi i quali non sempre riescono a realizzare. Sicuramente, e i fatti di cronaca lo riportano come quotidianità, i genitori non accettano di buon grado un simile verdetto. In ballo c’è la reputazione della famiglia, il confronto con i figli dei parenti e degli amici, quasi viene vissuta con un senso di vergogna.

Alcuni sono già preparati perché durante l’anno vengono avvertiti dai docenti che il figlio potrebbe ripetere l’anno, ma mentre c’è chi corre ai ripari facendo affidamento ad un insegnante privato sperando nel miracolo della promozione qualcun altro storce il naso e fa spallucce non rendendosi conto della gravità della situazione.

Ci sono poi genitori che davanti all’ atto compiuto vanno su tutte le furie e oltre a minacciare, insultare e aggredire il corpo docente decide di fare ricorso o comunque prendere provvedimenti. Insomma, le tipologie dei genitori sono veramente tante. Sicuramente, però, a risentirne di più sono ovviamente i diretti interessati: i ragazzi.

Il merito e l’impegno oltre alla buona condotta vanno per forza presi in considerazione e premiati. Alla base di uno studente ci dev’essere la consapevolezza di quanto importante sia in quel percorso di studi il suo posto nel mondo. Il ruolo di studente caratterizzato dall’ impegno è fondamentale per divenire un uomo e una donna validi per la società. Non tutti però la pensano allo stesso modo o vivono il periodo scolastico con questa convinzione.

Prima di stabilire l’esito, gli insegnanti sono tenuti a riunirsi e valutare ogni aspetto del ragazzo, non è la decisione di un docente, ma la condivisione di più persone che porta alla scelta finale durante gli scrutini. In tutto ciò viene ovviamente coinvolto anche il dirigente il quale è messo al corrente della situazione.

I criteri che stabiliscono una bocciatura sono diversi

Il voto in condotta, l’elevato numero di assenze e il rendimento sono i principali. Proviamo ad analizzarli insieme.

  • La scuola, si sa, è un’istituzione e come tale merita rispetto pari ai docenti che sono pubblici ufficiali, pertanto all’ interno dell’istituto è richiesto un certo comportamento. Ad incidere sullo scarso atteggiamento da prepotenti e maleducati ci sono spesso ragazzi e ragazze con situazioni familiari difficili alla cui base manca proprio quell’educazione richiesta e quel rispetto per l’altro che in famiglia non è presente.
  • Altro criterio che viene preso in considerazione per stabilire se un alunno debba essere bocciato oppure no è un numero considerevole di assenze. Che sia per seri motivi o per la voglia di sentirsi “grandi” e in diritto di marinare la scuola le assenze incidono molto.
  • Un metodo di studio sbagliato o una scelta di studi non adeguate alle proprie capacità caratterizzano un rendimento non soddisfacente. Se ci aggiungiamo poi la scarsa volontà e pigrizia nello studio è facile arrivare alla bocciatura.

Intervista a una docente di Scienze

Riporto un’intervista che ho condotto con la Professoressa Patrizia Bizzarri, docente di Scienze del Liceo Classico di Todi (Pg) per capire meglio il valore della bocciatura.

  • Professoressa ha diversi anni di insegnamento alle spalle. C'é più attenzione a giudicare un ragazzo oggigiorno?

Sicuramente tanti anni di esperienza affinano la sensibilità e nonostante la differenza di età si riesce a percepire il disagio anche nascosto degli alunni. Forse quando si è molto giovani si è più rigorosi e meno attenti all'attività.

  • La bocciatura per un docente non è sicuramente una scelta semplice. Rappresenta per alcuni una giusta punizione e per altri una seconda possibilità. Ci può dare il suo parere al riguardo?

La bocciatura per un docente non è una scelta semplice e rappresenta sicuramente una seconda possibilità, però è sempre situazione di difficoltà, perché i ragazzi spesso non capiscono che a tale decisione ci si arriva per permettere loro di rivedere il loro percorso scolastico affrontato con metodo sbagliato oppure una scelta di indirizzo non in linea con le proprie propensioni.

  • Fatti di cronaca riportano, purtroppo, suicidi di ragazzi dovuti proprio ad un esito scolastico negativo. Come potrebbe la scuola evitare simili tragedie?

Purtroppo circa venti anni fa è successo anche nella nostra scuola! Non era un mio alunno ed è stata una tragedia per tutti. Per i primi anni a seguire è stato molto difficile riuscire a prendere la decisione della non ammissione all'anno successivo. Da allora si fanno comunicazioni scritte durante l'anno scolastico quando ci sono alunni in difficoltà, il coordinatore della classe è in stretto rapporto con le famiglie che contatta telefonicamente quando si nota un numero di assenze sospette e altre comunicazioni. Si cerca di avere un buon rapporto con gli allievi per capirne le problematicità...a volte ci si riesce...ma quando si hanno classi di 30 o 32 allievi ...tutto ciò diventa difficile se non impossibile!

Da quanto si evince leggendo l’intervista della Professoressa Bizzarri è sicuramente un compito delicato quello di decidere, in un certo senso, la vita scolastica di un ragazzo. Quando impareremo come adulti e in primis come genitori, specialisti, docenti che un alunno non è soltanto un voto, un giudizio o essere la nostra proiezione di successo.

Quando impareremo che dietro un paio di occhiali o di pantaloni strappati c’ è una Persona che va capita ed aiutata in un momento della sua vita importante e delicato sono sicura che ci sarà una sincera collaborazione tra la scuola e la famiglia perché morire per una bocciatura non si può…proprio non si può! 

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