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Se il bambino ha paura della natura

di Emanuela Cerri - 10.06.2009 Scrivici

Si chiama "Nature Deficit disorder" il nuovo disturbo che affligge alcuni bambini. Secondo il ricercatore americano Richard Louv la causa è il progressivo distacco dalla natura dei piccoli che vivono in città

Si chiama "Nature Deficit disorder" il nuovo disturbo che affligge alcuni bambini. Secondo il ricercatore americano Richard Louv la causa è il progressivo distacco dalla natura dei piccoli che vivono in città.

Letteralmente sindrome da deficit di natura: una vera e propria malattia che colpisce soprattutto i bambini e sarebbe da attribuire, appunto, alla

carenza di contatto con gli ambienti naturali quindi animali, piante, spazi all'aperto etc

. Secondo

Richard Louv

, un ricercatore americano che ha coniato il termine nel suo libro

"L'ultimo bambino nei boschi: salvare i nostri figli dal disturbo da carenza di Natura"

, sarebbe un disturbo endemico nelle società odierne.

Sensazione di sradicamento dal mondo, difficoltà di concentrazione e stress sono i sintomi più evidenti di questa patologia. Secondo Louv i ragazzi trascorrono

44 ore alla settimana davanti ai media elettronici e il loro raggio di allontanamento medio da casa è un nono di quello di 30 anni fa

. Non c'è da stupirsi, dunque, che le creature del mondo vegetale e animale siano per loro estranee, oppure viste e conosciute soltanto attraverso libro e televisione.

E' terribile ma i bambini preferiscono la tv ai parchi e ai giochi da fare all'aria aperta. Hanno addirittura paura di giocare all'aperto. E si ammalano di varie malattie, tra le quali

obesità

e disturbi comportamentali.

Louv non è certo il primo venuto in campo pedagogicom ha scritto sette libri su vita familiare ed ecologia sociale, è consigliere del National Scientific Council; fondatore del Children and Nature Network, editorialista del 'New York Times' e del 'Christian Science Monitor'. Ed è convinto che se un bambino passa il 90 per cento del suo tempo seduto, a scuola, davanti ai videogame, in macchina nel traffico, non si può parlare di un bambino con una vita sana.

Certo, intuitivamente

tutti i genitori sanno che la vita all'aria aperta fa bene

. Ma Louv arriva ad affermare che persino l'Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder,

la sindrome da deficit di attenzione e iperattività

o alcune manifestazioni

dell'autistismo

possano essere attribuiti al rapporto che i giovani hanno con la natura, o meglio al non rapporto.

A riprova delle sue affermazioni Louv afferma che ricerche dell'Università dell'Illinois dimostrano che anche la minima esposizione all'ambiente naturale riduce significativamente i sintomi dei bambini affetti da Adhd. E rilevano che

giocare in spazi verdi induce pace, capacità di autocontrollo e autodisciplina nei bambini che provengono da zone urbane svantaggiate

, un effetto particolarmente evidente nelle ragazze. Altri ricercatori, come Nancy Wells e Gary Evans, hanno invece confermato il fatto che

i panorami verdi e la presenza di boschi riducono lo stress nei bambin

i, e che più denso è il verde e migliori sono i risultati che si ottengono.

Nel libro lo studioso parla anche di una 'zoopolis' prossima ventura: una società nella quale la dicotomia tra elemento urbano e natura non esiste più.

Dove i bambini sono incoraggiati a diventare attori della conservazione degli ecosistemi

, a trarne vantaggio, a diventarne conoscitori. Una società così produrrebbe bambini più felici, più sani, più intelligenti, che giocano di nuovo sugli alberi, e migliorerebbe il tenore di vita degli adulti e la preservazione dell'ambiente

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