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Le sfide mortali degli adolescenti: la trappola internet

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La psicologa ci parla di come il web, in alcuni casi, si trasformi in uno strumento di soggiogamento, tanto da sollecitare sfide mortali degli adolescenti su internet

Sfide mortali degli adolescenti su internet

Da diversi anni gli interessi giovanili e la psicologia degli adolescenti sono calibrati dalla tecnologia. Non ci si accorge completamente di quanto quest’ultima sia diventata indispensabile e di quanto condizioni la vita sociale divenendo così strumento di soggiogamento tanto da sollecitare sfide mortali e rappresentare una vera e propria trappola.

I social network costituiscono gli elementi pilotanti di una realtà virtuale che si costruisce nell’immaginario degli adolescenti. La loro partecipazione ad attività che coinvolgono i coetanei e sollecitano ad attivarsi in sfide mortali, in definitiva, costituiscono fattori imprescindibili dalla loro crescita. Il senso di onnipotenza che l’adolescente vive gli permette di considerare tutte le situazioni alla sua portata, anche quelle più pericolose non avendo piena consapevolezza del legame sussistente tra causa ed effetto. È una situazione ‘che sa gestire’ e questo gli basta.

Oltretutto trovarsi dinanzi ad una provocazione per un soggetto particolarmente predisposto e che ha necessità di mostrarsi, apparire o di vivere una forte emozione, la sollecitazione alla sfida funziona!

Adolescenti che uccidono i genitori

Perché internet attira tanto i ragazzi?

In una piattaforma virtuale è possibile nascondersi, celare le proprie difficoltà relazionali, fisiche o caratteriali – pensiamo agli attuali hikikomori, isolati dal mondo reale per rinchiudersi nel mondo della rete – si possono cioè assumere mille volti, si può essere chiunque: cambiare nome e sembianza, usare un linguaggio offensivo, trasgredire le regole…insomma uno, nessuno e centomila.

Gli adolescenti questo lo hanno capito e per questo abbandonano i canali maggiormente frequentati dagli adulti per ‘rinchiudersi’ in altri preferenziali (istagram, postgram, whatsapp) sui quali sono liberi di interagire, di giocare senza troppe remore. Ciò li porta sicuramente a conoscere o ‘agganciare’ situazioni pericolose come nel caso di blue whale, il flash indiano, blackout (coking game).

Il rischio del gioco online Blackout

Non definito espressamente un gioco, consiste nel provare a togliersi l’ossigeno fino allo sballo. Questo può avvenire da soli o tramite un’altra persona che aiuta a provarne l’effetto. La conseguenza è particolarmente grave dato che si può arrivare al reale soffocamento e quindi al suicidio. Lo stesso ricorda lo svenimento istantaneo utilizzato dai ragazzi per evitare la scuola e ricollegato alla famosa manovra di Spock, il vulcaniano di Star Trek, che attraverso una pressione su un punto preciso provocava la perdita di coscienza del nemico.

Il canale di comunicazione di questi giochi folli, meglio interpretabili come una vera e propria istigazione alla morte, è il deep web ossia il web nascosto (non indicizzato dai motori di ricerca) e frequentato essenzialmente da chi commette illeciti.*

Cosa fare?

Dinanzi a episodi drammatici come la morte di un ragazzo o un suicidio ci si interroga su quanto la società abbia deprivato i giovani della loro capacità di dare valore alla propria vita e alla crescita sana basata su principi di sano confronto, condivisione e appartenenza senza sentirsi inadeguati o con la necessità impellente di primeggiare’ e apparire diversamente da ciò che si è. Inoltre, nell’educazione, che deriva principalmente dalla famiglia, ma anche dalla scuola e da chi fa parte dell’ambiente degli adolescenti, si è creata una grossa falla cosicché anche dinanzi ad una crisi esistenziale non si dà il giusto peso e la giusta considerazione. Non si comunica più se non attraverso la rete. Ed allora cosa resta di reale, dov’è finita la relazione? L’ascolto è davvero importante e anche dinanzi alla chiusura, all’arroganza e alla reticenza del proprio figlio bisogna avere il coraggio di andare oltre mettendo in discussione se stesso come educatore e cercando un canale comunicativo adeguato che permetta di entrare senza timore nel mondo ‘blindato’ del giovane.

*Una nota: Il dark web (in italiano: web oscuro o rete oscura) è la terminologia che si usa per definire i contenuti del World Wide Web nelle darknet(reti oscure) che si raggiungono via Internet ma attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi. Il dark web è una piccola parte del deep web, la parte di web che non è indicizzata da motori di ricerca, sebbene talvolta il termine deep web venga usato erroneamente per riferirsi al solo dark web.. Le darknet che costituiscono il dark web includono piccole reti, friend to friend peer-to-peer, come reti grandi e famose come Tor, Freenet, e I2P, in cui operano organizzazioni pubbliche e singoli individui. Gli utenti del dark web fanno riferimento al web normale come web in chiaro in quanto non criptato. Alla darknet Tor si fa riferimento come onionland (terra della cipolla, in riferimento alla sua tecnica di anonimizzazione "onion routing" e al suo suffisso di dominio .onion). (fonte wikipedia)

Mantieni i tuoi pensieri positivi perché i tuoi pensieri diventano parole Mantieni le tue parole positive perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti Mantieni i tuoi comportamenti positivi perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini Mantieni le tue abitudini positive perché le tue abitudini diventano i tuoi valori Mantieni i tuoi valori positivi perché i tuoi valori diventano il tuo destino. M. Gandhi

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