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Quanto dura il raffreddore nei bambini? Tutto quello che c’è da sapere

di Simona Bianchi - 06.12.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il raffreddore nei bambini è tipico, in particolare durante la stagione invernale. Come si cura, quali sono le cause e dopo quanti giorni si guarisce

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Il raffreddore nei bambini

Il raffreddore è un'infezione delle vie respiratorie che colpisce in particolare i bambini. In un anno i più piccoli possono contrarrela malattia mediamente dalle 6 alle 10 volte, contro le 2-4 volte degli adulti. È una malattia infettiva molto contagiosa, ma fortunatamente poco grave. I luoghi in cui si diffonde maggiormente sono quelli in cui si è a contatto con altri coetanei o persone adulte, come la scuola. L'infezione infatti si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni emesse con starnuti e colpi di tosse, o per contatto diretto di naso e occhi con le mani che hanno raccolto il virus.

Quanto dura il raffreddore nei bambini

In generale, il raffreddore nei bambini guarisce da solo nel giro di 5-7 giorni. La sua gravità dipende anche dalle difese immunitarie del piccolo. Secondo un approfondimento dei pediatri dell'Ospedale Bambin Gesù, ci sono ben 200 virus, i più comuni sono il Rhinovirus, il Virus dell'influenza, i Virus parainfluenzali e i Coronavirus. Il freddo non è la causa principale di diffusione della malattia, mentre bisogna fare più attenzione ai luoghi chiusi e affollati, nei quali il bambino può rimanere per più tempo a contatto con agenti patogeni.

Quali sono le cause e come si manifesta

L'alto numero di virus del raffreddore è uno dei motivi per cui è possibile ammalarsi più volte durante una stagione. Come già detto, il freddo è solo una causa indiretta di diffusione del raffreddore, perché blocca il principale meccanismo di difesa nei confronti del virus, cioè il movimento delle ciglia presenti sulle cellule della mucosa che normalmente provoca l'espulsione di qualunque materiale entrato all'interno del naso, virus compresi. I sintomi dell'infezione sono:

  • Naso chiuso
  • Secrezioni nasali chiare (sierose) o giallognole (mucose)
  • Tosse
  • Starnuti
  • Sensazione di stanchezza
  • Cefalea

La prima fase dell'infezione può presentarsi con problemi alle basse vie respiratorie.

La diffusione del virus alle mucose dei seni paranasali e alle orecchie, può dar luogo a complicanze quali sinusite e otite. Nei neonati e nei lattanti, l'agente patogeno può raggiungere facilmente i bronchi provocando bronchiolite

Come si cura e si previene il raffreddore nei bambini

Per curare il raffreddore bisogna seguire una terapia che agisce sui sintomi. Se i bambini non sono in grado di soffiarsi il naso autonomamente, si può procedere con dei lavaggi nasali allo scopo di aiutare il piccolo a liberarsi dalle secrezioni. Essendo una malattia virale, l'uso di antibiotici non è raccomandato. Importante è mantenere idratato il malato per ripristinare le perdite di acqua che si possono verificare con la febbre e con la tosse. Il riposo a casa e la perdita di qualche giorno di scuola può servire a non diffondere il contagio e a far recuperare più in fretta il proprio figlio. Per prevenire l'infezione è consigliabile una corretta igiene (lavaggio) delle mani con acqua e sapone. Inoltre, durante i mesi di massima diffusione dei virus che causano raffreddore è opportuno evitare luoghi particolarmente affollati.

Cosa sapere sul raffreddore nei bambini

La società italiana di pediatria ha compilato un decalogo di cose da sapere sul raffreddore nel bambino.

  • Sì ai lavaggi nasali con soluzione fisiologica che favoriscono l'eliminazione del muco. Possono essere utili, in particolare prima dei pasti e prima di andare a dormire
  • Ok anche ad aerosol perché il vapore aiuta a sciogliere le secrezioni.  È importante però seguire le indicazioni del proprio pediatra e non utilizzare farmaci in aerosol senza prescrizione medica
  • Molto utili anche le bevande, possibilmente tiepide, per rendere fluido il muco e liberare il naso
  • Il riposo a casa non significa necessariamente stare a letto, ma evitare per qualche giorno il contatto con possibili altri bambini infetti. Questo contribuisce sia a non diffondere il contagio che a ridurre l'esposizione ai germi in una fase in cui il bambino può essere più vulnerabile
  • In caso di rialzo della febbre l'utilizzo di antipiretico (paracetamolo o ibuprofene) può essere utile per alleviare il malessere nel bambino
  • No invece a spray e gocce nasali a base di farmaci ad azione vasocostrittrice che potrebbero provocare effettis econdari nel bambino
  • Sconsigliati anche gli sciroppi mucolitici sempre per il rischio di effetti collaterali
  • Non vi sono prove scientifiche che il brodo di pollo possa migliorare le condizioni di salute del bambino
  • L'assunzione regolare di vitamina C può ridurre l'incidenza di raffreddore e alleviare la sintomatologia anche in età pediatrica. Non sono viceversa dimostrati effetti di una sua efficacia in caso di assunzione esclusivamente nella fase acuta
  • La comunità scientifica non concorda neanche sull'utilità della assunzione di zinco in età pediatrica per la prevenzione e per la gestione del raffreddore
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