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Perché e quando si somministra vitamina K ai neonati

di Elena Berti - 22.03.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Vitamina K per i neonati: perché e quando viene somministrata, a cosa serve, cosa succede se non si dà e perché ne sono carenti.

Vitamina K per i neonati, quando e perché viene data

I neonati si nutrono, durante la gestazione, dei nutrienti che passano attraverso la placenta, e quindi di quello che, in poche parole, mangia la mamma. Quando nascono, però, possono avere delle carenze, in particolare di alcune vitamine fondamentali per la salute. Tra queste la vitamina K per i neonati è una delle principali, che previene eventuali emorragie. 

In questo articolo

Che cos’è la vitamina K per i neonati

La vitamina K è essenziale per la coagulazione del sangue, ma solo una bassissima quantità passa attraverso la placenta da mamma a feto durante la gravidanza. Negli adulti è sintetizzata attraverso l'intestino, ma nei neonati, soprattutto nei primi giorni, è praticamente assente. Una mancanza di vitamina K può causare delle emorragie, nei primi giorni soprattutto alla pelle e nell'intestino, ma in seguito anche nel cranio, provocando quindi un'emorragia cerebrale

Quando va somministrata vitamina K ai neonati

Per scongiurare il rischio di emorragia nei neonati, è prevista ormai da molti anni una profilassi che prevede l'iniezione di vitamina K già alla nascita. Da qualche tempo, poi, la Società Italiana di Neonatologia consiglia la somministrazione di vitamina K per almeno i primi tre mesi di vita del bambino, un po' come succede già per la vitamina D

L'iniezione viene quindi fatta subito dopo la nascita, mentre in alcuni casi può essere prevista addirittura prima del parto, per esempio in bambini che nascono da madri in cura con alcuni farmaci che compromettono il normale svolgimento della vitamina K, come per esempio certe medicine per le convulsioni o anti-coagulanti. 

Cosa succede se un neonato è carente di vitamina K

La maggior parte delle emorragie da carenza di vitamina K si manifesta nella prima settimana e in un numero molto limitato di bambini (al di sotto del 2 per cento), e coinvolge solitamente il cordone ombelicale, l'intestino o punti di rilievo. Si tratta di emorragie lievi che non hanno, per lo più, alcuna conseguenza. 

Le forme che si presentano invece tra la seconda settimana di vita e i tre mesi sono in genere collegate a malattie del bambino (spesso non ancora diagnosticate) che a loro volta causano un ridotto assorbimento intestinale della vitamina K, ma si manifestano anche nei bambini allattati esclusivamente al seno. Per quanto l'incidenza resti bassa, si tratta comunque di una forma grave di emorragia, mortale nel 20% dei casi, perché si tratta soprattutto di emorragie cerebrali. 

Dare o non dare la vitamina K ai neonati?

Alcuni studi hanno dimostrato che l'iniezione di vitamina K alla nascita può davvero fare la differenza, soprattutto per tutti quei bambini che, oltre alla normale carenza dovuta alla non produzione intestinale e al mancato passaggio della vitamina dalla placenta, hanno motivi di salute che potrebbero limitarne l'assorbimento. Nel dettaglio, ecco le raccomandazione della Società Italiana di Neonatologia: 

Facendo seguito alla recente nota AIFA del 26 giugno 2014 e alle pubblicazioni scientifiche sulla somministrazione di Vitamina K per la profilassi della malattia emorragica del neonato da deficit di Vitamina K, i Direttivi dei Gruppi di studio di Farmacoterapia Neonatale ed Ematologia Neonatale della SIN, congiuntamente, confermano e rinnovano la validità delle raccomandazioni SIN, già emanate nel 2004 che prevedono la somministrazione di Vitamina K: 0,5 mg im alla nascita seguiti da 50 mcg/die os dal 15° giorno alla 14a settimana oppure 2 mg os alla nascita seguiti da 50 mcg/die dal 7° giorno alla 14a settimana di vita.

In sostanza, i medici italiani consigliano la somministrazione intramuscolare alla nascita di una dose da 0.5mg, seguita da 50mcg al giorno dal quindicesimo giorno fino alla quattordicesima settimana

La vitamina K è un nutriente che non viene passato dalla placenta al neonato e che non è presente nel suo intestino nei primi giorni di vita. Per questo è importante somministrarla tramite iniezione alla nascita, e poi proseguire per via orale per circa tre mesi, soprattutto se si allatta esclusivamente al seno.

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