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Un microbisturi corregge la spasticità nei bambini

di Elena Berti - 20.05.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Microbisturi per spasticità nei bambini: al Bambin Gesù di Roma una nuova tecnica mininvasiva corregge i disturbi di spasticità

Microbisturi per spasticità nei bambini

La scienza e la medicina fanno continuamente passi avanti e provano a trovare soluzioni anche laddove si pensa che non ce ne siano: è il caso dell'équipe di neuro-ortopedia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha messo a punto una nuova tecnica per curare la spasticità

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Un microbisturi per i bambini spastici

La spasticità è un disturbo muscolare che ha conseguenze sul tono muscolare, aumentandolo notevolmente. Le cause sono diverse e possono intercorrere alla nascita o in seguito, per paralisi cerebrale, ictus, lesioni al midollo spinale o ancora sclerosi multipla. È una condizione che compromette notevolmente la quotidianità e per questo si continua a cercare soluzioni, soprattutto chirurgiche, che possano rendere la vita di chi è affetto da spasticità più semplice. È questo il caso dell'équipe di neuro-ortopedia del Bambin Gesù, che ha messo a punto una tecnica chirurgica che prevede l'utilizzo di un microbisturi la cui larghezza è di un solo millimetro. Grazie a questo strumento, i chirurghi possono intervenire direttamente sulle fibre danneggiate senza compromettere quelle sane, correggendo così il problema. 

Il vantaggio di questo microbisturi è inoltre che non prevede né incisioni punti di sutura, elementi fondamentali per aiutare i piccoli pazienti ad avere un recupero più veloce e meno doloroso. 

Già 500 i bambini con spasticità trattati con microbisturi

Il Bambin Gesù è l'unico ospedale a effettuare questo intervento, che in molti casi sostituisce la tecnica tradizionale con successo. Dal 2018 e fino a oggi sono stati fatti circa 500 interventi su bambini affetti da spasticità: la chirurgia percutanea fibrotonica, così si chiama questa nuova tecnica, è di tipo conservativo e mininvasivo. Grazie al microbisturi, il chirurgo è in grado di sfibrare in maniera progressiva le fasce e le fibre muscolari danneggiate per correggerle. A differenza degli interventi tradizionali (a cielo aperto) questa tecnica può essere eseguita già verso i 2-3 anni, con tempi di anestesia molto brevi - massimo una ventina di minuti - e non prevede l'uso del gesso ma di un tutore che può essere rimosso già il giorno dopo l'intervento, per iniziare la fisioterapia.

Un successo tutto italiano che ha già migliorato la vita di oltre mezzo migliaio di bambini.

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