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Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie nei bambini

di Viola Stellati - 30.04.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie è una rara condizione neuropsichiatrica che colpisce soprattutto i bambini: ecco di cosa si tratta

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La Sindrome di Alice

La Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, nota anche come Sindrome di Todd o Dismetropsia, è una condizione neuropsicologica che colpisce soprattutto i bambini, anche se non mancano casi sia negli adolescenti che negli adulti. Descritta per la prima volta da Caro Lippmann nel 1952, è così chiamata perché nei vecchi diari personali di Lewis Carroll, autore del romanzo famosissimo in tutto il mondo, egli descrisse le sue fortissime emicranie accompagnate da ricorrenti allucinazioni visive: si suppone, quindi, che queste esperienze patologiche lo abbiano influenzato nella stesura di questo bellissimo romanzo trasformato poi in un cartone di successo. Scopriamo insieme di cosa si tratta, cosa comporta e che fare.

Le cause della Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie purtroppo non sono ancora note. Tuttavia, molti pazienti l'hanno spesso associata ad emicrania, trauma cranico o encefalite virale causata dall'infezione da virus Epstein–Barr.

Per questo motivo, i ricercatori teorizzano che possa essere causata da quantità anormali di attività elettrica, con conseguente flusso sanguigno fuori dall'ordinario in quelle parti del cervello che elaborano la percezione visiva e la struttura.

Come riporta un articolo dell'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie, tale sindrome compare soprattutto nei bambini con età media di otto anni, che presentano un disturbo neurologico che si manifesta con una percezione distorta della grandezza di oggetti o delle varie parti del corpo.

Inoltre, chi è affetto dalla Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie riporta di avere difficoltà nel percepire gli oggetti, poiché appaiono più vicini o più distanti, e anche difficoltà nel riconoscere i volti.

Una manifestazione molto particolare è quella che accade nei bambini dai 2 ai 13 anni: i sintomi arrivano spontaneamente, quini senza una causa sottostante. A tal proposito Grant Liu, pediatra del Children's Hospital di Philadelphia, ha effettuato uno studio volto a indagare l'espressione dei sintomi della sindrome in 48 bambini con tale diagnosi: le illusioni più frequenti riguardavano il vedere gli oggetti più piccoli (micropsia) o più lontani (teliopsia).

A sorprendere è che il 52% dei bambini presi in esami non sono state individuate cause scatenanti e, che nella maggior parte dei bambini i sintomi sono regrediti spontaneamente e spartiti del tutto una volta diventati adolescenti.

Il rischi di chi soffre di questa sindrome

Al momento la Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie non è registrata nei manuali nosografici. In più, con la sua sintomatologia caratterizzata da allucinazioni e distorsioni della realtà, spesso viene erroneamente confusa con la psicosi.

Come è possibile intuire, questo scatena di forti dolori in chi ne soffre, tanto che per loro può diventare molto difficile chiedere aiuto o spiegare i proprio sintomi. Il motivo è molto semplice: hanno paura (anche se alle volte sono più i genitori ad averla) di subire un trattamento terapeutico non conforme alle proprie esigenze e di essere ritenuti dei pazzi.

Tale sindrome, infatti, ha un'origine di tipo neurologico ed il trattamento è quindi differente da quello si una psicosi. 

Come si cura

Attualmente, purtroppo, non esiste un trattamento specifico per la Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie. La linea seguita dai medici è la cura del fattore che l'ha scatenata. In molte circostanze, infatti, si ricorre a un trattamento integrato che prevede sia psicoterapia che una terapia a base di farmaci antiepilettici e anticonvulsivanti.

La buona notizia è che gli studi effettuati su questa sindrome nel corso degli anni  hanno avuto una grande utilità nella normalizzazione dei suoi sintomi, tanto che chi ne soffre sembrerebbe provare meno sentimenti di confusione, di vergogna e di paura.

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