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Menù di conversazione per famiglie ansiose: l’ansia e il mutismo selettivo

di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitor - 13.07.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il mutismo selettivo è un disturbo per via del quale il bambino ha difficoltà a parlare in situazioni sociali. Cause e rimedi

L’ansia e il mutismo selettivo

Si sente parlare spesso di mutismo selettivo come di una patologia o un disagio che riguarda i bambini, ma è bene fare chiarezza per meglio comprendere in cosa consista.

Il mutismo selettivo è un disturbo per via del quale il bambino ha difficoltà a parlare in situazioni sociali in cui sarebbe richiesto l'uso del linguaggio verbale. È degno di nota un aspetto peculiare di tale problematica: generalmente, infatti, la restrizione verbale si presenta a scuola, ma non a casa.

Quando si presenta?

Tale disagio insorge tipicamente verso i 6-8 anni, età compatibile con l'ingresso alla scuola primaria, ma talvolta è possibile notare dei segnali già nel periodo prescolare. Può capitare, tuttavia, che in questo tempo i segnali non siano ancora colti da genitori e insegnanti e che siano invece intesi come un'estrema timidezza. Eppure è proprio questo vissuto, inevitabilmente notato dall'interlocutore, ad accentuare nel bambino il proprio senso di disagio.

Inizialmente il mutismo veniva considerato come un rifiuto volontario di parlare, ma oggi viene inteso come una vera incapacità, poiché il bambino non è consapevole del sintomo che lo porta alla restrizione verbale. Le cause non sono ancora ben chiare, ma ciò che è rilevante sottolineare è l'interazione tra fattori di rischio biologici e ambientali che, del resto, fanno da costante ad ogni disturbo.

Origine del mutismo selettivo

L'origine del mutismo selettivo è ansiosa, difatti rappresenta una sottocategoria del disturbo d'ansia o della fobia sociale e presenta una sintomatologia, in cui prevale l'inibizione verbale, affine a quella di queste difficoltà. L'ansia comporta uno stato di allarme e attenzione e, nel caso specifico, il bambino risponde all'allerta provocata da situazioni a lui non familiari con ritiro ed evitamento, come strategie per far fronte al disagio. Sovente si genera così la reazione di "freezing" (che significa "congelamento"), ovvero un blocco che riguarda tutte le funzioni comunicative e relazionali.

In altre parole, con frequenza il disagio profondo che vive un soggetto con mutismo selettivo è relativo alla difficoltà ad affrontare situazione nuove. Può essere tipico di questa condizione che il bambino pensi: "Se parlo, mi vergognerò e mi sentirò in ansia". Il ritiro verbale non deve quindi essere inteso come un comportamento oppositivo o manipolatorio, ma come una strategia di difesa di fronte all'incapacità di affrontare le richieste provenienti dall'ambiente. Davanti al pericolo percepito, la reazione è spesso il ritiro! Non a caso, a livello fisico, la testa e le spalle del bambino sono leggermente incurvate in avanti, le braccia irrigidite lungo il corpo, lo sguardo è evasivo e il volto è inespressivo. Non solo il corpo esprime il disturbo, ma anche la svalutazione di sé, il senso di inadeguatezza e la paura del giudizio altrui caratterizzano il profondo disagio, anche se magari sono segnali meno evidenti.

Soprattutto in infanzia, è bene poi sottolineare che nessun disturbo implica una relazione di causa-effetto, poiché il rischio altrimenti è quello di far ricadere le colpe su mamma e papà. Certo, da una parte, è possibile comunque che un bambino con mutismo selettivo abbia alle spalle una famiglia ansiosa, isolata sul piano sociale e magari con una diagnosi pregressa di mutismo. Questi elementi potrebbero promuovere una paura verso la realtà sociale, quindi una difficoltà nei processi di individuazione che permettono al piccolo di trovare la propria identità tramite la separazione e l'esplorazione. Dall'altra parte, però, non è un colpevole che si deve cercare, bensì un sostegno per far sì che bambino e famiglia, entrambi coinvolti rispetto a questa difficoltà, la superino insieme.

Come aiutare un bambino con mutismo selettivo

Un modo per aiutarli c'è! Oltre alla possibilità di rivolgersi a un professionista, qualora il disagio sia invalidante, è importante che i soggetti con mutismo selettivo possano diventare consapevoli, magari sfruttando anche burattini o spezzoni di cartoni animati, di come funzioni la propria ansia sociale e di cosa implichi la sua attivazione. Solo dopo essersi accertati che il bambino si sia rappresentato il problema è possibile allora introdurre dei cambiamenti, che devono comunque avvenire in modo graduale.

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