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Genitori diventano donatori compatibili per i bambini con leucemie

di Redazione PianetaMamma - 18.06.2014 Scrivici

Grazie ad una tecnica innovativa tutta italiana uno dei genitori può donare il midollo al proprio figlio

LEUCEMIE NEI BAMBINI

- Una straordinaria

tecnica

messa a punto dagli studiosi dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù ha consentito di salvare la vita a un centinaio di bambini colpiti da malattie che richiedevano un

trapianto di midollo

e apre la strada a nuove speranze per tantissimi

piccoli pazienti

per i quali oggi non esiste possibilità di cura.

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Come spiega Franco Locatelli,   responsabile di Oncoematologia del Bambino Gesù, basti pensare che “

nonostante i registri donatori e le banche di sangue cordonale, infatti, il 30-40% dei pazienti non trova un donato

re”.

I

genitori

dei piccoli pazienti si sono sottoposti a questa innovativa metodologia e sono diventati

donatori compatibili

, in grado di poter quindi donare il proprio midollo ai figli, indipendentemente dal grado di compatibilità iniziale e soprattutto con un basso rischio che si sviluppi un’

infezione

post trapianto nell’organismo del bambino.

I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale

Blood

Ecco in cosa consiste questa

delicata procedura

: in pratica è possibile

ripulire

le cellule del donatore (l’uno o l’altro dei due genitori) eliminando le cellule che sono responsabili delle principali e più frequenti complicanze legate al trapianto di midollo, lasciando intatte le cellule immunitarie buone che proteggono l’organismo dalle infezioni.


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Alice Bertaina, responsabile dell'unità

trapianti di midollo

dell'ospedale, ha spiegato che grazie a questa nuova procedura non solo uno dei due genitori può diventare donatore compatibile anche se inizialmente non lo era, ma è possibile migliorare il risultato del trapianto.

Grazie a queste cellule buone, infatti, la percentuale di

successo

è uguale a quello che si ottiene con donatore compatibile e il piccolo paziente risulta essere protetto dalle

infezioni

anche dopo quattro mesi dall’intervento. Fino ad oggi la tecnica su queste

staminali

è stata sperimentata su settanta bambini colpiti da tumori del sangue e su trenta bambini con malattie rare del sangue o il sistema immunitario.

Una grande speranza per tutti i piccoli pazienti che necessitano di un

trapianto di midollo

e che non riescono a trovare un donatore compatibile.

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