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Ansia da separazione: quando a soffrirne sono i genitori

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A volte i genitori soffrono nel lasciare i propri figli a scuola o all'asilo. Come gestire l'ansia da separazione nei genitori

Ansia da separazione nei genitori

L’ansia da separazione è un disagio piuttosto frequente nei bambini, soprattutto quando vivono momenti particolarmente importanti della loro vita, come il primo giorno di scuola o di asilo. E per aiutarli nella fase del distacco tutti gli esperti e gli insegnanti ripetono all’unanimità che è importante che la mamma si mostri serena, fiduciosa e tranquilla. Perché ogni sentimento ambiguo verrà percepito dal bambino e contribuirà ad aumentare la sua ansia. Eppure in certi casi i genitori possono vivere una situazione di grande sofferenza al pensiero di separarsi dal bambino.

Quando può accadere?

Un eccesso di iperprotettività può portare i genitori, soprattutto la mamma, a non riuscire a delegare a nessuno compiti semplici (dal cambio del pannolino alla pappa) e questo attaccamento può durare fino a quando verrà il momento di lasciare il bambino all’asilo. In tal caso separarsi, fidarsi delle persone che prenderanno in cura il piccolo, delegare può diventare davvero difficile.

Ma l’eccessiva sofferenza nel lasciare i figli a scuola può anche essere la spia di un disagio personale, di un’insoddisfazione di fondo. Se per tre anni ci si è dedicate esclusivamente alla cura del bambino, il timore del vuoto, dell’assenza, della mancanza di un ruolo può ripercuotersi sul benessere di mamma e figlio.

Perché è importante il distacco

La fase del distacco è importante per entrambi. Il bambino ha bisogno sì delle cure dei genitori, ma anche di iniziare a diventare più indipendente e autonomo e a socializzare con gli altri bambini; la mamma deve ritrovare spazi propri e lavorare sulla consapevolezza che il bambino non va protetto da tutto e tutti.

I bambini si fanno male, cadono, litigano, piangono, si sbucciano le ginocchia e solo in questo modo imparano, crescono, si affrancano dai genitori e cominciano a sviluppare una propria personalità.

I genitori hanno il compito di aiutare i bambini ad affrontare le loro paure e le loro ansie, ma per farlo devono innanzitutto affrontare la loro stessa paura di lasciar andare il bambino.

Come affrontare il primo giorno di scuola

Consigli pratici per genitori ansiosi

Che sia per il distacco per l'inizio della scuola o perché i bambini partono per un campo scuola o una breve vacanza ecco qualche suggerimento per gestire al meglio i momenti in cui i bambini sono lontani senza farsi sopraffare dallo stress e dall'ansia.

  • Resta occupata: è il modo migliore per sopravvivere all'ansia di separazione. Pianifica in anticipo le attività in modo da essere occupata nei momenti in cui il bambino non c'è. Ricorda quanto è importante riempire le tue giornate.
  • Goditi il ​​tempo: pensa alle cose che vuoi fare ma non riesci a fare a causa delle tue responsabilità genitoriali. Ora è la tua occasione! Considera questo tempo libero un'opportunità d'oro.
  • Non far mai sentire il tuo bambino in colpa: se tuo figlio è partito con gioia, magari per un summer camp o una breve vacanza con un amichetto, non farlo sentire in colpa per la scelta. Fai del tuo meglio per essere entusiasta e ottimista.

Come gestire l'ansia da separazione a scuola

Ricorda che quando tuo figlio viene lasciato a scuola o con la baby sitter imparerà presto che possono gestire la separazione, che è una fase momentanea e che presto il genitore tornerà. E così si sentirà meno spaventato, preoccupato ed ansioso. Ma perché ciò accada e perché si rafforzi la sicurezza nel tuo bambino devi essere tu per prima a mantenere ottimismo e trasmettere serenità, così tuo figlio percepirà le tue stesse emozioni e saprà che tu ti fidi di ciò che stai facendo.

Spesso ci si rende conto che l'ansia da separazione del genitore ha anche fare con un qualche trauma dell'età infantile: magari riemerge il ricordo di un evento spiacevole legato alla paura dell'abbandono o all'inizio della scuola. Sarebbe importante fare una riflessione su questo e provare ad interrogarsi andando indietro nella memoria per capire cosa possa essere accaduto. In questi casi il genitore finisce con l'identificarsi con il proprio bambino temendo che anche lui possa vivere situazioni spiacevoli. Il risultato è che il bambino avverte queste paure e queste anse e le fa proprie.

Non c'è motivo di pensare che i nostri figli debbano ripetere le nostre esperienze nel mondo ed è, invece, importante ricordare a se stessi che sono individui unici separati. Non solo: diamo una chance in più ai nostri figli e consideriamo il fatto che anche di fronte a qualche turbamento o difficoltà sapranno reagire molto meglio e con più forza di quanto abbiamo fatto noi nella nostra infanzia.

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