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Retinopatia colpisce il 100% dei prematuri gravi

di In collaborazione con Adnkronos Salute - 11.11.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I bimbi nati pretermine vanno quasi sempre incontro a retinopatia, causata da un'immaturità del sistema vascolare retinico. C'è una nuova speranza per loro: un'iniezione locale di un farmaco che bloccherebbe la malattia

Retinopatia colpisce il 100% dei prematuri gravi

Retinopatia nei prematuri, un'iniezione per fermarla. I bimbi nati pretermine vanno quasi sempre incontro a questo disturbo, causato da un'immaturità del sistema vascolare retinico, con un'incidenza tra i prematuri gravi (nati sotto le 28 settimane di gestazione e 750 grammi di peso) del 100%. Ma grazie a uno studio internazionale coordinato da medici della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e Università Cattolica, campus di Roma, c'è una nuova speranza: un'iniezione locale di un farmaco (ranibizumab) nel neonato blocca praticamente nella quasi totalità dei casi la malattia, evitando il distacco di retina.

Nello studio, pubblicato sulla rivista 'The Lancet', sono stati arruolati 225 neonati pretermine, suddivisi in tre gruppi di intervento che hanno ricevuto ranidizumab in due dosaggi diversi o la terapia laser, fino a ora considerata lo standard di cura. Il ranidizumab è un anticorpo specifico contro il fattore di crescita vascolare (Vegf), utilizzato dapprima come chemioterapico e poi nelle maculopatie. Ebbene, è emerso che una sola iniezione del farmaco (solo nel 30% dei casi servono due iniezioni) ferma la progressione della retinopatia, un problema molto diffuso tra i prematuri, che sono l'11% dei nati in Italia.

Il tasso di successo del laser è inferiore e si assesta sul 68% dei casi. Le implicazioni cliniche di questo studio sono importanti perché è la prima volta che si attesta l’efficacia del farmaco (già in uso da tempo sui nati pretermine) con un trial clinico:

Il farmaco - spiega Domenico Lepore, specialista dell’Unità operativa complessa di oculistica del Policlinico Gemelli e ricercatore di Oftalmologia all’Università Cattolica, coordinatore dello studio - evita la progressione verso il distacco di retina praticamente nel 100% dei casi. Tuttavia i piccoli pazienti devono essere sottoposti a controlli dopo l’iniezione. La terapia richiede comunque che i bambini siano seguiti da centri specializzati per alcuni anni (come in realtà dove essere fatto per tutti i pretermine gravi come sono questi bambini)

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