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Intervista a Roberto Burioni sul tema dei vaccini

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Abbiamo intervistato il Dott. Roberto Burioni e abbiamo parlato di vaccini, del suo impegno social e del suo ultimo libro "Balle Mortali" edito da Rizzoli

Vaccini Intervista a Roberto Burioni 

Raggiungo telefonicamente il professor Roberto Burioni a inizio dicembre. Si trova in auto ma precisa subito: "Stia pure tranquillo, non sto guidando io e abbiamo tutto il tempo per farci una chiacchierata”. Rompiamo il ghiaccio parlando di calcio: romanista io, laziale lui. Parliamo dei derby passati e di quelli futuri. Parleremo naturalmente anche di vaccini, del suo impegno social e del suo ultimo libro edito da Rizzoli. 

La prima domanda però parte dallo spunto più inatteso. Da Quelli che il calcio…

Professore, lo sa che non riesco a togliermi dalla testa la versione rivisitata di Tutti i miei sbagli di Luca & Paolo e Boosta a Quelli che il calcio e in cui viene citato anche lei? La canticchio da domenica scorsa. Non è male direi… [https://twitter.com/quelliche_rai2/status/1069246057773756416]

Niente male davvero, mi ha fatto molto ridere. Sono un fan della trasmissione e trovo che i conduttori sia Luca e Paolo sia Mia siano bravissimi. Mi hanno invitato diverse volte… per via della mia fede biancoazzurra, ma per impegni di lavoro non sono mai riuscito ad andare. Essere citato nella canzone mi ha lusingato e divertito.

Ho iniziato con questa domanda perché mi è venuta in mente un’analogia con Destra-sinistra di Gaber. Si potrebbe riproporre in salsa Vax-No Vax? Magari le sto dando un’idea per la hit del 2019…

Guardi, il testo di Gaber è bello ma tratta di opinioni. C’è chi è di destra e chi di sinistra ed entrambi hanno due visioni – diverse ma legittime - del mondo. Non ne esiste una che la scienza ha dimostrato essere più giusta dell’altra. Nel caso dei vaccini invece abbiamo dei fatti. Dire che sono pericolosi è come dire che la terra è piatta. Non si tratta di opinioni, ma di scemenze. Avere un simile atteggiamento diventa rischioso se c’è di mezzo la nostra salute. Le conseguenze possono essere gravissime e comprendono anche la morte. Distinguiamo quindi le cose di cui si può discutere. Esatto.

Io e lei tifiamo due squadre diverse. Se parliamo del derby possiamo discutere per ore dell’arbitro o di chi ha giocato meglio. Però poi il derby purtroppo lo ha vinto la Roma 3-1. E né io, né lei discutiamo del risultato.

Decalogo antibufala Vaccini

Nel suo ultimo libro – Balle mortali - esamina da vicino una serie al tempo stesso tragica e grottesca di pericolose bufale in ambito medico. Il messaggio che dovrebbe arrivare a tutti dopo la lettura è: con la salute non si scherza, facciamoci curare dai professionisti. È questo il senso?

Sì il senso è che le bugie nel campo della medicina sono pericolose e insidiose. Pericolose perché credere a una balla quando si tratta di salute può significare anche morire. E sono insidiose perché quando si è malati si è vulnerabili. Gli uomini credono a ciò che desiderano… e un malato desidera guarire con certezza e senza sofferenza. Se qualche ciarlatano racconta una bugia, il malato può essere portato a crederci. Per questo serve da parte di medici e degli organi di informazione un impegno per far sì che le bugie non prevalgano e che tutti possano trovare anche sul web un’informazione corretta e adeguata. Proprio recentemente ho aperto un sito internet sperando di poter dare un contributo in questo senso. (Si tratta di medicalfacts.it un sito di divulgazione scientifica contro le bufale nella medicina ndr).

Perché secondo lei c’è questo spostamento dell’asticella verso il basso e si smette di seguire la ragione?

Vede, è facile spaventare e illudere la gente. Il malato come le dicevo vuole sentirsi dire che guarirà… ma purtroppo non è sempre così. Al tempo stesso se pensiamo ai vaccini è facile spaventare i genitori prospettando conseguenze catastrofiche che invece non ci sono. Chi racconta le bugie ha un vantaggio: può dire tutto perché una bugia si può confezionare nella maniera più opportuna, mentre la verità deve essere raccontata per quello che è. Non sempre è piacevole e non sempre è quella che vogliamo sentire.

Cosa fare allora?

Non dobbiamo farci scoraggiare, perché la verità ha una sua forza e soprattutto è a lei che dobbiamo affidarci quando parliamo di salute. Poi dobbiamo stare su internet e dire la nostra, contrastando i ciarlatani. Altrimenti il web diventa un territorio esclusivo di questi personaggi.

Ogni tanto penso a lei che si sveglia la mattina e trova le notifiche su Twitter. Sembra un po’ la storia del leone e della gazzella. Ogni mattina un Burioni si sveglia a sa che dovrà affrontare hater e complottisti… diciamo che non vorrei avere il suo account Twitter.

(Ride) Guardi neanche io, mi creda! Purtroppo avvengono tante cose brutte, anche minacce. Io faccio un altro lavoro e a questa attività dedico il mio tempo libero perché ritengo che sia mio dovere di medico, professore e cittadino fare la mia parte perché avvenga una corretta informazione.

Lei dice spesso che la scienza non è democratica…

In realtà è la cosa più democratica del mondo. Se ci pensiamo la conoscenza non ammette scorciatoie. Le cose o si studiano o non si sanno. Non è che chi è ricco può imparare – ad esempio - il tedesco senza studiare, soltanto grazie alla sua posizione sociale. Però al tempo stesso dobbiamo essere consapevoli che 2+2 fa quattro e che una palla di ferro nell’acqua va a fondo. La scienza ci dà delle risposte che sono quanto di più oggettivo possa esistere. Chi nega la scienza allora dovrebbe essere coerente e farlo anche sulla poltrona del dentista rifiutando l’anestesia.

Ultimamente tra i genitori è esplosa la moda dei gruppi WhatsApp che rendono perennemente costanti i momenti di confronto e portano a sapere un po’ tutto di tutti. Come ci si dovrebbe comportare - ad esempio - davanti a un genitore che dice di non vaccinare il proprio figlio?

Allora devo dire che dei gruppi WhatsApp si occupa mia moglie dato che io sono assorbito da Facebook e Twitter. Però se mi accadesse una cosa del genere farei semplicemente presente al genitore in questione che con quel gesto sconsiderato mette a rischio la salute di suo figlio e quella degli altri bambini. Sarebbe un po’ come farlo viaggiare in auto senza cinture di sicurezza. Lo farei ragionare sperando di riuscirci… perché non sempre ci si riesce.

Ecco, mi piacerebbe lasciare i vostri lettori con questa riflessione. Io mi ritengo un padre apprensivo, ma ho vaccinato mia figlia in tutta tranquillità e non ho avuto la minima paura. Non la priverei della protezione dei vaccini neanche per tutto l’oro del mondo.

Per informarsi e saperne di più:

 

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