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Infezione da streptococco nei bambini: cause, sintomi e cura

di Viola Stellati - 07.11.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Un forte mal di gola non è sempre sinonimo di streptococco nei bambini: come si riconosce questa infezione, quali sono le cause, i sintomi e la cura

Streptococco nei bambini

Fino ad alcuni anni fa le infezioni da streptococco nei bambini sono state l'incubo di tanti genitori. Al giorno d'oggi, per nostra fortuna, la diffusione degli antibiotici ha permesso di tenere sotto controllo e curare le conseguenze causate da questo batterio. Ciononostante, le sue complicanze non vanno sottovalutate e per questo è necessario capire quando un'infezione è veramente generata dallo streptococco e come intervenire.

In questo articolo

Cos’è lo streptococco

A tutti i bambini, soprattutto quando frequentano asili e scuole, può capitare di avere un'infezione da streptococco, ossia un batterio che può appartenere a ceppi diversi e che è in grado di causare malattie come faringiti e tonsilliti, otiti, polmoniti, meningiti e infezioni generalizzate.

Esso si distingue per avere la forma di una sfera e per le sue numerose varianti: alcune innocue per l'essere umano, altre più virulente. Lo streptococco nei bambini è in grado di provocare frequentemente faringite e faringotonsillite. Più raramente, invece, può essere responsabile della scarlattina.

Streptococco nei bambini: quali sono i sintomi

Uno dei maggiori campanelli d'allarme è il mal di gola insieme ad altri segni tipici delle malattie virali, come il raffreddore, la congiuntivite, la raucedine o la diarrea.

Attenzione, però. Perché quando si soffre dei sintomi appena descritti non vuol dire che sia necessariamente in atto un'infezione da streptococco. Secondo diversi studi scientifici, infatti, solo in 3 bambini su 10 il mal di gola è causato dallo streptococco.

Per comprendere i veri e propri sintomi bisogna considerare diversi fattori. Per esempio, una faringotonsillite da streptococco si caratterizza soprattutto per la presenza di:

  • forte e improvviso mal di gola;
  • febbre superiore ai 38° C;
  • arrossamento della faringe e delle tonsille;
  • piccoli puntini rossi visibili sul palato molle;
  • placche sulle tonsille;
  • ingrossamento delle ghiandole del collo.

Tuttavia, quando appena detto non basta. Per questo motivo, se il bambino presenta placche alla gola non si deve mai iniziare a prendere l'antibiotico senza prima aver verificato l'eventuale infezione da streptococco con un tampone.

Il tampone per capire se si ha un’infezione da streptococco

Sfortunatamente non è possibile, nemmeno per il medico più esperto, comprendere con la sola vista la presenza di un'infezione da streptococco nei bambini.

Per avere una diagnosi certa è necessario sottoporsi a un tampone faringeo, un test rapido eseguibile in pochi minuti, che aiuta il pediatra a comprendere sia la presenza, ma anche la natura dell'infezione e la conseguente terapia. Un mossa necessaria e fondamentale poiché i sintomi possono essere simili a quelli provocati da altri virus o batteri.

Ad ogni modo, è bene sapere che il tampone per testare l'infezione da streptococco nei bambini non va fatto a chi è asintomatico. Secondo le stime, circa il 20% dei più piccoli è portatore asintomatico del batterio: potrebbero risultare positivi al test pur non avendo lo streptococco, e per questo non devono ricorrere agli antibiotici.

Curare lo streptococco nei bambini

Fermo restando che è compito del medico individuare l'effettività di un'infezione da streptococco e indicare la migliore terapia da seguire, ciò che c'è da sapere è che questa potrà certamente ridurre e attenuare il mal di gola, ma che allo stesso tempo ha lo scopo principale di prevenire complicanze come:

  • la malattia reumatica: caratterizzata da febbre, dolori e gonfiori articolari e che coinvolge spesso il cuore. Un'infezione che colpisce con maggiore frequenza i bambini fra i 5 e i 15 anni;
  • le PANDAS: che potrebbero portare alla comparsa di un disturbo ossessivo-compulsivo insieme a una possibile presenza di tic.

Le uniche faringotonsilliti che richiedono gli antibiotici sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A. In questi casi, viene spesso scelta l'amoxicillina da somministrare per bocca per 10 giorni e non prima di aver eseguito il tampone faringeo.

Perché non bisogna ricorrere facilmente agli antibiotici

Ricorrere facilmente agli antibiotici può provocare un antibiotico-resistenza, un fenomeno serio che porta i batteri ad "abituarsi"alle medicine e, di conseguenza, a non essere debellati facilmente. Per questo motivo, gli antibiotici vanno somministrati solo quando è veramente necessario.

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