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Arriva il DVD di Chuggington: diventare grandi in allegria

di Emanuela Cerri - 28.09.2011 Scrivici

Nella serie animata Chuggington, i tre trenini affrontano con il sorriso le prove per diventare “locomotive professioniste”. E noi come possiamo aiutare i nostri bambini ad affrontare la scuola con serenità?

Sono disponibili i DVD Chuggington – Sui binari di Chuggington e Chuggington – Una Stazione a lavoro!, tratti dagli episodi della serie animata TV in onda su DisneyJunior. I vostri bambini conosceranno sicuramente Bruno, Koko e Wilson, i tre trenini protagonisti che studiano a Chuggington per diventare delle “locomotive professioniste”.

In ogni nuovo episodio, devono affrontare una nuova sfida per imparare e diventare grandi: l’amicizia ed il sorriso si rivelano sempre fondamentali per crescere!
Anche per i nostri bambini è importante avere un rapporto positivo con la scuola; ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Patrizia Mattioli, psicoterapeuta che si occupa delle problematiche all’interno del rapporto genitori-figli e fondatrice dell’Associazione Comunicascuola.

sui-binari-di-chuggington In Chuggington, i tre trenini protagonisti vanno a scuola per diventare locomotive professioniste e affrontano con il sorriso i compiti da superare. Nella realtà, però, il primo giorno di scuola può incutere un po’ di timore nei più piccoli: quali consigli puoi dare alle mamme per aiutare i loro figli ad andare a scuola con il sorriso sulle labbra?

Il primo giorno di scuola è sicuramente un momento importante nella vita di un bambino e come tutti gli appuntamenti importanti stimola emozioni forti sia nel bambino che nei genitori.
Il bambino a volte è un po’ intimorito da quello che andrà a trovare, magari ha paura di non saper fare, di ricevere richieste che non è in grado di sostenere, nello stesso tempo però è eccitato, euforico, all’idea di accedere alla “scuola dei grandi”, soprattutto se ha un fratello maggiore che già la frequenta; aumenta l’autonomia, per esempio il bambino va in classe da solo, non è più accompagnato in classe, né ripreso, il genitore rimane fuori.

E’ importante che il genitore sia preparato a questo passaggio, che non abbia conti in sospeso con il proprio passato scolastico, che sia in grado di tranquillizzare e sostenere il bambino in un momento così delicato. Se ha un ricordo positivo del suo primo giorno di scuola, può raccontarlo al bambino e condividere con lui le emozioni di questo momento. Questo di solito favorisce l’allentamento delle tensioni emotive.

Come possiamo aiutare i nostri figli ad avvicinarsi alla scuola con l’interesse e la curiosità di imparare cose nuove, permettendogli di superare il timore e la pressione dei compiti?

Se lo studio e l’apprendimento sono obiettivi che il bambino non ha ancora costruito da dentro, cioè se non è lui a scegliere di imparare, l’impegno scolastico può risultare pesante, a volte succede quando il bambino viene messo di fronte a stimoli che non è in grado di elaborare o ad un impegno che non è in grado di sostenere, troppo o troppo avanti rispetto alle proprie capacità e si trova ad affrontare la frustrazione dell’insuccesso. E’ importante che il percorso scolastico proposto sia adeguato alla maturità raggiunta dal bambino.
Se il bambino si trova di fronte a stimoli adeguati, è istintivamente e naturalmente curioso

La scuola è un fondamentale elemento di socializzazione per i bambini e per i ragazzi: quali difficoltà possono sorgere quando i più piccoli si trovano a dover impostare un rapporto con un ambiente esterno, e come superarle?

Al giorno d’oggi i bambini arrivano a scuola che hanno già molte competenze sociali, la maggior parte di loro ha frequentato i tre anni di scuola materna, e molti di loro hanno frequentato l’asilo nido,

hanno già alle spalle dai 4 ai 6 anni di vita scolastica e sociale

. Sono perciò già abbastanza preparati ad affrontare nuovi rapporti e nuovi stimoli. Quando comunque ci sono difficoltà, queste riguardano in alcuni casi il rapporto con i coetanei, in altri il rapporto con gli insegnanti, in altri ancora il cambiamento di regole: alcuni bambini non hanno problemi ad entrare in relazione con nuovi insegnanti o nuovi compagni di classe, ma hanno difficoltà a rimanere seduti per più di pochi minuti. E’ necessario innanzitutto parlare con il bambino, ascoltare quello che ha da dire, cercare di capire il suo punto di vista; in secondo luogo

bisogna entrare in rapporto con gli insegnanti,

rendere la scuola un luogo familiare in continuità con la famiglia. In ultima analisi è fondamentale anche una

certa tolleranza nei confronti dei bambini che hanno bisogno di più tempo per ambientarsi e regolarsi.

Talvolta la scuola può riservare ai più piccoli qualche difficoltà o delusione: come aiutare i bambini a superare queste difficoltà, senza demoralizzarli ma cercando di farli sentire all’altezza?

Difficoltà e delusioni fanno parte di un normale percorso evolutivo. Quello che gli adulti possono fare è proprio aiutare il bambino ad elaborare queste difficoltà o delusioni in termini costruttivi, come ostacoli che si possono superare.

Altra cosa è come dicevo, se il bambino viene sottoposto a richieste che non è in grado di sostenere. In questo caso è utile riformulare le richieste o aiutare il bambino a recuperare e raggiungere gli standard richiesti.

Quanto è utile insegnare ai bambini l’importanza della socializzazione e del lavoro di squadra, evitando che diventino troppo competitivi o sviluppino complessi d’inferiorità?

All’interno del percorso scolastico è indubbiamente importante incoraggiare lo spirito di squadra, questo favorisce il lavoro del gruppo e la crescita degli individui all’interno del gruppo-classe, come anche la capacità di riportare poi le competenze acquisite all’interno di futuri gruppi di lavoro. Il tutto ha quindi una rilevanza sociale. Sul piano individuale riconosciamo che ci sono specifiche tendenze personali: in un gruppo si trova sempre chi tende alla competitività, chi vuole guidare il gruppo, chi prova sentimenti di inferiorità. Non sono caratteristiche di per sé negative, vanno intese come peculiarità individuali che favoriscono e arricchiscono la versatilità del gruppo. Una sana competitività stimola a migliorarsi per esempio, l’importante è che non siano tendenze fini a se stesse ma vengano utilizzate in maniera costruttiva per arricchire il gruppo

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